Un Matrimonio Perfetto? addestrare il partner come fosse un delfino.

In Un matrimonio perfetto, Winifred Wolfe con uno stile civettuolo e frizzante, ci rivela il segreto per plasmare il nostro partner ideale.

ID Articolo: 5863 - Pubblicato il: 15 febbraio 2012
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Il segreto per una relazione perfetta? Addestrare il proprio partner…come un delfino.

Un Matrimonio perfetto? Addestrare il partner come fosse un delfino. - Immagine: © Lorelyn Medina - Fotolia.com - Siete stufe di sbraitare per la tavoletta alzata? Non c’è verso di convincere vostro marito a chiudere il tubetto del dentifricio? In “Un matrimonio perfetto”, pubblicato negli USA nel lontano 1961, Winifred Wolfe con uno stile civettuolo, frizzante e molto divertente ci rivela il segreto per plasmare il partner ideale. Il libro si legge d’un fiato e regala non poche risate.

La giovane Chantal, trasferitasi a New York, si innamora di uno scapolo impenitente e riesce a farsi sposare. Dopo un primo periodo idilliaco iniziano però i primi screzi: possibile che suo marito non abbia mai voglia di accompagnarla a scegliere le tende per il salotto?! Ma per fortuna che c’è Maman, pronta a svelare alla figlia il trucco per ottenere un matrimonio perfetto: addestrare il proprio partner…come un cane! Sebbene il consiglio appaia bizzarro, funziona! Fino a quando il marito non scopre l’inghippo, e allora cominciano i guai.

L’idea vi pare assurda? Provare per credere! La giornalista Amy Sutherland in un celebre articolo pubblicato sul The New York Times (2006) racconta di come, stanca dei calzini disseminati per casa dal marito, abbia deciso di applicare nei suoi confronti, con grande successo, una tecnica utilizzata per addestrare i delfini, la L.R.S (Least Reinforcing Scenario).

I nostri nonni si amavano di più? Evoluzione o declino del matrimonio? - Immagine: © alexcoolok - Fotolia.com -

Articolo consigliato: I nostri nonni si amavano di più? Evoluzione o declino del matrimonio?

L.R.S. consiste nel premiare (rinforzare) un comportamento desiderato ed ignorare un comportamento irritante, basandosi sul principio che se un comportamento non provoca alcuna risposta, si estingue perché risulta essere un inutile dispendio di energia.

Pertanto se il vostro obiettivo è rendere il vostro partner più ordinato, non dovete fare altro che ignorare la sua biancheria gettata a terra (sottoponendovi ad una grande prova di pazienza) e rinforzarlo prima ogni qual volta si avvicinerà al cesto della biancheria sporca, successivamente solo quando getterà i boxer nel cesto, fino al gran finale: premiarlo esclusivamente quando i suoi boxer verranno lanciati direttamente in lavatrice. Questa tecnica di condizionamento si chiama modellaggio per approssimazioni successive e oltre ad essere alla base di qualsiasi programma di addestramento animale viene utilizzata anche, per esempio, per educare i bambini.

Messaggio pubblicitario L’alternativa spesso messa in atto, cioè strillare come un’isterica “Te l’ho detto mille volte di non lasciarmi in giro per casa la tua roba!”, risulta invece meno efficace poiché è vero che la punizione (cioè uno stimolo avversivo) riduce la probabilità che l’altro metta in atto il comportamento tanto odiato, ma ha effetto temporaneo e soprattutto non gli fornisce indicazioni su quale sia il comportamento corretto; in pratica gli si dice cosa non deve fare, ma non quello che dovrebbe fare. Quindi il modo migliore per plasmare il comportamento di qualcuno è rinforzarne le azioni desiderate. I rinforzi da utilizzare, cioè quegli stimoli che aumentano la probabilità che venga messa in atto una certa risposta, possono essere molteplici: dai cosiddetti rinforzi primari (es. cibo, contatto sessuale) a quelli generalizzati (es. manifestazione d’affetto) a quelli simbolici (es. denaro). Il più adatto? A voi la scelta!

E la prossima volta che la vostra ragazza esclamerà “bravo il mio cucciolone!” grattandovi amorevolmente sotto il mento…drizzate le orecchie!

 

 

BIBLIOGRAFIA:  

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