Oltre il potenziale d’azione: l’emergentismo in psicologia.

L' ermegentismo studia quelle proprietà di un sistema complesso (ad es. il cervello umano) che presentano irriducibilità, imprevedibilità e inspiegabilità.

ID Articolo: 105143 - Pubblicato il: 22 dicembre 2014
Oltre il potenziale d’azione: l’emergentismo in psicologia.
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Davide Di Vitantonio

 

All’interno del dibattito scientifico, vengono definite emergenti tutte quelle proprietà di un sistema complesso (sia esso il cervello umano o una rete neurale artificiale) che presentano caratteristiche di irriducibilità (a proprietà di base), imprevedibilità (a livello epistemologico) e inspiegabilità (a livello concettuale).

Per usare le parole di Kim (1999, p. 3.)

Quando un sistema acquista gradi di complessità organizzativa sempre maggiori esso comincia a esibire nuove proprietà che in qualche senso trascendono le proprietà delle loro parti costituenti, e si comporta in modi che non possono essere predetti sulla base delle leggi che governano i sistemi più semplici.

Messaggio pubblicitario L’emergentismo rappresenta la possibile terza via nell’esplicazione dei fenomeni, contrapponendosi sia al fisicalismo riduttivo sia al dualismo cartesiano; in quest’ottica, l’encefalo di un soggetto sarebbe in grado di generare stati mentali quali coscienza o intenzionalità, qualitativamente differenti da quelli che sarebbero prevedibili sulla base del funzionamento causale delle singole cellule componenti il substrato biologico. Sulla base di tali considerazioni, la prospettiva emergentista esplose negli anni ’80 allargandosi dalla filosofia ai campi della scienze cognitive, dell’informatica e della psicologia sociale.

Il dilemma dei qualia (proprietà qualitative imprevedibili e irriducibili della mente, di natura ipotetica), croce e delizia di pensatori del calibro di Daniel Dennet, Hilary Putnam o Frank Jackson, rappresenta un esempio lampante del fermento generato dall’ipotesi sulle proprietà irriducibili; due neuroni posti in isolamento mostrano la medesima attività, generata dalle medesime componenti biologiche, nonostante possano appartenere a due diverse cortecce sensoriali. Eppure le percezioni del canto o dell’acqua che scorre fra le mani sono qualitativamente differenti; tali percezioni qualitative, o qualia, sarebbero dunque proprietà emergenti del sistema cervello, così come l’intelligenza o il linguaggio.

Gli stessi comportamenti delle folle o l’andamento del traffico stradale, così come variabili fisiche quali lo spazio e il tempo, sono anch’essi considerabili come eventi emergenti, esibiti da sistemi estremamente complessi e inspiegabili sulla base delle leggi che ne governano i singoli componenti.

Tenendo in considerazione che l’interpretazione di Copenaghen ha già posto limiti importanti alla possibilità di predire il comportamento dei sistemi complessi (vengono accettate solo collezioni di probabilità) e che la presenza di un osservatore influisce inevitabilmente sulla misura del costrutto di interesse (Heisenberg), diventerà di importanza cruciale per la scienza psicologica tenere in considerazione gli effetti emergenti di sistemi di enorme complessità come la mente stessa (Psicologia Generale e Neuroscienze) e le dinamiche di gruppo (Psicologia Sociale e dello Sviluppo).

Tutto questo senza dimenticare il campo delle reti neurali (finora sembra non aver mostrato proprietà genuinamente emergenti) e dell’intelligenza artificiale.

 

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BIBLIOGRAFIA:

  • Kim, J., 1993, Supervenience and Mind, Cambridge, Cambridge University Press.
  • Kim, J., 1996, Philosophy of Mind, Oxford, Westview.
  • Kim, J., 1988, Mind in a Physical World, Cambridge, MIT Press.
  • Kim, J., 1999, Making Sense of Emergence, Philosophical Studies, 95, 3-36,.
  • Crane, T., 2001b, The Significance of Emergence, in C. Gillett, B. Lower (a cura di), Physicalism and Its Discontents, Cambridge, Cambridge University Press, 207-224.
  • De Caro, M., e Macarthur, D., 2004, (a cura di) Naturalism in Question, Cambridge (MA), London, Harvard University Press; tr. it. La mente e la natura, Roma, Fazi, 2005.
  • Di Francesco, M., 2000, Causalità mentale, riduzionismo e fisicalismo non riduttivo, Sistemi Intelligenti, XII, 1, 2000, 77-93.
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