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Mi chiamo Chuck, ho diciassette anni e, stando a Wikipedia, soffro di disturbo ossessivo-compulsivo di Aaron Karo – I consigli per l’estate di libri e film Nr. 02

Il libro tratta il tema del disturbo ossessivo compulsivo tra gli adolescenti e del rapporto con i coetanei; la lettura risulta piacevole e divertente.

Di Rossana Piron

Pubblicato il 03 Ago. 2015

RUBRICA I CONSIGLI DELL’ESTATE DI LIBRI E FILM – Mi chiamo Chuck, ho diciassette anni e, stando a Wikipedia, soffro di disturbo ossessivo compulsivo di Aaron Karo (Nr. 02)

TEMI PSICOLOGICI TRATTATI: disturbo ossessivo-compulsivo, adolescenza, relazioni tra pari, bullismo.

Chuck Taylor ha diciassette anni e si lava continuamente le mani, controlla i fornelli e vive nel terrore che i germi possano contaminarlo. Trascorre le sue giornate sempre in bilico tra il bisogno di assecondare i pensieri ossessivi e i goffi tentativi di costruirsi delle relazioni sociali. Ha un unico amico del cuore, Steve, vittima delle angherie dei bulli della scuola e una sorella, Beth, che al contrario è amata dai coetanei e prende le distanze da Chuck fino a non accettare la sua amicizia su Facebook.

Le giornate del giovane protagonista sono costellate da regole, imposizioni rigide e ripetuti controlli. Ha una collezione di Converse All Star di diverso colore, che indossa a seconda dello suo stato emotivo, rosse quando è arrabbiato, gialle quando è nervoso, e così via.

I genitori sono sempre più preoccupati e lo convincono, nonostante le sue rimostranze, a rivolgersi a uno psichiatra. Sarà poi l’arrivo di una nuova compagna di classe a dare una svolta alla sua vita e a fargli aggiungere un nuovo colore alla collezione di scarpe da tennis.

La lettura di questo libro è piacevole e divertente, nonostante venga trattato un tema delicato come il disturbo ossessivo-compulsivo negli adolescenti. Lo sguardo si amplia anche nel trattare le dinamiche dell’amicizia e del difficile rapporto con i coetanei, che non sono pronti ad accettare la diversità che accompagna il sintomo di un disturbo.

I genitori del ragazzo sono una grande risorsa, perché lo avvicinano alla cura in modo supportivo e lo aiutano ad affrontare il delicato tema del farmaco, senza imposizioni o comportamenti iper-protettivi.

Un buon libro da leggere sotto l’ombrellone e da consigliare a tutti gli interessati all’ argomento, psicologi dell’età evolutiva, educatori, genitori e figli che vivono da vicino situazioni analoghe.

 

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Rossana Piron
Rossana Piron

Tecnico di Riabilitazione Psichiatrica, Psicologa clinica

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