La vita di Adele – di A. Kechiche (2013) Psicologia Film Festival. PFF

PFF - Psicologia Film Festival - La vita di Adele di Abdellatif Kechiche (2013). Giovedì 3 Aprile 2014 h: 20,00 Centro Sereno Regis, Torino

ID Articolo: 41603 - Pubblicato il: 31 marzo 2014
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5° PSICOLOGIA FILM FESTIVAL – PFF

Presenta: 

La vita di Adele

di Abdellatif Kechiche (2013)

presenta il film la dott.ssa Denise Magliano

PFF PROGRAMMA 2013-2014

la vita di adele PFF

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Il Film

Adèle è una quindicenne che ogni mattina si sveglia presto e deve correre per non perdere l’autobus che la porterà a scuola. Un tipo carino dell’ultimo anno le fa il filo e lei accetta di vedersi con lui in un tranquillo pomeriggio; proprio quando lo sta per raggiungere, il suo sguardo incrocia quello di una ragazza più grande, dai capelli tagliati alla maschietta e colorati di blu. Adèle si confronta con un “colpo di fulmine”, un amore folle, che incendia le viscere e da cui è impossibile ripararsi. Nella notte, durante l’unica scena onirica di un film che addenta con voracità il reale, Adèle non sognerà un ragazzo, ma quella giovane dalla chioma blu che come un serpente le scivola addosso provocandole un orgasmo. Nell’adolescente qualcosa cambia: cominciando a cercare quella che sembra un’emanazione dei suoi desideri e che ritroverà, casualmente, una notte, inizia il suo personale romanzo di formazione, la cui parabola assume connotati cinematografici pressoché definitivi.  La camera segue fino all’ultimo respiro i volti e i corpi della protagonista e di Emma. Il tracciato sentimentale non si allontana mai dal riflesso corporeo che lo incarna: la macchina, raramente piazzata lontana dal volto dei personaggi, è un sismografo dalla sensibilità icastica e immediata; ogni cambiamento di umore è rilevato in tempo reale e l’abilità nello scorgere una particolare occhiata o un’espressione possiede una naturalità impressionante.

Il regista franco-tunisino non dimentica la verticalità del proprio sguardo, sempre rivolto alla società francese, alle divisioni sociali e culturali. Fa delle due protagoniste un osservatorio privilegiato anche per l’incontro/scontro tra mondi differenti: Adèle viene da una famiglia petite bourgeois, mentre Emma è figlia della borghesia intellettuale, lesbica dichiarata con la ferma volontà di diventare artista.

 

Il regista

Immigrato a Nizza con la famiglia quando era solo un bambino, dopo una formazione teatrale, Kechiche si accosta al cinema in veste di attore. Una storia d’immigrazione è al centro della prima prova da regista: in Tutta colpa di Voltaire, il tunisino Jallel va a Parigi per cambiare vita, cerca di integrarsi, conosce una realtà difficile, vive un mondo invisibile. L’ostinata attenzione al fattore umano, derivante da un linguaggio filmico che tallona i personaggi, torna amplificata nel successivo La schivata (2003), già opera della maturità, più complessa e compatta. Cous Cous (2007) e Venere Nera (2010) lanciano Kechiche come uno dei registi europei più significativi degli ultimi anni. La Vita di Adele vince la Palma d’oro al festival di Cannes nel 2013.

 

Denise Magliano

Si dedica all’attività libero professionale di psicoterapeuta a orientamento psicodinamico nel settore clinico e sociale occupandosi di: percorsi psicoterapeutici individuali e di piccolo gruppo; refertazione psicodiagnostica; counselling per situazioni problematiche dell’individuo e delle istituzioni; formazione e consulenza tecnica ad associazioni professionali e di volontariato; collaborazione a progettazioni per bandi locali e europei. Da qualche anno collabora con alcune associazioni GLBT del territorio torinese dedicandosi alle seguenti attività: progettazione e realizzazione di interventi formativi riguardanti le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Vi aspettiamo numerosi!

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