Neurobiologia dell’Intersoggettivita’: Neuroni Specchio ed Empatia

SITCC 2012 - NEUROBIOLOGIA DELL’INTERSOGGETTIVITA’: Neuroni Specchio e Terapia Cognitiva. C. La Mela, S. Masetti, B. Viviani, L. Tarantino

ID Articolo: 19739 - Pubblicato il: 31 ottobre 2012
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Dal simposio SITCC 2012

NEUROBIOLOGIA DELL’INTERSOGGETTIVITA’:

come la conoscenza orienta la Terapia Cognitiva

Carmelo Giovanni La Mela, Sabrina Masetti, Barbara Viviani, Linda Tarantino

 

Neurobiologia dell’Intersoggettivita’: Neuroni Specchio ed Empatia - SITCC 2012

I neuroni specchio rappresentano un punto di svolta per la comprensione del funzionamento interpersonale e dei fondamenti della intersoggettività favorendo lo sviluppo delle capacità empatiche.

Le numerose e recenti acquisizioni che provengono dalle ricerche nel campo delle neuroscienze impongono una riflessione su come queste siano integrabili con il modello teorico del cognitivismo, alla ricerca di un supporto biologicamente fondato al modello cognitivo di funzionamento mentale e di conseguenza ad una coerente teoria della cura.

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Il contributo della psicologia cognitiva a questa riflessione è quello di ipotizzare dei modelli psicologici che aiutino ad interpretare i dati che provengono dalle neuroscienze così come il contributo delle neuroscienze è quello di fornire un substrato biologico a supporto di tali modelli.

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A questa prospettiva di integrazione porta un contributo fondamentale il dato che lo sviluppo e l’organizzazione funzionale del cervello umano si modula, sin dalla nascita e lungo tutto l’arco della vita, attraverso un continuo rapporto di influenza reciproca tra il patrimonio geneticamente determinato e l’ambiente in cui il soggetto vive, rappresentato dalle sue esperienze sociali e relazionali.

Questo presupposto supera la contrapposizione tra una posizione riduzionista neuroscientifica, che vede nella espressività genica il fondamento del funzionamento mentale, e modelli psicologici che indicano invece nella unicità e insondabilità individuale la natura profonda dell’essere umano.

Sempre più evidenti sono i dati a conferma che l’ambiente relazionale, in cui il bambino cresce, è in grado di interferire, con tempi e modi diversi, sul processo di neurogenesi, differenziazione, arborizzazione, apoptosi e sinaptogenesi.

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Una delle scoperte della ricerca neuroscientifica più importanti per le implicazioni che può avere per comprendere meglio il funzionamento mentale degli esseri umani riguarda l’identificazione di una particolare popolazione di neuroni definiti “neuroni specchio”.

L’attività di questi neuroni e dei circuiti neuronali a loro collegati sono alla base del fenomeno dell’empatia.

Messaggio pubblicitario  E’ da questa prospettiva che i neuroni specchio rappresentano a nostro avviso un punto di svolta per la comprensione del funzionamento interpersonale e dei fondamenti della intersoggettività favorendo lo sviluppo delle capacità empatiche.

La scoperta dei neuroni specchio, delle loro funzioni, dei circuiti ad essi correlati, e dei fattori che influenzano la loro formazione e sviluppo, dà delle risposte fondamentali al problema della comprensione della mente dell’altro e alla modalità con la quale avviene l’integrazione di informazioni emotive e cognitive in rappresentazioni di sé, che permettono la modulazione e la regolazione degli stati emotivi, favorendo e modulando in maniera efficace il comportamento sociale.

Queste nuove acquisizioni rappresentano i presupposti per la definizione di interventi terapeutici che mirino ad attivare o riattivare integrazioni e associazioni tra aree cerebrali.

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Cervello, Neuroni Specchio. - Immagine: © V. Yakobchuk - Fotolia.com -

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Durante l’ultimo Congresso SITCC che si è svolto a Roma, si è tenuto il Simposio dal titolo “Neurobiologia dell’intersoggettività” che ha affrontato queste tematiche. Si è cercato di approfondire questi temi e illustrare i principali dati provenienti da aree diverse della ricerca nel campo delle neuroscienze cognitive sociali.

Le quattro presentazioni si sono focalizzate sulle scoperte relative ai neuroni specchio e ai circuiti neuronali che evidenziano un loro coinvolgimento:

(a) sulla comprensione degli altri

(b) sulla conoscenza di sé

(c) sulla capacità di regolazione delle emozioni

(d) e sui processi che avvengono nell’interfaccia tra la comprensione di sé e degli altri.

Nello specifico, l’intervento introduttivo del dr. La Mela si è concentrato sulle evidenze sperimentali che confermano l’importanza dell’intersoggettività nella costruzione neuroanatomica e funzionale della mente e quindi come fattore fondamentale e imprescindibile per la comprensione del funzionamento mentale e per il trattamento dei disturbi mentali.

Scuola Cognitiva Firenze - Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-ComportamentaleLa relazione della dr.ssa Masetti ci ha fornito una prima evidenza scientifica di tali aspetti, mostrando, attraverso l’illustrazione di recenti esperimenti, come i neuroni specchio siano implicati nel fenomeno dell’empatia. Nello specifico è stato illustrato, partendo dalla conosciuta ipotesi del feedback facciale, la scoperta del circuito neuronale dell’empatia che vede appunto coinvolti i neuroni specchio.

A seguire la dr.ssa Viviani ha illustrato come i neuroni specchio, oltre a rappresentare la radice neurobiologica dell’empatia, rappresentino anche la base biologica della relazione di accudimento/attaccamento tra madre e bambino e come quindi la rappresentazione di sé nasca dall’intersoggettività.

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La dr.ssa Tarantino infine, a partire da queste osservazioni, si è focalizzata su come tali acquisizioni provenienti da neurobiologia, neuroetologia e neuropsicologia possano orientare la terapia cognitiva, sia nelle sue tecniche (come l’alfabetizzazione emotiva o strategie di mastery volte alla modulazione di stati problematici), sia nel setting, sia nel programmare il timing degli interventi.

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In particolare la relazione terapeutica diventa non solo contesto ma uno specifico strumento di terapia, volto a creare le basI biologiche, i neuroni specchio, necessarie per poi costruire una possibile rappresentazione di sé e dell’altro, abilità metacognitive ed empatiche, un alfabeto emotivo condiviso e comportanti sociali congrui con l’emozione percepita in sé e nell’altro.

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BIBLIOGRAFIA: 

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