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Recensione: Rigliano, Ciliberto & Ferrari (2012) – Curare i Gay?

Recensione: Rigliano, Ciliberto & Ferrari (2012). Curare i Gay? Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità. Milano: Raffaello Cortina.

ID Articolo: 27279 - Pubblicato il: 06 marzo 2013
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Curare I Gay? - Copertina del Libro. Raffaello Cortina Editore

Rigliano, Ciliberto & Ferrari (2012). Curare I Gay? Oltre l’Ideologia Riparativa dell’Omosessualità – Copertina del Libro. Raffaello Cortina Editore

Recensione: Rigliano, Ciliberto & Ferrari (2012). Curare i Gay? Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità. Milano: Raffaello Cortina. 

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Dal 2012, tra gli scaffali delle librerie Cortina, è possibile trovare un titolo che difficilmente manca di procurare emozioni contrastanti in chi lo legge.

Davanti agli occhi del potenziale lettore, mentre passeggia per la libreria alla ricerca di un titolo che possa suscitare il suo interesse, si materializza una scritta: Curare i Gay?

Come una sfida, questa semplice domanda obbliga a prendere il libro in mano e a prepararsi a sostenere o controbattere un interrogativo che non lascia indifferenti. Poi la lettura del sottotitolo inizia a dipanare la voluta ambiguità iniziale e inizia a chiarire l’opinione degli autori, “Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità”; ma si sbaglierebbe chiunque pensasse di avere davanti un libro che voglia difendere solo un’opinione “pro omosessualità”.

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Infatti Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari raccontano con cura quella parte del mondo omosessuale che raramente sale alla ribalta dei giornali e delle televisioni (limitata a qualche sporadica manifestazione che non riesce mai a fornire un quadro comprensibile della situazione) e che vede confrontarsi tre schieramenti: i sostenitori delle terapie riparative, quelli delle terapie della conversione identitaria e quelli delle terapie affermative.

Genitori Omosessuali & Affidamento Minorile. - Immagine: © beaubelle - Fotolia.com

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La domanda Curare i gay? , come il più classico dei test proiettivi, suscita una reazione diversa a seconda dell’orientamento sostenuto.

Un sostenitore della terapia riparativa potrà prendere in mano il libro esclamando <Si può fare!> con la verve di Gene Wilder in Frankenstein Junior, ma senza il suo umorismo e la sua geniale capacità di prendere sul serio anche le cose più assurde. Sosterrà che si deve curare l’omosessualità come si curano gli attacchi di panico o la depressione e forse la lettura di questo libro potrà aiutarlo a modificare il proprio bisogno di curare un orientamento sessuale che non viene considerato più un disturbo dal 1973 e che vorrebbe curare con un metodo che da 12 anni le associazioni psicologiche definiscono “non etico” (APA, 2000, 2009).

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Un sostenitore della terapia della conversione identitaria prenderà in mano il libro condividendo l’idea che l’omosessualità non sia una malattia, ma pensando, in nome del costruttivismo, che i pazienti possano provare sofferenza per qualunque ragione e che sia corretto aiutare chiunque lo desideri a diventare dell’orientamento che sostiene di preferire.

Messaggio pubblicitario  Cosa cambia rispetto ai sostenitori della terapia affermativa?

I sostenitori della terapia di conversione identitaria trovandosi ad accogliere un paziente omosessuale inizieranno a lavorare sull’orientamento sessuale del paziente, mentre i sostenitori della terapia affermativa procederanno all’analisi della domanda nella ricerca del come e del perché il paziente sia arrivato in terapia con la richiesta di voler diventare eterosessuale e lo faranno facendo attenzione ad usare un linguaggio non eterosessista, provando così a costruire in terapia quella che gli autori definiscono “una cornice di liberazione dall’autoinvalidazione”.

Intervista al Dott. Paolo Rigliano

Guarda L’Intervista di State of Mind al Dott. Paolo Rigliano.

Sono metodologie di lavoro che fanno la differenza tra un lavoro commerciale ed un lavoro etico.

Come osservato da Lingiardi e Nardelli in un’intervista del 2011 a 958 psicologi del Lazio, alla domanda <se un paziente omosessuale esprimesse disagio rispetto al proprio orientamento sessuale (“omosessualità egodistonica”), pensa che possa essere utile un intervento psicologico rivolto alla modificazione dell’orientamento sessuale?>  il 2% degli psicologi risponde <Si, sempre o quasi>, il 41% risponde <Si, ma solo nel caso in cui sia il paziente/cliente a chiederlo> ed il 57% risponde <No>.

Si può sperare che il 43% degli psicologi che ha risposto <Si> leggendo questo bellissimo libro di Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari possa scoprire qualcosa di nuovo di un mondo che non è facile conoscere e che questi tre autori hanno avuto la sensibilità e la professionalità di raccontarci.

E se non fosse abbastanza chiaro, alla domanda Curare i gay? la risposta giusta è NO

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APPROFONDIMENTO: 

Report of the American Psychological Association Task Force on Appropriate Therapeutic Responses to Sexual Orientation 

 

BIBLIOGRAFIA: 

  • Rigliano, P., Ciliberto, J. Ferrari, F. (2012). Curare i gay? Oltre l’ideologia ripartiva dell’omosessualità. Milano: Raffaello Cortina. ACQUISTA ONLINE
  • Lingiardi, V., Nardelli, N. (2011). Psicologi e omosessualità. Notiziario dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, 3/2010-1/2011: 17-29.
  • American Psychiatric Association (2000). Position statement on terapie focused on attempts to change sexual orientation (reparative or conversion therapies). American Journal of Psychiatry, 157(10): 1719-1721. (READ FULL ARTICLE)
  • American Psychological Association (2009). Report of the American Psychological Association Task Force on Appropriate Therapeutic Responses to Sexual Orientation. American Psychological Association, Washington, DC. (READ FULL ARTICLE)
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