expand_lessAPRI WIDGET

Ruminazione e Perfezionismo nell’alchimia della Depressione

La combinazione di obiettivi perfezionistici e di ruminazione quando questi non vengono raggiunti costituisce un fattore di rischio per la depressione.

Di Gabriele Caselli

Pubblicato il 17 Lug. 2014

 

 

Molte ricerche hanno mostrato che la predisposizione al perfezionismo è un fattore di rischio per lo sviluppo di sintomi depressivi. Il perfezionismo è caratterizzato dalla tendenza a definire standard personali molto elevati e dal timore di commettere errori (Frost et al., 1990).

Parallelamente sappiamo che la tendenza alla ruminazione mentale rappresenta un processo chiave nei disturbi depressivi (Caselli et al., in press). La ruminazione mentale è definita come la continua e ripetitiva analisi delle cause e delle conseguenze dei propri problemi e del proprio malessere (es: perché mi capita? Perché reagisco sempre in questo modo).

Uno studio recente ha tentato di esplorare come questi due costrutti interagiscono tra loro nel favorire lo sviluppo della depressione (Olson & Kwon, 2008). I risultati evidenziano che (1) il timore degli errori sembra l’aspetto più dannoso della predisposizione al perfezionismo, (2) la presenza di obiettivi elevati rappresenta un fattore di rischio solo se divengono oggetto di ruminazione. Persone che hanno alti standard ma che non ruminano sul loro mancato raggiungimento non sembrano essere particolarmente vulnerabili alla depressione. In sintesi è la combinazione di obiettivi perfezionistici e di ruminazione mentale ad essere particolarmente dannosa.

La traiettoria della terapia cognitiva della depressione, in simili condizioni, non dovrà tanto puntare alla costruzione di obiettivi più moderati ma alla riduzione della ruminazione e dell’autocriticismo che possono innescarsi quando questi obiettivi non vengono raggiunti così come li si desiderava.

 

ARTICOLO CONSIGLIATO:

Il perfezionismo e la chimera del genitore perfetto

 

BIBLIOGRAFIA:

Si parla di:
Categorie
SCRITTO DA
Gabriele Caselli
Gabriele Caselli

Direttore scientifico Gruppo Studi Cognitivi, Professore di Psicologia Clinica presso la Sigmund Freud University di Milano e Vienna

Tutti gli articoli
ARTICOLI CORRELATI
cancel