La percezione di autoefficacia negli psicoterapeuti in formazione: un’indagine esplorativa

Congresso SITCC 2014: relazione fra percezione di autoefficacia, variabili personali ed esperienziali nei terapeuti cognitivo-comportamentali in formazione

ID Articolo: 103716 - Pubblicato il: 21 ottobre 2014
La percezione di autoefficacia negli psicoterapeuti in formazione: un’indagine esplorativa
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Francesca Mancini.

Il presente studio si propone di indagare la relazione fra percezione di autoefficacia, variabili personali ed esperienziali nei terapeuti in formazione ad orientamento cognitivo-comportamentale. In particolare, si vuole verificare l’eventuale relazione esistente tra autoefficacia percepita, stile di coping e tratti di personalità. Infine, si vuole verificare se il numero di drop out possa influire sulla percezione di autoefficacia stessa. 

Uno degli aspetti centrali della psicoterapia cognitivo-comportamentale è la ricerca scientifica di prove relative all’efficacia dei trattamenti proposti. Oltre all’analisi e alla stesura di protocolli validati per il trattamento dei singoli disturbi, si è assistito negli anni ad un crescente numero di ricerche aventi come focus centrale il terapeuta stesso.

La letteratura del settore riporta studi che approfondiscono il ruolo di caratteristiche personali dello psicoterapeuta negli esiti della terapia, o ancora, ricerche che fanno riferimento alla dimensione emozionale di quest’ultimo in relazione, ad esempio, alla patologia del paziente. 

Il presente studio si propone di indagare la relazione fra percezione di autoefficacia, variabili personali ed esperienziali nei terapeuti in formazione ad orientamento cognitivo-comportamentale. In particolare, si vuole verificare l’eventuale relazione esistente tra autoefficacia percepita, stile di coping e tratti di personalità. Infine, si vuole verificare se il numero di drop out possa influire sulla percezione di autoefficacia stessa. 

L’autoefficacia percepita può essere definita come la convinzione degli individui di poter fornire un certo livello di prestazione e, quindi, di sapere gestire adeguatamente le situazioni problematiche e stressanti. Il senso di autoefficacia influenza il modo in cui gli individui sentono, pensano, trovano motivazioni e si comportano. 

Sono stati condotti due studi: in primo luogo (Studio 1) sono stati raccolti ed analizzati dati su un campione di soggetti iscritti ai quattro anni del corso di specializzazione in psicoterapia cognitivo- comportamentale delle scuole APC ed SPC al fine di valutare se, ed in che modo, la percezione di autoefficacia si modifichi nel corso della formazione. Tuttavia, alcuni limiti metodologici potrebbero aver influito sui risultati ottenuti nello Studio 1, come la disomogeneità del campione sperimentale esaminato; di conseguenza, è in corso uno studio longitudinale (Studio 2) che prende in esame un singolo gruppo di terapeuti durante i quattro anni di formazione. 

  Messaggio pubblicitario Lo strumento utilizzato consiste in un questionario on line in cui si sono raccolte sia le informazioni anamnestiche relative al soggetto e alla sua attività clinica, che le relative risposte a tre questionari validati: “Eysenck Personality Questionnaire forma ridotta – EPQ-R (Dazzi et al. 2004), “Coping Orientation to Problems Experienced – COPE NVI” (Sica et al. 2008) e la “Scala di Autoefficacia Percepita nella Gestione di Problemi Complessi” (Farnese et al. 2007).

La variabile “Percezione di Autoefficacia” era articolata su quattro dimensioni: “Maturità Emotiva”, “Finalizzazione dell’Azione”, “Fluidità Relazionale” ed “Analisi del Contesto”. Inoltre, per ogni soggetto si è individuato lo stile di personalità (“Estroversione”, “Nevroticismo”, “Psicoticismo”) e lo stile di coping adottato (“Sostegno Sociale”, “Evitamento” “Attitudine Positiva”, “Orientamento al Problema”, “Orientamento Trascendente”). 

STUDIO 1

Hanno partecipato allo studio 220 (M = 34; F = 186) studenti frequentanti i quattro anni delle scuole di specializzazione APC e SPC. I risultati ottenuti mostrano come il senso di autoefficacia percepita dagli psicoterapeuti in formazione sia modulato positivamente in funzione della propria attitudine positiva e della capacità di orientamento al problema. Diversamente, il senso di autoefficacia sembra diminuire negli studenti con alti livelli di nevroticismo e in quelli che adottano prevalentemente strategie di evitamento. Infine, il numero di drop-out sembra non influire sul livello di autoefficacia percepita. 

STUDIO 2

Il presente studio si propone di rendere più omogeneo il campione sperimentale attraverso una ricerca longitudinale che preveda l’uso di somministrazioni annuali agli studenti del test sopradescritto fino alla conclusione del loro percorso formativo; anche in questo caso, il fine è di approfondire se vi sia, e con quali caratteristiche, una variazione nei livelli di autoefficacia. 

Hanno partecipato allo studio 98 (M =10; F = 89) studenti iscritti al primo anno di corso presso le varie sedi APC e SPC.

I risultati preliminari ottenuti confermano parzialmente quanto ottenuto nello Studio 1: infatti, l’autoefficacia sembra essere modulata positivamente dalle strategie di coping adottate dal soggetto, quali l’attitudine positiva e secondariamente l’orientamento al problema. Al momento non emergono differenze legate ai fattori di personalità. 

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