Medicina Generale e Cure Primarie (2022) a cura di Forte V. e Vito C. – Recensione

Il libro, con le sue oltre 2000 pagine, offre una base certa e stabile nell’indicare quali siano le competenze del medico di medicina generale.

ID Articolo: 194177 - Pubblicato il: 20 luglio 2022
Medicina Generale e Cure Primarie (2022) a cura di Forte V. e Vito C. – Recensione
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È di grande attualità la pubblicazione del volume Medicina Generale e Cure Primarie che può costituire un importante riferimento nel dibattito culturale in corso.

 

Messaggio pubblicitario Innanzitutto, devo per correttezza segnalare il mio potenziale conflitto d’interesse. Sono uno dei 95 autori che ha collaborato al manuale Medicina Generale e Cure Primarie, avendo scritto alcuni paragrafi del capitolo dedicato alla “Relazione e comunicazione nella consultazione in MG”, ma questo è davvero poca cosa rispetto alle oltre 2000 pagine complessive. Più rilevante è l’essere il padre di una delle due curatrici e questo mi porta in una posizione inevitabilmente di parte. Dalla mia visuale posso testimoniare che il libro è frutto di un lavoro certosino durato circa 5 anni e che ha rappresentato una sfida vinta per una scommessa che anche a me, in certi momenti, è sembrata non solo ardua ma impossibile. Ovviamente, mi sono sforzato di essere assolutamente obiettivo nel descrivere le caratteristiche più rilevanti di questo ambizioso progetto editoriale, della cui qualità sono certo. Assumendomi la responsabilità delle mie parole come è giusto che sia, saranno il tempo e i lettori a decretare il successo o meno di questa fatica.

È in corso da tempo nel nostro paese una discussione, che inevitabilmente coinvolge i livelli politici più alti, a proposito della necessità di modificare il ruolo e le funzioni della medicina generale (MG). Anche la gestione di un biennio di covid, a fronte di una narrazione in cui gli operatori ospedalieri sono stati descritti come eroi, ha trovato nella territorialità il suo tallone d’Achille, talvolta con una denigrazione mediatica del tutto eccessiva, pur in presenza di oggettive gravi falle organizzative. In realtà, la crisi di credibilità del medico di medicina generale (MMG) è un processo che dura da anni, con cause profonde e complesse che qui non si ha lo spazio e la competenza per analizzare. Ma è indubbio che nei confronti della medicina generale esistano preconcetti e strumentalizzazioni, con profonda insoddisfazione sia dell’utenza che degli stessi medici. All’estero la situazione è diversa, in molti paesi è riconosciuta l’importanza di tale figura e sono previsti percorsi formativi di specializzazione specifici e adeguati.

È quindi di grande attualità la pubblicazione del volume Medicina Generale e Cure Primarie che può costituire un importante riferimento nel dibattito culturale in corso. Per le due curatrici:

la medicina generale è una disciplina che esercita un sapere specifico delimitabile (per quanto transdisciplinare e contesto-dipendente), apprendibile, indagabile e sempre aperto a nuove, possibili evoluzioni. Un sapere che non è, come spesso erroneamente ancora si ritiene, una risultante dalla mera sommatoria delle competenze “di base” di ogni branca specialistica, ma che – al contrario – necessita di un coacervo di competenze altamente specifiche e caratteristiche, a nostro parere, che richiedono di essere dapprima svelate, per poter poi colmare quel vuoto conoscitivo e formativo che ne è causa (e conseguenza). (Forte V., Vito C., 2022, p. XXXI).

Il libro, con le sue oltre 2000 pagine, offre una base certa e stabile nell’indicare quali siano le competenze del medico di medicina generale.

Il testo costituisce un manuale esaustivo che si offre a diversi piani di lettura. Da una più meditata, per comprendere il modello di medicina generale auspicato dalle autrici, o per una consultazione immediata da parte del medico per ottenere indicazioni operative. Inoltre, è palesato nel volume l’intento di poter divenire libro di testo nella Formazione Triennale di Specializzazione in Medicina Generale. Oggi in Italia è demandato alle Regioni il compito di organizzare la Formazione Specifica per la medicina generale e ciascuna opera in autonomia, con un livello qualitativo non omogeneo, mentre il percorso di laurea in Medicina e Chirurgia non forma generalmente i giovani medici a conoscere le specificità di questa essenziale figura medica, che costituisce la rete più capillare presente su tutto il territorio, in cui ciascun medico è deputato alla cura della salute di una piccola comunità di persone, i suoi assistiti. Non sfugge, dunque, l’importantissimo ruolo sociale che svolge il medico di medicina generale né il fatto che necessita di molteplici competenze complesse: ovviamente quelle cliniche in primo luogo, ma anche quelle organizzative, la conoscenza delle normative e delle procedure burocratiche, per giungere “the last but not the least” alle competenze relazionali indispensabili per realizzare percorsi di cura condivisi.  Non si può pensare a un Corso di Specializzazione senza libri su cui studiare, nota Tombesi nella prefazione, e il testo si propone di colmare proprio questa grave lacuna. Il Caimi-Tombesi, ovvero il testo “Medicina Generale”,  ripubblicato per l’ultima volta nel 2002 da Utet, oggi è introvabile e costituiva sinora l’unico testo italiano di riferimento. Mentre esistono volumi del genere all’estero (Stati Uniti, UK, Canada, Australia) e proprio lo studio e il confronto con essi ha costituito la prima impegnativa fase del lavoro delle curatrici.

