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Il manipolatore perverso: come riconoscere un narcisista maligno

ID Articolo: 37660
dicembre 10
13:39 2013
Modificato il: 06/06/2014 (15:49)
(voti: 21, media: 4,90 su 5)
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Il manipolatore perverso. - Immagine:  © Aidar - Fotolia.comIl narcisista maligno: l’inganno e il raggiro sono il pane quotidiano di tutti coloro che fanno della manipolazione un’arte, uno stile di vita avente come fine ultimo annientare l’altro. Si tratta di ragni che tessono bene la loro tela, in attesa della prossima vittima.

Doctor Jekyll e mister Hyde, dolce al cospetto degli altri, ma vendicativo e subdolo alla spalle. Avete capito di chi stiamo parlando? No, nessun soggetto in particolare, ma sole persone: narcisisti maligni o manipolatori perversi. Non il narcisista in generale, ovvero colui che ha dei tratti inerenti a questo disturbo, ma il narcisista cattivo, maligno, il più patologico dei narcisisti. Sono bugiardi, ipocriti e manipolatori affettivi. Hanno un’alta considerazione di loro stessi, esagerano le proprie capacità, appaiono spesso presuntuosi, credono di essere speciali, superiori, di dover essere soddisfatti in ogni loro bisogno e pretendono di avere diritto ad un trattamento particolare. Ma questo non basta, altrimenti avremmo a che fare con un “normale” narcisista. Il tutto risulta condito dal comportamento maligno che porta tale soggetto ad avere anche tratti borderline, antisociali e paranoici.

I manipolatori perversi hanno come obiettivo quello di agire attraverso la manipolazione e il raggiro per far compiere al proprio interlocutore delle azioni che tornano ad esclusivo vantaggio personale, si approfittano dell’amore altrui a scopo egoistico. I manipolatori non provano senso di colpa per quello che fanno poiché tutto è finalizzato a soddisfare il proprio ego. Manipolano la vittima amorosa con falsa tenerezza, e dopo averla conquistata se ne nutrono in maniera avara.

Le vittime sono minate e fiaccate nei loro punti deboli e, di conseguenza, piombano in una spirale negativa dalla quale non escono senza traumi. Ogni relazione deve soddisfare regole e richieste rigidamente imposte.

L’indizio che ci fa capire se abbiamo a che fare con un manipolatore perverso è la sensazione di soffocamento, la presenza costante di critiche, insinuazioni, sarcasmo che hanno come scopo finale quello di distruggere l’autostima dell’altro fino all’incapacità di vivere. I manipolatori godono dell’umiliazione altrui e non vorrà mai mettersi in discussione, non accettano alcuna critica. Preferiscono criticare  e accusare piuttosto che confrontarsi in modo adulto e maturo con l’altro.

I manipolatori fanno finta di amare, ma non provano alcun sentimento anzi tendono a maltrattare: l’altro è solo lo specchio in cui si riflette.
Si tratta di persone altamente danneggiate, che a loro volta hanno subito traumi, maltrattamenti, abusi comportamentali ed emotivi verificatisi in tempi molto precoci e per questo perpetuano il trauma traumatizzando a loro volta.

La manipolazione costituisce il fulcro di ogni relazione e la perseverazione nella stessa la connota di perversione, ed è l’unica modalità per entrare in contatto con l’altro

Messaggio pubblicitarioGli strumenti di manipolazione più diffusi sono:

1) il ricatto affettivo e le minacce: l’affettività diventa una merce di scambio, il ricatto è sottile a volte impercettibile, ma alla lunga si ha l’impressione di essere imprigionati in una modalità di relazione che non da libertà di scelta poiché ogni gesto viene valutato e misurato in funzione del tornaconto personale.

2) la colpevolizzazione: la causa dei propri problemi è sempre attribuita all’altro e se si trova rimedio si è sottoposti a minacce di vario tipo che confluiscono spesso nell’interruzione della relazione.

3) le bugie e le lusinghe: quando arrivano complimenti e apprezzamenti in quantità e limitati nel tempo molto probabilmente il vostro interlocutore vuole ottenere qualcosa da voi. È fondamentale ricordare la differenza tra affetto e gentilezza, il primo è un sentimento profondo la seconda invece è un comportamento che non coincide necessariamente con un sentimento genuino.

4) la denigrazione: è un processo continuo e minuzioso, mirato a denigrare il partner, a minarne l’autostima attraverso la restituzione di una immagine negativa di sé che con il tempo finirà per fare propria.

5) l’ invadenza: consiste nel mettersi sempre al posto dell’altro e di intromettersi nelle sue scelte e decisioni senza prendere in considerazione il suo punto di vista.

6) le spalle al muro: è la tecnica che chiude il dialogo mettendo in evidenza le contraddizioni dei ragionamenti, manipolandoli in modo tale così da far passare l’altro come una persona incoerente e dalle idee poco chiare.

7) la dipendenza indotta: comprende sia la dipendenza affettiva che materiale, entrambe hanno come obiettivo di depotenziare e minare l’autonomia e l’indipendenza del partner mettendone in luce le debolezze e gli errori.

Insomma, se vi riconosceste in uno di questi comportamenti cominciate a pensare di avere a che fare con un manipolatore e correte subito ai ripari. Ma, chi è la vittima del manipolatore?

Lo scopriremo nel prossimo articolo!

