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Stress coniugale cronico e depressione: esiste una relazione?

Il matrimonio può rappresentare una delle più significative fonti di stress sociale cronico, tanto da aumentare la vulnerabilità personale alla depressione

ID Articolo: 42761 - Pubblicato il: 08 maggio 2014
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Le persone che soffrono di stress coniugale cronico sono meno in grado di assaporare le esperienze positive, un segno tipico di depressione, e riferiscono un gran numero di altri sintomi depressivi.

 

Secondo diversi studi le persone sposate sono, in generale, più felici e più sane rispetto ai single. Ma il matrimonio, ahinoi, può anche essere una delle più significative fonte di stress sociale cronico, tanto da aumentare la vulnerabilità alla depressione.

È quanto emerge da un recente studio a lungo termine condotto alla University of Wisconsin, secondo il quale le persone che soffrono di stress coniugale cronico sono meno in grado di assaporare le esperienze positive, un segno tipico di depressione, e riferiscono un gran numero di altri sintomi depressivi.

Lo studio longitudinale – parte del National Institute on Aging-funded Midlife in the United States (MIDUS) study – ha utilizzato un ampio campione di adulti sposati che sono stati sottoposti alla somministrazione di test per valutare sia il loro livello di stress coniugale che di depressione. Le valutazioni sono state ripetute nove anni dopo.

I partecipanti hanno  poi eseguito, a distanza di undici anni, un test risposta emotiva, allo scopo di misurare la loro resilienza, cioè la capacità di recupero dopo un’esperienza negativa. Il test prevedeva la misurazione dell’attività elettrica nel muscolo corrugatore sopraciliare (il muscolo “accigliato”) in risposta a immagini negative, positive e neutre.

Come suggerisce il soprannome, il muscolo accigliato, aggrottando le sopracciglia, si attiva con più forza nel corso di una risposta negativa. A riposo, tale muscolo ha un livello di tensione basale, ma durante una risposta emotiva positiva si rilassa.

Misurare quanto questo muscolo si attiva o si rilassa e quanto tempo impiega a raggiungere nuovamente il livello basale, è un modo affidabile per misurare la risposta emotiva e questo strumento si è rivelato utile nell’assesment della depressione. Precedenti studi hanno dimostrato che gli individui depressi hanno una risposta fugace a stimoli emotivi positivi. Davidson, ricercatore a capo dello studio, era interessato non solo a quanto un muscolo si rilassa o si irrigidisce quando una persona guarda un’immagine, ma anche quanto tempo ci vuole perchè la risposta si plachi: il suo team ha scoperto una finestra di 5-8 secondi dopo l’esposizione alle immagini positive più significative.

I partecipanti allo studio che hanno riferito maggiore stress coniugale hanno avuto risposte più brevi alle immagini positive rispetto a quelli che si consideravano più soddisfatti. Non vi era invece alcuna differenza significativa nella tempistica delle risposte negative .

Messaggio pubblicitario  Lo stress coniugale cronico potrebbe fornire un buon modello di come altri fattori di stress quotidiano possono portare alla depressione. I risultati sono importanti, dice Davidson, perché potrebbero aiutare i ricercatori a capire che cosa rende alcune persone più vulnerabili a problemi di salute mentale ed emotiva e come sviluppare strumenti per prevenirli.

Davidson è ora interessato a trovare gli strumenti per aiutare le persone ad essere più resilienti di fronte allo stress, che nella vita non può essere del tutto eliminato, ma che possiamo allenarci a gestire imparando a coltivare uno stile emotivo più resistente.

 

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