Scienza del comportamento & Fun Theory: l’iniziativa divertente per modificare il comportamento in ambito urbano – The Nudge Italia

IESCUM e The Nudge Italia: la scienza del comportamento al servizio dei contesti urbani per una politica volta al rinforzo delle azioni socialmente utili

ID Articolo: 106824 - Pubblicato il: 13 febbraio 2015
Scienza del comportamento & Fun Theory: l’iniziativa divertente per modificare il comportamento in ambito urbano – The Nudge Italia
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A cura di Massimo Cesareo, Team Nudge Italia, IESCUM

«Cosa accadrebbe se i nostri automobilisti, invece di essere puniti con delle contravvenzioni per aver infranto delle norme stradali, venissero premiati per la loro buona condotta? Sarebbero indotti a proseguire nel loro comportamento virtuoso».

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«La scienza del comportamento», ci spiega il professor Paolo Moderato, ordinario di Psicologia presso l’Università IULM di Milano e Presidente di Iescum — Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano, «può fare molto nelle situazioni motivazionali, ovvero relativamente a ciò che muove le azioni personali. All’interno di un contesto di segnali verbali e non verbali, assume estrema importanza che l’individuo possa apprendere dalle conseguenze dirette della propria azione sull’ambiente. Accade, però, che una persona non possa vedere tali conseguenze, a causa di un ostacolo dell’ambiente stesso o del tempo. Quell’ostacolo si definisce costo della risposta: è uno sforzo che compiamo o, in altre parole, una punizione.

Eliminare quell’ostacolo — lo sforzo, il costo della risposta — consentirebbe di apprezzare le conseguenze della propria azione. Il vedere le conseguenze è un segnale non sempre verbale, ricevuto nel breve o brevissimo periodo, che induce un cittadino, nel caso degli esempi riportati, a modificare il proprio comportamento. Pertanto, l’ingegneria sociale deve puntare a rimuovere gli ostacoli, cioè i costi della risposta, e a offrire conseguenze alle azioni socialmente utili».

Un esempio pratico chiarisce questo concetto. «Pensiamo alla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti in ambito urbano», ci spiega il professor Moderato, «anche il cittadino più motivato a differenziare i rifiuti vede un ostacolo nella eccessiva distanza dei cassonetti dalla propria abitazione; quella distanza è il costo della risposta, è uno sforzo che impedisce alle conseguenze di irrobustire l’azione socialmente utile. Al contrario, una iniziativa di ingegneria sociale che consentirebbe buoni risultati, nello stesso ambito, è quella di premiare il cittadino virtuoso nel differenziare: un premio, ad esempio, può essere uno sgravio fiscale, anche minimo».

È ciò che accadeva ai concittadini del sindaco Mockus: nell’esatto momento in cui rispettavano le norme stradali, un clown li premiava con fiori e sorrisi. Un esempio, peraltro, che fa riflettere sull’intero sistema normativo, anche italiano: il nostro codice stradale, ma anche quello penale, sono fondati sull’idea dell’evitare la pena, la punizione. «Scappare da una punizione è un’azione di breve respiro, che non porta a modificare i propri comportamenti nel lungo termine», spiega Moderato,

«cosa accadrebbe se i nostri automobilisti, invece di essere puniti con delle contravvenzioni per aver infranto delle norme stradali, venissero premiati per la loro buona condotta? Sarebbero indotti a proseguire nel loro comportamento virtuoso».

Messaggio pubblicitario Spunti concreti ad un approccio comportamentista nella gestione urbana ed ambientale possono essere rinvenuti nell’edizione speciale di The Behavior Analyst, la rivista ufficiale della SABA, Society for the Advancement of Behavior Analysis, dedicata al cambiamento climatico. Nell’introduzione — curata da William L. Heward della Ohio State University e Paul Chance del Cambridge Center for Behavioral Studies — si parte da una semplice domanda: “come può un piccolo essere umano agire ottenendo come risultato il cambiamento climatico globale?”. La risposta arriva proseguendo nella lettura: “noi siamo progettati per modificare il nostro comportamento in risposta alle conseguenze dello stesso, conseguenze che siano certe, intense ed immediate, ma molti dei problemi che incontriamo oggi comportano conseguenze malcerte, deboli, e postposte nel tempo”.