LEGGI ANCHE:

DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’ – NARCISISMO - RAPPORTI INTERPERSONALI - AMORE E RELAZIONI SENTIMENTALI - ABUSI E MALTRATTAMENTI

TRIBOLAZIONI 16 – EGOCENTRISMO COSMICO

 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

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  • chiara croce

    non so chi abbia scritto questo post, immagino una persona laureata, che dovrebbe saper attingere correttamente a fonti e citazioni. personalmente trovo inammissibile che si pubblichi un articolo scientifico contenente un doppio strafalcione nella citazione di un’opera importante come lo strano caso del dottor jekyll e mister hyde. cose come questa tolgono credibilità e serietà all’articolo, all’autore, e alla redazione responsabile del blog. che peccato.
    grazie per l’attenzione
    chiara croce

    • FrancescaFiore

      Gentile Chiara,

      mi spiace tanto e mi rammarica lei reagisca in questo modo, ma il riferimento al romanzo in questione, perchè di un romanzo si tratta e non di letteratura scientifica, forse tra i più importanti del genere fantastico, voleva essere solo un esempio “fantastico”, mi riferisco al genere naturalmente, che permettesse di parlare di questo disturbo di personalità. Stevenson chiaramente si riferisce a caratteristiche di personalità annoverabili all’ego e all’alter ego, concetti figli del tempo in cui nasce il romanzo, ma non c’era nessuna interpretazione riguardante lo scritto, non era questo il senso. Nessuno voleva parlare del romanzo, ma di altro. l’articolo non è intotolato “rillettura psicologica de lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, ma riguarda il manipolatore perverso, altra roba, psicologia non letteratura! Si volevano usare queste due figure solo per far emergere la presenza di un doppio. Nell’immaginario collettivo spesso si parla di dr jekyll e mr hyde per indicare l’altro che è presente in noi, e, allora, tutte le persone che citano i due protagonisti di un romanzo significa che commettono strafalcioni? eppure la letteratura è piena di questi riferimenti, scritti sia da laureati sia di persone che, ahimè, non lo sono e non per questo meno autorevoli. Peccato!
      Saluti,
      Francesca Fiore.

      • chiara croce

        cara francesca, devo essermi spiegata male!
        intendevo semplicemente far notare l’errore nello spelling dei nomi (nell’articolo jekill e hide) e non assolutamente il contenuto dell’articolo. a mio avviso errori di questo genere denotano leggerezza e ai miei occhi tolgono credibilità a un articolo altrimenti valido!
        un cordiale saluto,
        chiara

  • sasha

    bla bla bla chiara croce bla bla bla

  • Sylvia P.

    L’autore ha centrato la figura dell’uomo che falsamente si propone alla società mascherando la sua intima cattiveria, potrebbe essere benissimo la mia esatta testimonianza dell’esperienza che vivo, …da vittima.

    • Flower

      Cara Silvia,
      anche io ho vissuto un’esperienza con una persona perfettamente identica a quella descritta nell’articolo e posso assicurarti che ne se non uscita distrutta, ma viva, libera!Ho ricominciato ad amare di nuovo le piccole cose (cosa che mi era quasi vietato fare) e a sorridere. Liberati velocemente da questo male incurabile.

    • Flower

      Cara Silvia,
      anche io ho vissuto un’esperienza con una persona perfettamente identica a quella descritta nell’articolo e posso assicurarti che ne se non uscita distrutta, ma viva, libera!Ho ricominciato ad amare di nuovo le piccole cose (cosa che mi era quasi vietato fare) e a sorridere. Liberati velocemente da questo male incurabile.

    • Rob

      Ma se pensate davvero questo dei vostri compagni, vi costringe forse qualcuno a starci insieme? Lasciateli se questi non hanno davvero nessun aspetto positivo per voi. Comunque come ho detto altrove, ormai sono convinto che buona parte della psicologia non sia una scienza, in pratica è pregna di giudizi morali verso certi individui.

      Anche in questo articolo viene associata la parola “cattivo” a “patologico”, in fin dei conti “persona malata” qua è un sinonimo di “persona cattiva”, ma buoni e cattivi non esistono oggettivamente, sono categorie morali che si possono istituire una volta deciso da che parte stare e quali valori seguire.

      Cos’è la psicologia? E’ una scienza? O un mezzo per diffondere certi valori che piacciono a certi psicologi e psicoterapeuti e a certe fette della società?
      Leggendo quel che viene scritto io concluderei che è più vera la seconda affermazione.

      Anche certe piante carnivore per attirare gli insetti che mangiano mettono in superficie un’esca, certo per gli insetti possono essere catalogate come cattive e simulatrici, ma se si volesse affermare che sono cattive in sé si affermerebbe qualcosa che ha a che fare col punto di vista morale delle prede e non delle piante.

      Usare delle esche e la finzione in generale è patologico? Se davvero è così, bisognerebbe concludere che buona parte della natura allora è irrimediabilmente malata. Una pianta carnivora non è una pianta malata rispetto ad una pianta non carnivora per me, è solo pericolosa sotto certi aspetti per certi tipi di insetti, tutto qui.

  • Mina

    Ho la netta sensazione di vivere con un manipolatore viscerale e vorrei tanto capire perche io mi sono lasciata manipolare a tal punto di essermi trasformata in questa donna patetica, senza forza, senza orgoglio e per di piu, pur cosciente che tutto questo e’ sbagliato, non so’ come liberarmene, e’ come una droga, non riesco a svincolarmi da lui….

    • Manu

      Anche io ma io voglio restare un narcista maligno. MI PIACE

  • http://www.LELLO.it LELLO

    NO. . . TU NON MI AMI

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