Le caratteristiche delle ossessioni e compulsioni religiose nei principali culti monoteisti (2)

Alcuni studi hanno dimostrato come la religiosità sia associata a diversi disturbi psicologici, incluso il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) - Psicologia

ID Articolo: 114448 - Pubblicato il: 14 ottobre 2015
Le caratteristiche delle ossessioni e compulsioni religiose nei principali culti monoteisti
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Il Disturbo Ossessivo Compulsivo nelle principali religioni monoteiste: Cristianesimo, Islamismo e Ebraismo

Molti studiosi hanno indagato come si presenta il Disturbo Ossessivo Compulsivo nelle principali religioni monoteiste: Cristianesimo, Islamismo e Ebraismo.Sica e colleghi nel 2002, hanno svolto uno studio sulla relazione tra la pratica religiosa e le manifestazioni del DOC in un campione non clinico di italiani cattolici. I soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi, in base al loro coinvolgimento a livello religioso: alta, media e bassa religiosità. Il gruppo con alta religiosità presentava punteggi più alti nei test che valutavano l’importanza, il controllo dei pensieri e la responsabilità percepita, rispetto alle altre due categorie.

Nell’ebraismo e nella religione musulmana le ossessioni e le compulsioni appaiono maggiormente connesse alla preghiera, alla restrizione alimentare e alla pulizia che precede la preghiera (Greenberg & Witztum, 1994). Lo studio di Yorulmaz (2009), prende in esame il rapporto tra la religiosità e le cognizioni del DOC nella religione musulmana e cristiana.
Entrambi i gruppi religiosi, riportarono ossessioni sull’importanza e il controllo dei pensieri e la fusione pensiero-azione a livello morale, confermando che la religiosità è associata al DOC (Abramowitz 2004) e che potrebbe essere un’importante questione da valutare a prescindere dal credo di appartenenza.

Messaggio pubblicitario ISFAR EFT In particolare i Musulmani presentano maggiore preoccupazione per l’importanza e il controllo dei pensieri rispetto ai Cristiani ed hanno una maggiore tendenza ad utilizzare il rimuginio come strategia di controllo. Yorulmaz, ipotizza come tali differenze nell’espressione del DOC possono derivare dalle differenze nelle dottrine e negli insegnamenti delle diverse religioni.
La religione Musulmana si può considerare più ritualistica, con comportamenti pre- definiti: ad esempio, è richiesto lavarsi cinque volte al giorno prima di pregare; le parti del corpo devono essere lavate in un preciso ordine e se ciò non accade si deve ricominciare.
Dall’ altro lato, nel Cristianesimo, l’enfasi è posta sui pensieri e sulla morale; la fede è definita dal credere in Gesù, con un minor numero di rituali.
In questo studio, bisogna inoltre tener conto delle differenze di tipo culturale, infatti i soggetti Cristiani vivevano in Canada, società dove l’individualismo è molto marcato rispetto all’altro campione proveniente dalla Turchia, dove il collettivismo e l’interdipendenza relazionale ed emotiva sono dominanti.

In generale, queste ricerche fanno ipotizzare che le differenze nell’espressione Sintomatologica del DOC possono essere attribuite alle caratteristiche peculiari di ogni religione e al minore o maggiore coinvolgimento religioso.
L’importanza di tali studi, consiste nel traslare i risultati nella pratica clinica, considerando l’importanza del contesto religioso nella fase di assessment e trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo basato su tematiche religiose.
Infatti, la religione può rappresentare parte del disturbo, contribuendo ai sintomi (es. ossessioni o manie), alimentando il pensiero magico e le resistenze al trattamento oppure può costituire un fattore motivazionale per la terapia e l’integrazione sociale.

In conclusione, il terapeuta dovrebbe conoscere il contesto religioso e culturale in cui svolge il proprio lavoro, in modo da poter utilizzare tali elementi per promuovere il benessere psicologico.

 

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