Il cambiamento: possiamo prenderla con filosofia? – Viva tutto! Di Bolelli e Cherubini

Il libro è “Viva tutto!” (2010) di Franco Bolelli e Lorenzo Cherubini, meglio noto come Jovanotti...

ID Articolo: 1752 - Pubblicato il: 28 settembre 2011
Il cambiamento: possiamo prenderla con filosofia? – Viva tutto! Di Bolelli e Cherubini
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Il modo migliore per comprendere un libro dal titolo un po’ indecifrabile è leggerlo. Anzi, parlarne con l’autore. E’ quanto accaduto ad un piccolo sodalizio di ricerca culturale di Studi Cognitivi composto da Elena Malgrati e dal sottoscritto. Il libro è “Viva tutto!” (2010) di Franco Bolelli e Lorenzo Cherubini, meglio noto come Jovanotti, e ripercorre un lungo scambio di idee che i due hanno intavolato attraverso lettere, mail e conversazioni vis à vis.
Cambiamento © Orlando Florin Rosu - Fotolia.com

 

 

 

 

Franco Bolelli è un filosofo che si occupa di innovazione culturale, nuove modalità di comunicazione, potenzialità del progresso umano. Si tratta di un libro molto stimolante, nel quale lo sguardo più fanciullesco di Jovanotti si incontra con le consapevolezze talvolta disincantate di uno studioso dell’animo umano. Il titolo è stato il primo argomento di dibattito tra me ed Elena Malgrati; come possiamo intendere “Viva tutto!”, specie se consideriamo le molteplici esperienze negative che l’uomo nella propria individualità e l’umanità nel complesso della storia vivono e hanno attraversato? Si tratta di un’espressione ingenua che mira a promuovere un libro o c’è qualcosa di più? Curiosi di appurarlo e motivati dalla presenza nel testo di numerosi spunti che potevano interessare anche la nostra pratica clinica, ci siamo confrontati con Franco Bolelli ricevendone l’impulso definitivo a scrivere un articolo che sarà pubblicato sui “Quaderni” Sitcc. “Viva tutto!” è la sintesi di alcune indicazioni molto preziose per la terapia cognitiva, che in parte abbiamo accostato al sassaroliano “ogni cosa è per noi”. L’esperienza umana contiene in sé una spinta propulsiva alla vita che all’interno di un setting clinico possiamo identificare con le risorse attuali e potenziali del paziente. Chi chiede il nostro aiuto sperimenta una condizione in cui le possibilità evolutive sono bloccate da credenze disfunzionali, costrutti rigidi, modalità di relazione interpersonale che organizzano i vissuti attorno a bisogni e scopi che il soggetto non riesce né a gestire emotivamente né a modificare in maniera strategica.

Messaggio pubblicitario La terapia accresce la consapevolezza dei processi, le capacità autoriflessive e questo può determinare un progresso positivo nel funzionamento psicologico, ma un cambiamento sostanziale richiede che il lavoro clinico raggiunga in profondità le potenzialità creative, ristrutturanti dell’individuo. Ci riferiamo non solo a ciò che egli mostra di saper fare nel presente, ma anche ai percorsi che potrebbe intraprendere abbandonando la rigida protezione delle proprie certezze ed esplorando alternative innovative.

La psicoterapia, cogliendo e validando la sofferenza del paziente nel prendere distanza da schemi patologici divenuti per lui una base sicura, si differenzia da alcuni orientamenti di pensiero più recenti che conferiscono alle abilità individuali un potere curativo pressoché assoluto, sottostimando il peso degli ostacoli ambientali e della storia personale. “Viva tutto!” e le convinzioni di Franco Bolelli coniugano la fiducia nell’homo faber suae fortunae ad un’attenzione verso le difficoltà poste da nuove esigenze di adattamento al contesto di vita, parallele alla formazione di una realtà sociale caotica, aggressiva e spesso incapace di ancorare le relazioni a valori condivisi. La possibilità di una scelta autonoma in grado di superare e integrare la sofferenza ci fa pensare a tante situazioni cliniche incontrate; la nascita, nella vita del paziente, di uno scenario evolutivo che non sia solo la somma delle parti che egli è riuscito razionalmente a legare, ma anche e soprattutto il risultato di un’originale scoperta di sé, costituisce il reale obiettivo della psicoterapia e pone presupposti affascinanti per un dialogo tra essa ed altre discipline, in particolare la filosofia.

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Bibliografia

  • Cherubini, L., Bolelli, F. (2010). Viva tutto!. Add, Torino.
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