Acido Folico in Gravidanza e Autismo nei Bambini: Correlazioni

Le donne che hanno assunto acido folico in gravidanza hanno mostrato una diminuzione del rischio di avere un figlio con disturbo autistico.

ID Articolo: 26683 - Pubblicato il: 21 febbraio 2013
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Di Dario Catania.
Psichiatra e Psicoterapeuta, Centro di Terapia Metacognitiva Interpersonale

 

Acido Folico e Disturbi dello Spettro Autistico. -Immagine: © PHOTOERICK - Fotolia.comLe donne che hanno assunto acido folico nei primi stadi della gravidanza hanno mostrato una diminuzione del 40% del rischio di avere un figlio con diagnosi di disturbo autistico, secondo i criteri del DSM IV-TR. Per primi stadi si intende il periodo che va da 4 settimane prima a 8 settimane dopo l’inizio della gravidanza.

I disturbi dello Spettro Autistico rappresentano un gruppo di condizioni psicopatologiche in cui le competenze sociali attese, lo sviluppo del linguaggio e le modalità di comportamento non evolvono in modo appropriato o si alterano fino a perdersi nell’infanzia, causando una grave e precoce disfunzione persistente.

Questi disturbi generalizzati dello sviluppo, inizialmente considerati di origine psicosociale e psicodinamica, riconoscono un’eziologia di tipo multifattoriale, con numerose prove a favore di un substrato biologico legato ad alterazioni precoci del neurosviluppo. Al momento non si conoscono strategie di prevenzione primaria rispetto a questi disturbi.

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L’assunzione di acido folico, una vitamina del gruppo B, prima del concepimento e nei mesi iniziali di gravidanza risulta una efficace strategia di prevenzione per i disturbi  legati alle malformazioni conseguenti alla mancata fusione del tubo neurale, quella struttura embrionale da cui avrà origine, nel corso dello sviluppo, il sistema nervoso.

Nessuno studio ha evidenziato se l’assunzione di questa vitamina possa essere efficace nella prevenzione di altri disturbi del neurosviluppo.

Un gruppo di ricercatori norvegesi ha pubblicato sul numero 13 di febbraio, della rivista “JAMA”, un interessante e originale studio condotto su un campione di 85176 madri norvegesi e rispettivi figli, nati tra il 2002 e il 2008. Le madri del gruppo sono state reclutate nello studio a partire dalla 18a settimana di gravidanza (prima ecografia) fino al parto, dopodiché sono stati monitorati i rispettivi figli, in un lungo follow-up che si è concluso il 31 marzo 2012. Obiettivo di questa ricerca è stato valutare se l’assunzione di acido folico prima del concepimento possa ridurre il rischio di insorgenza di un disturbo dello spettro autistico nell’infanzia (Disturbo Autistico, Sindrome di Asperger e Disturbi Pervasivi dello Sviluppo non altrimenti specificati).

Alla fine del periodo di follow-up 270 bambini (0,32%) hanno ricevuto una diagnosi di disturbo dello spettro autistico e precisamente sono stati riscontrati 114 casi di Disturbo Autistico (0,13%), 56 casi di Sindrome di Asperger (0,07%) e 100 con diagnosi di Disturbi Pervasivi dello Sviluppo non altrimenti specificati (0,12%).

Solo 64 delle 61042 madri che avevano assunto acido folico prima della gravidanza hanno concepito un bambino con diagnosi di Disturbo Autistico (0,10%); nelle 24134 madri che non avevano assunto il supporto di acido folico, i casi di Disturbo Autistico sono stati 50 (0,21%).

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Messaggio pubblicitario L’Odds Ratio (OR), misura statistica utilizzata per definire il rapporto di causa-effetto tra due eventi, per esempio tra un fattore di rischio e una malattia, per i bambini esposti ad acido folico è risultato pari a 0,61; ciò significa che l’evento studiato rappresenta un fattore di protezione.

L’esiguità dei dati numerici relativamente ai casi di Sindrome di Asperger e a quelli di Disturbo pervasivo dello sviluppo non ha permesso di giungere a risultati simili.

In conclusione, le donne che hanno assunto acido folico nei primi stadi della gravidanza hanno mostrato una diminuzione del 40% del rischio di avere un figlio con diagnosi di disturbo autistico, secondo i criteri del DSM IV-TR. Per primi stadi si intende il periodo che va da 4 settimane prima a 8 settimane dopo l’inizio della gravidanza.

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Lo studio certamente presenta alcune limitazioni che possono avere influenzato i risultati, prima fra tutte il fatto che il campione di donne selezionato presentava caratteristiche sociodemografiche poco rappresentative della popolazione generale: madri alla prima gravidanza, età media elevata, elevato livello d’istruzione, non fumatrici. Altro limite riguarda la diagnosi dei sottotipi di disturbo dello spettro autistico, che in alcuni recenti studi è stata considerata non avere elevata affidabilità, motivo per cui i criteri diagnostici potrebbero essere significativamente modificati nella quinta edizione del DSM, in uscita a maggio 2013.

Se da un lato è evidente che l’assunzione di acido folico nel periodo compreso tra 4 settimane prima del concepimento e 8 settimane dopo l’inizio della gravidanza è associato ad un minor rischio di Disturbo Autistico, non è possibile, al momento, stabilire alcun rapporto di causalità tra il disturbo e l’uso di questa vitamina del gruppo B. Certamente sarà necessario replicare questi risultati e studiare ulteriormente l’influenza di fattori genetici e biologici nello sviluppo di questa patologia per poter spiegare in modo esaustivo il ruolo e l’importanza dell’assunzione di acido folico in relazione a questi disturbi.

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