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inside out (2015) e il suo utilizzo come homework in psicoterapia – Psicoeducazione

ID Articolo: 114264 - Pubblicato il: 05 ottobre 2015
inside out (2015) e il suo utilizzo come homework in psicoterapia – Psicoeducazione
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Federica Di Francesco, Marika Di Egidio

 

Inside out costituisce un valido strumento, da utilizzare come homework, per integrare l’intervento di psicoeducazione sulle emozioni, facilitando l’immediata comprensione da parte del paziente dei processi che legano cognizioni ed emozioni e il ruolo fondamentale che quest’ultime giocano nella messa in atto dei comportamenti di ognuno di noi.

Su State of Mind avevamo parlato della valenza psicoeducativa di Inside Out, successivamente di come il film utilizzi la teoria cognitiva della mente per spiegare le funzioni delle emozioni mentre la scorsa settimana ci siamo concentrati sull’importanza della memoria e dei ricordi in Inside Out  e della valenza positiva della tristezza (NdR).

 

Insideout: la trama

Inside Out è un film d’animazione del 2015 realizzato dai Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures. Il film, diretto da Pete Docter insieme al co-regista Ronnie del Carmen, è basato su un’idea originale dello stesso Docter.

Protagonista di Inside Out è la giovane Riley, una ragazzina di 11 anni, costretta ad abbandonare il suo amato Minnesota per trasferirsi con la famiglia nella caotica San Francisco.

L’arrivo nella nuova città la costringe a fare i conti con un turbinio di emozioni fortissime e contrastanti: Gioia è il motore del gruppo, simpatica e ottimista, garantisce allegria e felicità cercando sempre di vedere il lato positivo delle cose, Paura è una sorta d’impiegato super stressato la cui funzione è proteggere Riley dai pericoli, Rabbia è perennemente arrabbiato e quando è troppo esasperato la sua testa prende fuoco; la sua missione è assicurare il senso di equità e giustizia. Disgusto è molto protettiva nei confronti di Riley e le impedisce di avvelenarsi sia fisicamente che socialmente; Tristezza è divertente, anche nel suo essere triste: è intelligente e sempre previdente ma non ha ancora ben capito quale sia il suo ruolo. Le emozioni convivono nel Quartier Generale della mente di Riley e guidano la sua quotidianità.

Il trasferimento a San Francisco è un evento difficile da affrontare per la ragazzina e anche le sue emozioni non sanno bene come gestire la nuova condizione. Tristezza cerca di assumere il controllo della situazione, ma Gioia, decisa a proteggere Riley da qualsiasi sofferenza, fa di tutto per impedirglielo.

Ecco che Gioia e Tristezza in uno dei frequenti battibecchi vengono “risucchiate” dal tubo aspirante che porta i ricordi dal Quartier Generale alla memoria a lungo termine.

Messaggio pubblicitario È così che, d’un tratto, a prendere in mano le redini della mente di Riley arrivano Rabbia, Paura e Disgusto, disperatamente in attesa del ritorno di Gioia e Tristezza, finite dall’altra parte del suo cervello. Le due emozioni nel loro tentativo di tornare al Quartier Generale si trovano ad affrontare molteplici disavventure, nel corso delle quali Gioia si ostina a proteggere Riley dalla sofferenza e dal malessere legate all’intervento di Tristezza. I tentativi di Gioia si rivelano comunque fallimentari e sarà proprio il contatto con Tristezza che permetterà alla piccola Riley, di esprimere e condividere la propria sofferenza con i genitori, permettendole di uscire da quel “blocco” emotivo.

 

L’ARTICOLO PROSEGUE DOPO IL TRAILER DEL FILM:

 

Inside Out in Psicoterapia

Inside Out diventa una valida rappresentazione delle fasi di crisi che caratterizzano il passaggio all’adolescenza.

Lasciarsi alle spalle determinati ricordi nel lungo e difficile percorso verso l’età adulta diventa doloroso ma indispensabile per permettere una sana costruzione della nostra identità e personalità.

È infatti riconosciuto che alla base di molti disturbi psicologici c’è spesso un mancato riconoscimento del legame tra emozioni e azioni, e tra emozioni e relativi correlati somatici.

Nella psicoterapia cognitivo-comportamentale una delle fasi fondamentali è rendere il paziente consapevole del suo problema e del legame esistente tra pensieri ed emozioni.

A tal proposito Inside out costituisce un valido strumento, da utilizzare come homework, per integrare l’intervento di psicoeducazione sulle emozioni, facilitando l’immediata comprensione da parte del paziente dei processi che legano cognizioni ed emozioni e il ruolo fondamentale che quest’ultime giocano nella messa in atto dei comportamenti di ognuno di noi.

La visione del film vuole essere per il paziente un’occasione per incrementare le sue capacità autoriflessive e comprendere che tutte le emozioni sono funzionali e nessuna di esse può essere totalmente eliminata, ma bisogna solamente imparare a gestirle nei momenti di particolare disagio.

Inside out, inoltre, ha il vantaggio di essere trasversale alle varie fasce d’età: un film per i piccoli, ma anche e soprattutto per i grandi, che ci ricorda come nella vita un singolo evento scatenante può condizionare il nostro stesso modo di vedere il mondo perché influenzato da diverse emozioni!

 

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BIBLIOGRAFIA

  • Apparigliato, M., e Lissandron, S. (2010). La cura delle emozioni in terapia cognitiva. Roma: Alpes Italia srl

 

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