Esperienza, ricordo e decisione futura: uno studio empirico

Lo studio cerca di comprendere se ci sia un legame diretto tra l’esperienza e la decisione futura o se questa sia mediata anche da aspettative e ricordi.

ID Articolo: 109474 - Pubblicato il: 19 maggio 2015
Esperienza, ricordo e decisione futura: uno studio empirico
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Questo articolo ha partecipato al Premio State of Mind 2014 Sezione Junior

Esperienza, ricordo e decisione futura: uno studio empirico 

Autrice: Veronica Cascone (Università degli Studi di Trieste)

 

Abstract

In riferimento al modello elaborato da Wirtz, Kruger, Scollon & Diener (2003), secondo il quale si ipotizza l’esistenza di un legame tra aspettative, esperienza, ricordo dell’esperienza e decisione di ripetere l’esperienza, dimostrando che le aspettative influenzano direttamente il ricordo che, a sua volta, determinerà la decisione futura, lo studio qui presentato si prefigge due obiettivi principali: il primo obiettivo è quello di comprendere, anche sulla base degli studi citati (Klareen, Hodges & Wilson, 1994; Gilbert & Wilson, 2003; Wirtz et al., 2003;), se si presenti la catena di legami che parte dalle aspettative, passa per l’esperienza e per il ricordo e raggiunge la decisione sul futuro, oppure se ci sia un legame diretto tra l’esperienza e la decisione sul futuro (o tra le aspettative e la decisione sul futuro), indipendentemente dall’influenza delle variabili intermedie. In particolare, cercheremo di capire se sia effettivamente il ricordo a influenzare la decisione ( nel nostro caso, la scelta di continuare l’esperienza vissuta). In secondo luogo, abbiamo voluto verificare in quale grado le relazioni ottenute in letteratura possano dipendere dall’applicazione di un solo metodo di misura dei costrutti indagati (common method bias), oppure se siano relazioni che si osservano indipendentemente dal metodo e dallo strumento utilizzato per misurare le aspettative, l’esperienza e il ricordo. Nel primo capitolo della tesi, viene fornita una panoramica generale della letteratura sull’argomento; in particolare sono trattate le ricerche di Kahneman, Friedrickson, Schreiber & Redelmeier (1993) e di Wilson e Gilbert (2003), sul ruolo della previsione affettiva e della valutazione retrospettiva nelle decisioni sul futuro. Il secondo capitolo si concentra sulla letteratura che ha costituito la base per la nostra ricerca e sui modelli teorici elaborati da Klareen, Hodges & Wilson (1994) e da Wirtz et al. (2003), dedicando particolare attenzione agli studi che si sono occupati della funzione del ricordo nella scelta per il futuro. Il terzo capitolo presenta l’esperimento realizzato. Il quarto capitolo descrive le analisi effettuate, i risultati ottenuti e le conclusioni che se si possono trarre in riferimento alle ipotesi di partenza. L’esperimento: ad un gruppo di studenti della facoltà di scienze della Formazione e Psicologia dell’ Università degli studi di Trieste di età media 23 anni abbiamo proposto la visione di un breve filmato della durata di circa 30 minuti tratto dal film “Caramel” di Nadine Labaki del 2007. Il disegno sperimentale era un disegno between-subjects. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a due gruppi (metodo tradizionale vs. metodo variato). Per quanto riguarda il gruppo ‘metodo tradizionale’, la valutazione delle aspettative, dell’esperienza e del ricordo dell’esperienza avvenivano utilizzando lo stesso questionario, con il solo cambiamento del tempo del verbo impiegato per formulare le domande. Questo gruppo riproduceva dunque quanto fatto nei precedenti studi di Wirtz et al. (2003). Per quanto riguarda il gruppo ‘metodo variato’, si utilizzavano invece metodi (e strumenti) diversi per rilevare la valutazione delle aspettative (il consueto questionario), dell’esperienza (una procedura di monitoraggio continuo on-line), del ricordo (la valutazione delle scene ricordate; cfr. Geers et al.,1999). Lo studio è stato svolto in due sessioni. I risultati dimostrano che la valutazione retrospettiva condotta tramite la valutazione della piacevolezza delle scene ricordate non è predittiva delle intenzioni se l’effetto delle altre variabili (aspettative, valutazione on-line) viene tenuto sotto controllo. Nella condizione di controllo (metodo tradizionale), invece, la valutazione retrospettiva è predittiva delle intenzioni, anche se si tiene sotto controllo il potenziale effetto del metodo comune. Inoltre, solo nella condizione sperimentale l’esperienza immediata è predittiva delle intenzioni. L’esistenza della catena di relazioni che parte dalle aspettative e giunge alle intenzioni sul futuro dipende dunque dal modo in cui viene misurato il ricordo. Se il ricordo è misurato tramite la valutazione delle scene ricordate, allora esso non è predittivo delle intenzioni future. In questo caso, la catena si interrompe. Se, invece, il ricordo è misurato tramite una valutazione retrospettiva più generale, che prescinde dalle singole scene, allora esso è predittivo rispetto alle intenzioni future (e la catena delle relazioni non si interrompe). Riguardo al common method bias, i risultati evidenziano che le relazioni individuate nella condizione di controllo sono abbastanza robuste rispetto a questo bias. Altro risultato interessante evidenzia che le aspettative sembrano influire sulle intenzioni indipendentemente dalla condizione sperimentale e che il giudizio retrospettivo globale sull’esperienza passata sembra essere il miglior predittore delle intenzioni in entrambe le condizioni sperimentali. E’ quindi possibile ipotizzare che questo giudizio, forse formulato già durante la visione del film (cfr. Hastie & Park, 1986), possa essere utilizzato come base per l’espressione delle intenzioni comportamentali insieme alle aspettative.

