Prevenire le ricadute con la mindfulness

ID Articolo: 287 - Pubblicato il: 29 giugno 2011
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi


La mindfulness è da molti anni uno strumento terapeutico la cui efficacia è oggetto di verifica rigorosa. È ormai dimostrato che la pratica costante della mindfulness riduce di circa il 50% il rischio delle ricadute depressive. Inoltre, chi nella vita ha avuto più di un episodio depressivo, con la mindfulness potrebbe arrivare a prevenire le ricadute addirittura del 70% circa. I due protocolli terapeutici elaborati da Segal e colleghi, e poi rivisti e adattati da molti altri nel mondo, sono il MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction) e la MBCT (Mindfulness- Based Cognitive Therapy). Al di là di questi due programmi, però, sembra efficace e opportuno inserire degli interventi di mindfulness all’interno di percorsi psicoterapici più complessi e “vestiti” sul singolo paziente.

Un aspetto rilevante è che esistono esercizi di pratica informale, che possono aiutare tutti ad avvicinarsi alla pratica della mindfulness. Pratica diversa cosa rispetto alla pratica all’interno di una psicoterapia, ma comunque interessante e utile per accostarsi a questa affascinante meditazione.

Un esempio?

Ecco un semplice esercizio insegnato da Pietro Spagnuolo (trainer mindfulness) che vi permetterà di comprendere meglio in cosa consiste la pratica dell’attenzione consapevole

“Scegli un’attività della vita quotidiana che esegui in generale in modo automatico, forse pensando ad altro. Ad esempio, quando ti lavi i denti, fai colazione, prepari il caffè, dai da mangiare al gatto o al cane o fai la doccia. Proponiti di svolgere questa attività quotidiana con consapevolezza, portando la tua attenzione a quello che stai facendo, alle sensazioni che provi, ai tuoi movimenti. Nel corso di questo esercizio, quando la mente divaga, nota dove sta la mente e riporta la tua attenzione all’attività che stai svolgendo”.

Attenzione, “attenzione” non è uguale a “controllo”. Stai con quel che c’è, senza giudicare o importi che qualcosa sia come non è.

Una volta praticata, concediti qualche minuto per riflettere (e magari scriverlo qui):

COSA E’ ACCADUTO?

—————————————————————————–

Bibliografia

Segal Z.V., Williams J.M., Teasdale J.D. (2006). Mindfulness. Al di là del pensiero, attraverso il pensiero. Bollati Boringhieri: Torino.

Spagnulo P. (2009). Mindfulness – la meditazione per la salute. Ecomind: Salerno.

Teasdale, J. D., Segal, Z. V., Williams, J. M. G., Ridgeway, V., Soulsby, J., & Lau, M. (2000). Prevention of relapse/recurrence in major depression by mindfulness-based cognitive therapy. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 68, 615–623.

VOTA L'ARTICOLO
(Nessun voto)
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Messaggio pubblicitario