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Orientarsi nel caos. Sistemi instabili, famiglie, relazioni d’aiuto (2024) di G. Cambiaso e R. Mazza – Recensione

"Orientarsi nel caos" racconta come il pensiero sistemico si trovi a confrontarsi con la scienza del non equilibrio e con la non prevedibilità

Di Alberto Vito

Pubblicato il 20 Mag. 2024

Come nasce l’idea del volume “Orientarsi nel caos”

“Orientarsi nel caos” è il titolo dell’ultima fatica editoriale di Gianni Cambiaso e Roberto Mazza. Si tratta di un sodalizio molto solido, avendo già pubblicato a quattro mani libri importanti come Tra intrapsichico e trigenerazionale (Cortina, 2018), Le ipotesi in psicoterapia e nella vita (Armando, 2020) e La famiglia del tossicodipendente. Tra Terapia e Ricerca (Cortina, 2017), insieme anche a Stefano Cirillo e Roberto Berrini. Inoltre, dirigono la sede di Brescia della Scuola di Psicoterapia Mara Selvini Palazzoli e la rivista Frattali, di cui è prossima l’uscita dell’VIII numero. Mazza insegna Metodologia nel Corso di laurea in Servizio Sociale presso l’Università di Pisa e proprio per il corso dell’ateneo toscano è stato pubblicato il volume in oggetto. Il libro è dunque innanzitutto un manuale didattico a disposizione degli studenti.

“Orientarsi nel caos”: il pensiero sistemico

Punto di partenza della riflessione degli autori è la constatazione per cui oggi il pensiero sistemico va ben oltre la terapia familiare, a cui comunque sono dedicati capitoli importanti, ma deve essere inteso come paradigma della complessità includente l’intrapsichico, la dimensione intergenerazionale e quella trans generazionale, la dimensione delle relazioni attuali, il biologico e, io aggiungo, la dimensione culturale in cui tutti siamo immersi. 

I loro autori di riferimento in tal senso sono Edgar Morin (il quale, per inciso, a 103 anni ha pubblicato un nuovo libro dal titolo suggestivo Ancora un momento) e Gregory Bateson. Nell’ottica della complessità il pensiero sistemico deve necessariamente confrontarsi con la teoria del caos, la scienza del non equilibrio che descrive i movimenti di comportamenti non prevedibili. È con questa lettura che essi decifrano i sistemi familiari che incontrano nella loro pratica clinica, ovvero sistemi instabili, imprevedibili e con fasi di disequilibrio, includenti sia caos che ricerca di ordine. Proprio tale complessità a loro avviso si rivela la causa originaria di letture divergenti da parte di operatori diversi laddove incontrano famiglie problematiche in quanto alcuni si orientano verso la ricerca dei fattori di risorsa, laddove altri operatori sono più attenti ai fattori di rischio.

“Orientarsi nel caos”: come muoversi

Gli autori propongono di adottare lo strumento delle ipotesi leggere per provare a decodificare le realtà complesse. A differenza delle “ipotesi forti” caratteristiche dei programmi, laddove si parte da un’ipotesi e si tenta di ancorarla ai fatti, la loro metodologia suggerisce un uso diverso delle ipotesi. Esse sono considerate come uno strumento laddove il paziente introduce dei temi e il terapeuta costruisce ipotesi falsificabili, che hanno la caratteristica di essere flessibili, ovvero aperte al cambiamento e alla revisione; non necessariamente basate sulle evidenze; esploratorie e provvisorie; basate di frequente sull’intuizione o sull’esperienza personale. L’obiettivo più importante, in tale modello, non diventa più verificare se l’ipotesi sia corretta o meno, giusta o falsa, conta piuttosto quanto l’ipotesi funzioni come mappa e sia utile a favorire l’evoluzione del percorso terapeutico. Per orientarsi nel caos non serve tanto possedere verità assolute da confermare a tutti i costi, appare più utile l’atteggiamento di un esploratore, cauto, dotato di mappe e  strumenti di ricerca, sinceramente curioso e interessato al territorio circostante.

Cambiaso e Mazza ci suggeriscono che di fronte ad un mondo ipercomplesso occorre sostituire soluzioni ideali e perfette per adottare strategie più morbide, aperte al maggior numero di variabili possibili. Mi sembra una scelta molto onesta e di buon senso: le teorie della complessità ci spiegano che il comportamento umano o quello di un sistema familiare è condizionato da un numero troppo elevato di variabili (biologiche, chimiche, emozionali, relazionali, culturali, sociali, economiche e, perché no, anche fortuite e casuali) per poter immaginare una teoria capace di comprenderle e governarle tutte.

Giusto ricordare, infine, il contributo di Sara Ferraris, anch’ella didatta della Scuola di Specializzazione MSP, autrice del capitolo dedicato all’adolescenza e dell’ultimo, contenente un ricco racconto clinico riguardante l’alleanza terapeutica con una paziente quindicenne.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Cambiaso G., Mazza R. (2024), Orientarsi nel caos. Sistemi instabili, famiglie, relazioni d’aiuto, Pisa University Press, pp. 134.
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