Un metodo idoneo a perseguire azioni con conseguenze “certe, intense ed immediate” può essere trovato nell’applicazione della scienza comportamentale all’economia, ovvero nella behavioral economics. «L’adozione di una visione comportamentale, in economia, serve — fra l’altro — ad insegnarci non a spendere meno, a livello macroeconomico, ma a spendere senza sprechi. Una visione comportamentale, e dunque scientifica, aiuta a modificare i comportamenti economici, valutandone l’efficacia», chiarisce Moderato.

Un buon esempio di questi principi si ritrova nella Fun Theory, una iniziativa sponsorizzata dal gruppo Volkswagen basata sui principi della scienza comportamentale. L’intento è chiaro fin dalla presentazione sul sito web che raccoglie le molteplici applicazioni pratiche della teoria: “questa iniziativa è dedicata ad una semplice idea: ciò che è semplice e divertente è il modo migliore per modificare un comportamento per il meglio”.

Proposte pratiche, come il semaforo con display sul quale appaiono notizie utili e curiose o il cestino per i rifiuti sonoro, aiutano a comprendere il funzionamento della Fun Theory, riportandoci alla nostra riflessione iniziale: si può modificare un comportamento, in ambito urbano, in maniera divertente, con risultati efficaci, proprio come ha fatto il sindaco Mockus.

È questo meccanismo di gentile incentivo a modificare i propri comportamenti che ha fatto sì che ci si riferisca al nudging come ad una sorta di “paternalismo libertario”, definizione degli stessi Sunstein e Thaler.

Messaggio pubblicitario Al di là degli esperimenti sociali di Mockus ed in seguito all’esempio statunitense, diversi governi – in tutto il mondo – hanno scelto di avvalersi della consulenza di esperti in scienze del comportamento: per restare all’Europa, dal governo inglese, che ha costituito il “Behavioral Insight Team”, a quello francese, che si avvale dello SGMAP – Secretariat General for Government Modernization. È recentissimo l’annuncio, da parte della Cancelliera Angela Merkel, della volontà di istituire un nudge team tedesco, mentre in Italia la teoria nudge ha appena fatto capolino, nelle pagine della riforma scolastica presentata dal Governo Renzi.

Nel Regno Unito, l’azione del BIT, il “Behavioral Insight Team”, voluto da David Cameron, si è rivolta innanzitutto alla lotta all’evasione fiscale: semplificando i metodi di pagamento delle imposte, dai moduli alla tempistica, si è avuta una riduzione dell’evasione.

In Italia, un gruppo di giovanissimi ricercatori – coordinati dal Professor Paolo Moderato, Ordinario di Psicologia Generale presso l’Università IULM e presidente di IESCUM – Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano – ha dato vita a “Nudge Italia”, primo team di esperti in scienze del comportamento applicate alle politiche pubbliche, membro del TEN – The European Nudge Network, la rete europea dei nudge team presentata nel giugno 2014 a Copenaghen, presso l’Università di Roskilde.

“Nudge Italia”, a pochi mesi dalla sua nascita, è stato contattato dal MIUR, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, al fine di collaborare alla semplificazione normativa ed alla riorganizzazione delle classi e dei laboratori scolastici italiani.

“Nudge Italia” è stato presentato in apertura dei lavori, durante la giornata di studio “Scienze del comportamento, società, cambiamento” che si è svolta a novembre 2014, lo IULM, all’interno dell’XI Edizione dell’ICBS International Congress on Behavior Studies, con una serie di dibattiti dedicati a “Behavior Science and Policy”, cui hanno partecipato accademici provenienti da tutta Europa: dal professor Pelle Guldborg Hansen, dell’Università danese di Roskilde, fondatore del network europeo dei nudge team, a Eric Singler, responsabile del nudge team francese.

Un recente appuntamento dedicato al nudging ha visto Paolo Moderato ospite di uno degli eventi di formazione organizzati dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia, un webinar dedicato al nudging, svoltosi il 10 febbraio 2015 presso la sede dell’Ordine.

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BIBLIOGRAFIA:

 

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