In Treatment – Psicoterapia in TV. S01E11 Laura

In Treatment –S01E11 Laura: L’ìntera puntata è tutta una violazione di un setting deteriorato e pericolante. Paul e Laura: due persone che non si capiscono.

ID Articolo: 28040 - Pubblicato il: 18 marzo 2013
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In Treatment – Psicoterapia in TV

UNDICESIMA PUNTATA

Laura

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In Treatment – Psicoterapia in TV. S01E11 LauraL’intera puntata è tutta una violazione di un setting deteriorato e pericolante. Il dialogo tra Paul e Laura è tra due persone che non si capiscono. Paul sostiene che la terapia sia finita. Il ritardo di 25 minuti ne è la dimostrazione, e Laura non era mai arrivata in ritardo.

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Si moltiplicano i segnali di disfacimento. Paul, abbandonato il letto matrimoniale, dorme sul divano. Ormai la sua simbiosi con la stanza analitica è completa. Non esce più fuori di lì. Arriva Laura in ritardo di 25 minuti, si siede sul divano dal quale Paul è da poco emerso e incoccia nella cintura di Paul, abbandonata lì, come su un letto sfatto.

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L’intera puntata è tutta una violazione di un setting deteriorato e pericolante. Il dialogo tra Paul e Laura è tra due persone che non si capiscono. Paul sostiene che la terapia sia finita. Il ritardo di 25 minuti ne è la dimostrazione, e Laura non era mai arrivata in ritardo. Laura a sua volta porta un racconto di morte e disperazione, racconta di un cane investito e travolto dalle auto sulla Madison Avenue. La seduta si conclude in una situazione di completo stallo, ma la puntata non è finita.

 

Laura esce in strada e incontra Alex, il paziente del martedì. Che si è confuso ed è arrivato con un giorno di anticipo. Altro deterioramento del setting. Non basta. Alex non solo sbaglia giorno, ma ha con sé uno scatolone che vuole regalare all’analista. È davvero una puntata in cui saltano tutte le regole e come tale si conclude. Alex offre un passaggio in centro a Laura, iniziando quella che sembra una relazione.

 

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Mi chiedo se tutto questo sia sempre una sottile polemica contro gli sviluppi relazionali e intersoggettivisti della psicoanalisi. Gli sceneggiatori sembrano pensare che, una volta imboccata quella strada, l’involuzione relazionale extra-terapeutica è inevitabile. È impossibile pensare che il setting possa essere protetto rinunciando alla neutralità.

Messaggio pubblicitario Prendiamo ad esempio il caso, suggeritomi dal collega Diego Sarracino (leggi l’articolo del dott. Sarracino Rileggendo Abraham Maslow – Le Caratteristiche dell’Individuo “Sano” su State of Mind ), dell’interpretazione concreta. Sarracino mi scrive che “Per gli intersoggettivisti, l’interpretazione concreta è una violazione intenzionale delle regole del setting, che un analista ortodosso considererebbe un “acting out”, motivata dall’intenzione del terapeuta di trasmettere un contenuto sul piano implicito e relazionale (“concreto”) più che su quello simbolico e verbale. Per es., Lachmann a un certo punto “riacchiappa” una paziente grave che stava droppando telefonandole un po’ prima di ogni seduta e ricordandole l’appuntamento (più che il contenuto della telefonata, è il gesto relazionale in sé che fa la differenza)”.

Per gli sceneggiatori di In Treatment tutto questo sembra essere pericoloso e –nemmeno tanto sottilmente- raccontano che su questa strada non si fa più terapia.

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