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Pericolo ad alta quota: potenziare le strategie di coping dei piloti per aumentare la sicurezza in volo

Le abilità di coping nelle situazioni di alto stress sembrano essere un fattore chiave da valutare e da potenziare nei piloti per la sicurezza dei voli.

Di Linda Confalonieri

Pubblicato il 22 Lug. 2015

FLASH NEWS

Le abilità di coping nelle situazioni di stress sembrano essere un fattore chiave da valutare e da potenziare nei piloti per la sicurezza dei voli.

Errare è umano, anche in aereo la regola vale: l’errore umano è tra le cause degli incidenti aerei, e lo stress facilita la possibilità di commettere errori. Dunque le abilità di coping nelle situazioni di stress sembrano essere un fattore chiave da valutare e da potenziare nei piloti per la sicurezza dei voli.

Infatti secondo una ricerca psicologica vi sarebbe un fattore predittivo di come i piloti reagiscono in situazioni difficili e stressanti: più dell’età, più degli anni di esperienza di volo, sarebbero le risposte dei piloti a due semplici domande inerenti il coping.

I ricercatori hanno coinvolto 16 piloti e li hanno sottoposti a una simulazione di volo in laboratorio. Dopo il decollo accade un imprevisto, una situazione ad elevato stress: un danno al motore, il protocollo prevede un atterraggio di emergenza. Proprio in questo momento specifico della simulazione vengono poste due domande al pilota:

  • quanto ti aspetti che questa situazione sia ardua e difficoltosa?
  • quanto ti senti in grado di affrontarla?

I piloti dovevano rispondere secondo una scala Likert. La differenza tra i punteggi delle due risposte fornisce una interessante indicazione: il grado con cui il pilota interpreta la situazione di emergenza come una sfida (quando le abilità di coping sono maggiori della difficoltà percepita) oppure come una minaccia (quando le abilità di coping sono percepite come carenti per affrontare la situazione).

E questo predice il reale comportamento del pilota alla guida durante l’ atterraggio di emergenza a seguito del danno al motore: coloro che interpretano la situazione più come una minaccia che come una sfida hanno performances significativamente peggiori rispetto agli altri. Performance peggiori in considerazione delle valutazioni di un insegnante di volo e di alcuni indici oggettivi di controllo dell’aeromobile, quali la regolazione della velocità e la direzione dello sguardo del pilota.

Il potere predittivo della percezione delle proprie abilità di coping sulle performance in situazioni critiche si mantiene anche tenendo conto dell’età e degli anni di esperienza.

E’ curioso inoltre che lo studio ha dimostrato che la percezione di minaccia influenza negativamente la regolazione dello sguardo durante l’atterraggio: un’interpretazione della situazione come più minacciosa è correlata a una fissazione oculare meno efficace con la concentrazione dello sguardo in alcune aree scorrette dal punto di vista della pratica del volo.

 

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Redattrice di State of Mind

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