Solitudine due volte più dannosa dell’obesità – Psicologia e Terza età

La solitudine può essere due volte più dannosa dell'obesità. Risultato di uno studio: la solitudine può avere un impatto devastante sulle persone anziane.

ID Articolo: 40581 - Pubblicato il: 05 marzo 2014
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

La solitudine può essere due volte più dannosa dell’obesità. Questo il risultato di uno studio secondo il quale la solitudine può avere un impatto devastante sulle persone anziane.

I ricercatori hanno osservato più di 2.000 individui di 50 anni e più, e hanno scoperto che quelli soli avevano quasi il doppio delle probabilità di morire durante lo studio (lungo sei anni) rispetto a quelli che non erano soli.

Rispetto alla media dello studio, quelli soli avevano un rischio maggiore del 14% di morire: questo significa che la solitudine ha un impatto sulla morte precoce circa due volte superiore a quello dell’obesità. La povertà aumenta il rischio di morte prematura del 19% .

Messaggio pubblicitario I risultati indicano una crisi a venire: la popolazione invecchia sempre di più e le persone vivono sempre più da sole e lontano dalle loro famiglie.

Precedenti studi hanno collegato la solitudine ad una serie di problemi di salute: dalla pressione alta, al sistema immunitario indebolito, a maggiore rischio di depressione, infarto e ictus .

Nel suo libro “Loneliness” John Cacioppo , psicologo all’Università di Chicago , sostiene che il dolore della solitudine è simile al dolore fisico e che il mondo sta vivendo uno “tsunami d’argento”, come se i baby boomer avessero raggiunto l’età pensionabile.

I ricercatori hanno anche scoperto che alcune persone erano felici nonostante una vita solitaria. Altri ancora si sentivano soli e soffrivano l’impatto della solitudine sulla salute, anche con la famiglia e gli amici vicino. I risultati indicano che la gente aveva bisogno di sentirsi apprezzata e coinvolta da chi sentivano vicino, e che la sola compagnia non era sufficiente.

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