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i farmaci Antipsicotici efficaci anche per la cura del glioblastoma.

I ricercatori dell'Università della California hanno scoperto che i farmaci antipsicotici hanno un'azione anti-tumorale proprio contro il glioblastoma.

Di Viviana Spandri

Pubblicato il 24 Mar. 2014

 

 

– FLASH NEWS-

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

I ricercatori dell’Università della California hanno recentemente scoperto che i farmaci antipsicotici hanno un’azione anti-tumorale proprio contro il glioblastoma.

Il glioblastoma è uno dei tumori cerebrali più conosciuti e si stima che vengano diagnosticati 10000 nuovi casi all’anno negli USA. Attualmente il glioblastoma è uno dei tumori con il più elevato tasso di mortalità, con una prognosi che nella maggior parte dei casi si attesta intorno ai due anni di sopravvivenza, seppur la mediana dei tempi di sopravvivenza si attesti ancora intorno ai 14 mesi, in quanto altamente aggressivo e resistente ai trattamenti radio e chemioterapici e praticamente impossibile da asportare chirurgicamante per la sua caratteristica infiltrante.

 

I ricercatori dell’Università della California hanno recentemente scoperto che i farmaci antipsicotici  hanno un’azione anti-tumorale proprio contro il glioblastoma.

Questo gruppo, capitanato dal dottor Chen, ha utilizzato una tecnica nota come  shRNA (alla cui scoperta è stato assegnato il Premio Nobel in Fisiologia/Medicina nel 2006) per testare come ciascun gene del genoma umano contribuisca alla crescita del glioblastoma. Gli shRNAs permettono infatti di scoprire la funzione dei geni, funzionando come “disattivatori” molecolari contro ciascun tipo di gene del genoma umano. Una volta costruiti gli shRNA vengono inglobati nei virus e introdotti nelle cellule tumorali.

Il principio di azione è quindi il seguente: se esistesse un gene specifico per la crescita del glioblastoma, essendo lo shRNA in grado di eliminare la funzione di qualsiasi gene, le cellule tumorali smetterebbero di crescere o morirebbero.

La scoperta di questo gruppo di ricerca è stata che molti geni necessari per la crescita del glioblastoma sono necessari anche per il funzionamento dei recettori dopaminergici. La dopamina è una piccola molecola rilasciata dai neuroni che si lega ai recettori dopaminergici che circondano i neuroni, rendendo possibile la comunicazione intra-neuronale. Un’anomala regolazione della dopamina è associata alla Malattia di Parkinson, alla schizofrenia e al Deficit di Attenzione-Iperattività, per la cui cura vengono utilizzati farmaci detti appunto dopamina-antagonisti, tra cui alcuni anti-psicotici.

Seguendo quanto scoperto attraverso l’utilizzo degli shRNA questo gruppo di ricerca ha sperimentato gli effetti delle molecole dopamina-antagoniste contro il glioblastoma trovando che questi farmaci hanno un effetto anti-tumorale significativo sia nelle cellule coltivate in laboratorio che nei modelli animali. Questi farmaci combinati con altri farmaci utilizzati per il trattamento del glioblastoma hanno mostrato un’azione sinergica nell’arrestare la crescita tumorale.

Questa scoperta è quindi molto importante in quanto questi farmaci ad azione dopamina-antagonista vengono normalmente utilizzati per altri scopi nell’uomo e quindi per essere utilizzati nel trattamento del glioblastoma non necessitano di lunghi tempi di test pre-clinici. Inoltre questi farmaci si sono mostrati in grado di superare la barriera emato-encefalica, e quindi di entrare nel cervello, contrariamente a quanto avviene per il 90% dei farmaci in commercio.

 

 

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