Riguardo alla struttura del manuale, va detto che le due curatrici hanno coordinato e uniformato i contributi di oltre 90 autori, prevalentemente medici di MG di recente formazione. Esso è integralmente a colori, con ampio utilizzo di tabelle, immagini e anche ampliamenti  web. Particolarmente utili mi sono parsi i molti box di approfondimento ed i rimandi interni. L’opera, edita in tre tomi, è strutturata in tre sezioni.

Messaggio pubblicitario La prima consta di 8 capitoli e costituisce un’ampia introduzione che contiene l’inquadramento della cornice sistemica in cui opera il MMG. In queste pagine sono introdotti i principi delle politiche sanitarie del SSN, con particolare riferimento alle cure primarie; gli aspetti deontologici e normativi legati alla prescrizione, alla certificazione e alle esenzioni;  i modelli e i valori che ispirano la formazione degli operatori e la loro attività di ricerca. Successivamente si passa ad analizzare come si realizza lo studio di Medicina Generale e la sua gestione pratica, mentre un intero capitolo è dedicato alla relazione e la comunicazione in tale specifico ambito medico;

La seconda sezione, formata da 7 capitoli, si rivolge alla promozione e prevenzione della salute e rappresenta la parte che dedica più spazio agli aspetti sociali. In queste pagine sono illustrati i fattori ambientali e collettivi più importanti che incidono sulla salute e sono presentate le pratiche più significative di promozione e prevenzione. Spazio specifico è dedicato alle vaccinazioni, alla salute nell’anziano e alle persone a rischio di marginalità.

Infine, la terza parte, la più voluminosa, che occupa i tomi 2 e 3 con ben 28 capitoli, il vero centro dell’opera, è dedicata a “La clinica in Medicina Generale”. Per ogni branca medica (salute cardiovascolare, pneumologia, metabolica, ecc.) viene descritto l’inquadramento clinico, attraverso un’adeguata disamina delle maggiori problematiche di diagnosi delle patologie e di gestione delle diverse attività cliniche specifiche, non solo farmacologiche.

Da non medico, ho particolarmente apprezzato la forte e rigorosa impronta metodologica e, per i contenuti, la prima parte, con un’introduzione molto minuziosa  alla cornice sistemica in cui si situa l’operatività del MMG che tratta davvero tutti gli aspetti, da quelli fiscali a quelli linguistici sino a quelli architettonici, per realizzare uno studio medico a dimensione umana. Molta attenzione è stata riposta anche alla dimensione relazionale, nella consapevolezza che è proprio nella relazione con la persona che si gioca l’efficacia e la qualità dell’agire medico.

Infine, le curatrici appaiono consapevoli che la stesura di questo manuale rappresenta anche un tentativo di contrapposizione nei confronti di una narrazione stereotipata del ruolo del medico di medicina generale come necessariamente stanco, demotivato, assorbito esclusivamente da procedure burocratiche. Lo sforzo per la realizzazione di questo testo, con la sua auspicabile diffusione tra i medici del settore, testimonia invece plasticamente la presenza di un certo numero di medici, giovani ma non necessariamente, con un alto senso civico della loro missione professionale, con elevate esigenze formative. Un libro, quindi, che non è solo una mappa unica che consente al MMG di orientarsi nell’universo delle davvero tantissime conoscenze possibili in medicina generale, ma che intende porsi come un tassello, che possa contribuire a prefigurare e realizzare un futuro migliore in questo campo, con una medicina eticamente posizionata, profondamente umana, clinicamente preparata e scientificamente rigorosa. Infine, reputo che vada salutato con favore il fatto che le curatrici e la maggior parte dei collaboratori sono giovani, quasi tutti con meno di un decennio di lavoro alle spalle, con la vitalità e la freschezza della loro età, ma pronti alle sfide del ricambio generazionale che la Medicina Generale sta inevitabilmente affrontando nel nostro paese.

 

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Bibliografia

  • Caimi Vittorio, Tombesi Massimo (2002), “Medicina Generale”, Utet, pp. 788
  • Forte Viviana, Vito Cristina (cur.) (2022), “Medicina Generale e Cure Primarie”, Edises, Napoli, pp. 2188
  • Maciocco (2022). Medicina Generale e Cure Primarie. Salute Internazionale – Consultabile qui
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