Sei cappelli per pensare: ragionare con creatività ed efficacia

Il metodo 'sei cappelli per pensare' consente di interpretare vari punti di vista, anche lontani da noi. Questo aiuta a liberarci da schemi disfunzionali.

ID Articolo: 113620 - Pubblicato il: 21 settembre 2015
Sei cappelli per pensare: ragionare con creatività ed efficacia
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Il metodo sei cappelli per pensare permette di interpretare ruoli fissi, i cappelli, che incarnano diversi punti di vista, anche quello più lontano dalla nostra indole. Questo ci aiuta a liberarci dagli schemi creati dalla posizione o dal carattere.

Ognuno di noi si trova, nella vita di tutti i giorni, a confrontarsi con problemi di varia natura. A volte riusciamo ad individuare la possibile soluzione in modo immediato, altre volte invece ci sembra di perderci all’interno del problema, senza riuscire a trovare la via d’uscita e lasciandoci sopraffare.

L’etimologia greca della parola problema rimanda ad un’azione proattiva, ovvero gettare avanti. Secondo questa prospettiva, il problema può essere accolto come una sfida, qualcosa che nell’immediato sembra bloccarci, ma che nasconde in sé una possibilità di crescita, qualcosa che ci fa superare i nostri limiti percepiti, oltre la nostra zona di comfort. Affrontando in modo attivo e curioso un problema, mi concedo una maggiore possibilità di movimento.

Un metodo utile per adottare una prospettiva ampia e oltre i nostri automatismi è il six thinking hats, tradotto in italiano sei cappelli per pensare proposto da Edward De Bono (1985). Noto in tutto il mondo per i suoi studi sul pensiero laterale e sulla creatività, ha collaborato con numerose università e aziende aiutandole ad innovare i prodotti e i processi produttivi. Il sistema ideato da De Bono consente di organizzare il nostro modo di pensare in maniera più efficace, prendendo in considerazione un aspetto alla volta.
Messaggio pubblicitario Si tratta di interpretare ruoli fissi, i cappelli, che incarnano diversi punti di vista, anche quello più lontano dalla nostra indole. Questo ci aiuta a liberarci dagli schemi creati dalla posizione o dal carattere, permettendo agli ottimisti di esprimere pensieri negativi o ai razionali di provare ad essere creativi.

Lo scopo dei sei cappelli per pensare è la chiarificazione del pensiero, ottenuta consentendo al pensatore di adottare un modo di pensare per volta, invece che tentare di fare tutto in una volta sola. Il paragone più calzante potrebbe essere quello della stampa a colori, dove ogni colore viene stampato separatamente fino ad ottenere il risultato finale. Il sistema è progettato per far passare il pensiero dal normale metodo dialettico al metodo di mappatura. Il pensiero diventa così un processo a due fasi: la prima è l’esecuzione della mappa, la seconda è la scelta di un percorso sulla mappa. Se la mappa è composta da tutte le prospettive, il percorso migliore risulta spesso di immediata evidenza.

I vari cappelli coprono, secondo l’autore, i principali aspetti del pensiero. Il maggior pregio del sistema è rappresentato dalla sua artificiosità. I sei cappelli costituiscono un artificio formale e conveniente per chiedere l’adozione di un certo modo di pensare a se stessi o agli altri. Consentono un approccio veloce e ordinato, evitando di perdere tempo in controversie e discussioni sterili.

Ma vediamo nello specifico quali sono questi sei cappelli:

  • Il cappello bianco: imparzialità e obiettività:

Il bianco è un colore neutro e oggettivo. Il cappello bianco riguarda fatti e dati oggettivi. Il pensatore deve agire come un computer, che fornisce i dati e le cifre che gli vengono richieste. ‘Mi chiedi di dirti perché cambio lavoro e dirtelo con il cappello bianco. Il salario non è migliore. Non ci sono maggiori opportunità di guadagni extra. La distanza da casa è uguale. Le possibilità di carriera sono le stesse. Il tipo di lavoro è identico. In termini di cappello bianco non posso dirti altro’.

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