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Sesso & Coppia: Riaccendere la Passione quando il Viagra non basta.

L’efficacia del trattamento farmacologico con viagra per la disfunzione erettile va dal 44 al 91% ma numerose sono le interruzioni della cura

ID Articolo: 7600 - Pubblicato il: 05 aprile 2012
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Sesso & Coppia: Riaccendere la Passione quando il Viagra non basta. - Immagine: © mipan - Fotolia.comParlare di impotenza (Disfunzione Erettile) per gli uomini rappresenta un vero e proprio tabù e talvolta prima di prendere di petto la situazione si lascia passare molto tempo.

Inoltre non è detto che, trovato il coraggio, affrontata la prima visita e prescritta la cura farmacologica questa vada a buon fine. Infatti si ha un abbandono del trattamento in una percentuale che va dal 20 al 50 %. Stanley Althof in un suo articolo descrive il paziente tipo che può richiedere un trattamento per una disfunzione erettile.

Il Signor C. è uomo di 54 anni, è sposato, e per due anni ha vissuto nell’ombra di questa problematica prima di riuscire a chiedere aiuto. In questo periodo ha sviluppato un forte senso d’inadeguatezza, ansia legata alla performance, risentimento e depressione. A questo si aggiunge una modifica nei comportamenti di coppia, come l’andare a letto più tardi della compagna, il fornire scuse quali : ” sono troppo stanco”, “oggi è stata una giornata faticosa” o il più classico “non ho più 20 anni tesoro” (in realtà la disfunzione erettile è diffusa anche nei giovani).

L'impotenza (o Disturbo dell'Erezione) - Immagine: © goccedicolore - Fotolia.com -

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Ma dietro queste scuse cosa si nasconde? Imbarazzo e paura di fallire, sentimenti comuni a tutti i Signor C. che soffrono di impotenza. I rapporti sessuali si vanno pian piano diradando nel tempo fino a scomparire, e con essi anche qualsiasi possibile scambio di effusione che possa essere frainteso dalla partner. La compagna potrebbe porsi domande quali: “Non mi ama più?”, “Ha un’altra relazione?”, “ Non è più attratto da me?” ed iniziare a sentire il suo uomo come lontano, triste, preoccupato, irritabile e sulle difensive.

Quando un uomo decide di andare a parlare con uno specialista può coinvolgere oppure no la propria partner e, nel momento in cui viene intrapresa una cura col Citrato di Sildenafil, più comunemente conosciuto come Viagra, questa può esserne all’oscuro. A seconda del vissuto della partner durante il periodo d’astinenza, la scoperta della famosa pillola blu può portarla a pensare che sia la chimica e non più l’attrazione ad aver ri-attivato il loro rapporto, si potrebbe pertanto prendere il via un circolo vizioso in cui la donna è restia alle effusioni, l’uomo è ancora sotto il facile cedimento all’ansia e potrebbe pensare che il rifiuto della compagna possa essere dovuto alla prestazione che non è all’altezza, e questo può portare alla sospensione della cura. Questo è un possibile scenario; di seguito vengono riportate le cause di una possibile resistenza psicologica che può contribuire all’interruzione del trattamento con Sildenafil:

Messaggio pubblicitario 1. La durata del periodo di astinenza sessuale

2. Il tipo d’approccio adottato dall’uomo nel riattivare la vita sessuale

3. La prontezza sia fisica (non solo dell’uomo ma anche della donna che potrebbe infatti andare incontro all’inizio della menopausa) che emotiva mostrata dalla partner

4. Il significato che ciascun partner attribuisce alla cura farmacologica a base di Viagra

5. La qualità e l’importanza degli aspetti puramente affettivi all’interno della coppia

6. Vanno inoltre tenute in considerazione quelle circostanze in cui il calo del desiderio nei confronti della compagna e la mancata erezione sono legati a desideri inespressi (come per esempio fantasie sadomasochistiche). In queste circostanze molto spesso l’uso del Sildenafil si rivela inutile in quanto non induce alcun tipo di risposta genitale.

