Le persone che rimuginano sono più intelligenti?

Secondo un recente studio gli individui con una maggiore tendenza al rimuginio presentano punteggi maggiori ai test di intelligenza verbale della WAIS.

ID Articolo: 105541 - Pubblicato il: 15 gennaio 2015
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Una ricerca pubblicata su Personality and Individual Differences sottolinea che vi sarebbe una correlazione statisticamente significativa positiva tra la tendenza a preoccuparsi e i livelli di intelligenza.

Generalmente vediamo e- proviamo sulla nostra pelle- la preoccupazione e l’ansia, spesso confondendole come sinonimi, come qualcosa di negativo e di spiacevole, giudicandole negativamente.

Non dimentichiamo però che ciascuna emozione – anche la preoccupazione- può avere una sua funzione evolutiva, tra cui anticipare e prepararsi ad affrontare le minacce e i pericoli.

Messaggio pubblicitario Una ricerca pubblicata su Personality and Individual Differences sottolinea che vi sarebbe una correlazione statisticamente significativa positiva tra la tendenza a preoccuparsi e i livelli di intelligenza. I soggetti coinvolti hanno compilato una batteria di test self-report riguardanti ansia, rimuginio, ruminazione, depressione, e intelligenza verbale e non verbale.

Il risultato chiave dello studio è che gli individui con una maggiore tendenza al rimuginio ansioso (di solito mi preoccupo sempre di qualcosa) e/o alla ruminazione (cosa ha fatto per meritarmi questo?) presentavano anche punteggi maggiori ai test di intelligenza verbale della WAIS.

Invece, una tenenza a ruminare su eventi sociali già passati è correlata negativamente all’intelligenza non verbale, con punteggi minori nelle prove di quoziente intellettivo non verbale.

La spiegazione di questi due risultati apparentemente contradditori proposta dai ricercatori è che le persone con una maggiore intelligenza verbale sarebbero in grado di considerare eventi passati e futuri con maggiore precisione, mentre gli individui con una maggiore intelligenza non verbale sarebbero più in grado – plausibilmente essendo meno impegnati in rimuginio e ruminazione- di processare e affrontare meglio le esperienze e le performance nel momento presente. E’ d’obbligo ricordare cautela nell’interpretare e generalizzare questi risultati che sono ad oggi ancora preliminari, facendo riferimento a un campione limitato e non clinico.

 

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BIBLIOGRAFIA:

 

 

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