 

Messaggio pubblicitario English abstract

This study builds on the model of Wirtz, Kruger, Scollon & Diener (2003), which hypotizes a link between expectations, experience, memory and desire to repeat the experience and demonstrates that expectations influence memory directly, and memory influences future decisions to repeat the experience; and its aims are: – To understand if there is a link expectations-experience-memory-future decision, or if there will be a direct experience-decisions link (or also an expectations-decisions link) which is independent of intermediate variables; and to understand if memory influences decision, or not.  – To verify if the relationships we founded in literature depended on the common method bias, or if they still exist independently of the method and the instrument they used to evaluate expectations, experienceandmemory.  The first chapter is a review of the literature on this topic, which focuses above all on Kahneman, Friedrickson, Schreiber & Redelmeier (1993) and Wilson & Gilbert’s studies ( 2003 ) on the role of the affective forecast and retrospective evaluations on the future decisions.  The second chapter concerns the literature which our research takes as a basis and the studies of Klareen, Hodges & Wilson (1994) and Wirtz et al. (2003), particular attention is paid to the studies which deals with the role of memory on future decision.  The third chapter presents our experiment.  The fourth chapter describes the analysis we did, its results, and the conclusions we can draw from our initial hypothesis.  Experiment: A group of students from “Scienze della formazione primaria” and Psychology of University of Trieste, with an average age of 23 years, saw a short movie (30’ minutes), an except snippet from the movie “Caramel”, by Nadine Labaki (2007). The experimental design was between-subjects. Participants has been casually divided into two groups ( Tradizionale method vs. Variato method). In the “Tradizionale method” group, relevations of expectations, experience and memory took place with the same questionnaire, we just changed the verbal time of questions. This group reproduced the study of Wirtz et al. (2003). In the “Variato method” group we used different methods for the relevations of expectations (the same questionnaire), experience ( monitoring on-line the experience), and memory (evaluations of remembered scenes; cfr Geers et al. 1999). The study has been occurred in two sessions.  Results demonstrate that retrospective evaluations, which subjects made together with the evaluations of remembered scenes’ pleasantness is not predictive of the intentions when the effect of other variables (expectations, online evaluations) is under control. In the “Tradizionale method” condition (as control condition), instead, the retrospective evaluation is predictive of intentions even though the common method bias effect is under control. Only in the experimental condition (Variato method) the experience is predictive of intentions. The existence of the link originates from expectations and attains future intentions depends on the method used for measuring memory. When memory is measured with the evaluations of scenes it is no predictive about future intentions. In this case the link is broken. When the memory is measured with a general retrospective evaluation, neglecting single scenes, it is predictive of future intentions and the link of relations continues. Regarding to common method bias, the results demonstrate that relations in the control condition are strong about this bias. We can also find that the expectations influence intentions independently of experimental condition, and that the retrospective general judgment on the past experience is the best predictor of future intentions in both conditions.  We can hypotize that this judgment, they possibly made by the time of the vision of the movie, (cfr. Hastie & Park, 1986), may be used as basis to express the behavioural intentions and the expectations.

 

 

 

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