L’efficacia di un trattamento farmacologico per la disfunzione erettile va dal 44 al 91% e nonostante ciò numerose sono le interruzioni della cura. A tal proposito è stato indagato un metodo che al trattamento prettamente farmacologico associ un percorso di sostegno psicologico. Il gruppo era composto da 57 uomini dai 21 ai 75 anni d’età con problemi di disfunzione erettile da un minimo di un mese ad un massimo di 38 anni. Ciò che emerge in generale è che l’interazione tra le due terapie risulta funzionale nella maggior parte dei casi.

Sotto le lenzuola: Uomini troppo “golosi” e troppo “ruminatori”? Cause o correlazioni nella Disfunzione Erettile - Immagine: Costanza Prinetti © 2012

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Guardare al rapporto sessuale soltanto dal punto di vista di un puro e semplice fallimento fisiologico è di gran lunga riduttivo, numerosi sono i fattori che possono interferire col ri-raggiungimento dell’intesa e dell’atto sessuale. Parlare di accettazione dei cambiamenti avvenuti nella propria vita, dagli eventi stressanti, al naturale mutamento cui il corpo, sia esso maschile o femminile, va incontro, alle conseguenze che determinati tipi di malattie possono aver portato, non sarà di certo sufficiente da sé a far risbocciare la passione ma risulta fondamentale. Infatti, se non affrontati, tali impedimenti psicologici rendono del tutto inutile anche la cura medica più appropriata. Il terapista non solo può aiutare la coppia ad andare verso un nuovo modo di vedersi ed accettarsi, ma può anche aiutarli a ritrovare quel romanticismo andato perduto negli anni, coinvolgendoli in conversazioni che li preparino sia fisicamente che psicologicamente a ritornare di nuovo amanti.

Se nella coppia c’è una rabbia irrisolta da tanto tempo, l’astinenza sessuale potrebbe essere una semplice conseguenza di questa, per cui va da sé che se non si affronta il primo scoglio sarà difficile superare il secondo. Vanno poi tenute in considerazione le aspettative nei confronti della cura farmacologica, spesse volte sono irrealistiche supponendo che, con il ritorno dell’erezione, aumenti la frequenza dei rapporti, oppure che questa possa rendere l’uomo un “amante di successo”… qualora tutto ciò non accadesse è facile che venga data la colpa alla cura e non alle aspettative irrealistiche.

Erezioni virtuali - Immagine: © Blanca - Fotolia.com -

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È inoltre fondamentale ricordare che il Sildenafil è un farmaco che non agisce se non c’è da parte dell’uomo desiderio nei confronti della propria partner. Pertanto un colloquio con una persona non soltanto specializzata, ma neutrale e che si mostri priva di ogni giudizio potrebbe rivelarsi utile anche per la scelta della cura farmacologica più adeguata. Diversi sono i farmaci che consentono una riattivazione fisiologica dell’apparato genitale maschile, oltre al Sildenafil, vi sono anche delle iniezioni intracavernose di sostanze stimolanti quali la Papaverina. È un tipo di cura che, sebbene assicuri l’erezione, risulta essere alquanto invasiva e interferisce notevolmente con l’aspetto affettivo del rapporto, tuttavia se il caso non risponde ad altri tipi di cura resta comunque un rimedio valido da tenere in considerazione.

Se l’uomo confida di avere fantasie sessuali, sia convenzionali che non convenzionali, che differiscono notevolmente da quelle della propria partner, e sa di non poterle portare a compimento, allora la strada del Viagra potrebbe essere quella sbagliata, proprio per l’aspetto legato al desiderio, e prima di abbandonare ogni speranza si potrebbe considerare d’intraprendere una via d’intervento quale la precedente. Se ci sono aspetti psicologici che possono portare ad un blocco nella vita sessuale di un uomo, e conseguentemente anche di una coppia, una semplice pillola non è sufficiente a sistemare la situazione.

La vergogna, il timore del giudizio, la paura di non poter tornare ad essere quelli di prima, i desideri e le fantasie nascoste e volutamente smorzate da troppo tempo, sono tutti fattori che vanno presi in considerazione ed affrontati, affinché si ritrovi un equilibrio di coppia nuovo e perché no altrettanto soddisfacente.

 

 

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