Il fascino di una donna deve fare i conti con le stagioni!

Psicologia: uno dei criteri che determinano quanto una donna sia attraente è la stagione: per gli uomini le donne sarebbero più attraenti in inverno.

ID Articolo: 102428 - Pubblicato il: 10 settembre 2014
Il fascino di una donna deve fare i conti con le stagioni!
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I risultati hanno dimostrato che i punteggi attribuiti alla categoria “viso” rimangono pressoché stabili nel tempo, mentre per la categoria “forma del corpo” si evidenzia una variazione caratterizzata da punteggi più bassi in estate e più alti in inverno, ossia una minor capacità di attrazione nella stagione estiva contrapposta ad una maggiore capacità in inverno.

Ogni anno ai telegiornali, su riviste o on-line viene redatta almeno una classifica relativa alle donne più sexy del mondo, creando in molti casi vere e proprie “icone sexy” cui molte donne aspirano di somigliare e che molti uomini sognano di incontrare. I criteri di formulazione di queste classifiche sono molteplici, ad esempio i lineamenti del viso o il colore dei capelli, e considerati universalmente condivisibili.

Ebbene, per anni ci siamo sbagliati. Infatti secondo una ricerca dell’Università di Breslavia, in Polonia, condotta da Pawlowski e Sorokowski (2008) risulta che il criterio che determina quanto una donna sia attraente è la stagione: infatti agli occhi degli uomini le donne sono più attraenti in inverno.

Messaggio pubblicitario Nelle diverse stagioni le persone mostrano variazioni nei livelli ormonali, nel carattere e nella percezione. Pawlowski e Sorokowski ritengono che queste fluttuazioni stagionali potrebbero causare variazioni anche nella percezione delle capacità di attrazione sia di se stessi che degli altri.

Lo studio è stato condotto nell’arco di cinque stagioni (da inverno 2004 ad inverno 2005) su 114 uomini di Breslavia e dintorni e di età compresa tra i 16 e i 53 anni, cui è stato chiesto di valutare la piacevolezza di immagini femminili presentate in modo casuale e suddivise in 3 categorie differenti, tra cui anche forma del corpo (attraverso foto di donne in costume da bagno) e viso.

Per ogni stimolo era possibile dare un punteggio che andava da un minimo di 1 (poco attraente) ad un massimo di 9 (molto attraente). Per ogni stagione sono stati poi combinati i punteggi assegnati agli stimoli della stessa categoria.

Gli sperimentatori, ad ogni sessione di valutazione, hanno anche chiesto ai partecipanti se avessero in corso una relazione sentimentale e la relativa durata e raccolto il punteggio di attrazione della partner, con lo stesso metodo utilizzato per gli stimoli.

Quello che è merso dai risultati è che i punteggi attribuiti alla categoria “viso” rimangono pressoché stabili nel tempo; mentre per la categoria “forma del corpo” si evidenzia una variazione caratterizzata da punteggi più bassi in estate e più alti in inverno, ossia una minor capacità di attrazione nella stagione estiva contrapposta ad una maggiore capacità in inverno.

Per quanto riguarda i punteggi relativi alla capacità di attrazione delle partner non sono risultate alterazioni significative, anche se si è riscontrato un leggero calo in estate.

Secondo gli autori la stagionalità osservata potrebbe essere legata all’effetto “contrasto”: in estate gli uomini sarebbero maggiormente esposti a corpi femminili, piuttosto che in inverno, aumentando anche la probabilità di vedere donne molto attraenti, tendono di conseguenza a valutare meno attraenti un numero maggiore di donne.

Mentre per quanto riguarda la categoria “viso” non emergerebbe lo stesso effetto, dal momento che nella vita reale non esiste una variabilità stagionale legata all’esposizione a tali stimoli: il viso è scoperto per la maggior parte dell’anno.

Quindi, secondo questo studio, è più facile che un uomo consideri una donna più attraente in inverno perché non è abituato a vederla in costume da bagno…allora forse per essere sempre attraenti le donne dovrebbero usare il cappotto d’estate e il bikini in inverno?

In attesa di una risposta, per il futuro sarebbe interessante verificare e chiarire con ulteriori studi se queste differenze di valutazione rispetto alle capacità attrattive degli altri potrebbero essere effettivamente correlate alle fluttuazioni stagionali di livelli ormonali, carattere e percezione; e indagare anche se la variabile “genere” può avere un ruolo significativo, assegnando questa volta alle donne il compito di dare i punteggi ad immagini maschili.

 

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