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Dolore cronico e senso di giustizia: quale relazione?

I ricercatori hanno cercato di approfondire la relazione tra le cognizioni relative al senso di giustizia e il dolore cronico, analizzando diversi studi.

ID Articolo: 38811 - Pubblicato il: 29 gennaio 2014
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

I ricercatori hanno cercato di approfondire la relazione tra le cognizioni relative al senso di giustizia e il dolore cronico, analizzando diversi studi pubblicati negli ultimi anni.

In un articolo da poco pubblicato su Current Directions in Psychological Science alcuni autori hanno studiato il senso di giustizia in alcune condizioni particolari, come ad esempio di dolore cronico, in cui l’esperire cronicamente e lungamente dolore fisico può facilmente portare a percepire un senso di ingiustizia – a tratti fluttuante lungo tutto il percorso della condizione di sofferenza (da suo inizio, al fallimento dei trattamenti e cosi via).

Cosi i pazienti possono percepire ingiustizia in relazione a ciò che hanno perduto – magari in termini di mobilità o di capacità lavorative, cosi come possono vedere ingiustizia anche a livello sociale per la stigmatizzazione delle loro condizione.

I ricercatori hanno dunque cercato di approfondire la relazione tra le cognizioni relative al senso di giustizia e il dolore cronico, analizzando diversi studi pubblicati negli ultimi anni.

Messaggio pubblicitario Diverse ricerche dimostrano che la percezione di ingiustizia sarebbe correlata a peggiori condizioni in coloro che soffrono di dolore cronico, cioè a dire che coloro che vivono un maggiore senso di ingiustizia sono coloro che riportano livelli più gravi di sofferenza e dolore, con anche una maggiore presenza di sintomi depressivi e di minore accettazione del dolore; viceversa dunque una credenza riguardante un mondo tutto sommato equo e giusto sarebbe associata a migliori esiti nei pazienti con dolore cronico.

Il punto chiave e limite chiaramente identificabile in questa meta-analisi è che non si è stabilita una relazione causale tra credenze di ingiustizia e gravità della sintomotalogia di dolore cronico. Gli autori – riconoscono solo formalmente questo limite, mentre proseguono il loro contributo sorvolandolo e sottolineando  che specifiche credenze di ingiustizia subita non favoriscano il processo di accettazione del dolore cronico bloccando strategie di regolazione emotiva efficace in tali situazioni di difficoltà (punto peraltro su cui non possiamo non essere d’accordo).

Innegabile, quale che sia la relazione causale delle due variabili, che strategie di re-appraisal e interventi volti a promuovere l’accettazione sono altamente consigliabili nel momento in cui il dolore cronico si interseca anche con una sofferenza di natura emotiva.

 

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