EFT-NOVEMBRE-2022

La personalità isterico-istrionica negli uomini

Uomini con disturbo istrionico sono preoccupati di apparire attraenti e seducenti e hanno bisogno conquistare per difendersi da un senso di inadeguatezza

ID Articolo: 190730 - Pubblicato il: 09 febbraio 2022
La personalità isterico-istrionica negli uomini
Messaggio pubblicitario SFU 2022

Il disturbo istrionico di personalità, nel corso del tempo, è stato associato maggiormente al sesso femminile, ma esso risulta diffuso anche nella popolazione maschile.

 

Premessa

Messaggio pubblicitario MASTER DSA Nel seguente articolo, per una più facile scrittura e comprensione, si utilizzano i termini ‘isterico/a’, ‘istrionico/a’, ‘isterico-istrionico/a’ o ‘isteria’ per riferirsi al disturbo di personalità caratterizzato da emotività teatralizzata e sessualizzata. Si utilizza il termine ‘isteria da conversione’ per fare riferimento alla presenza di problematiche fisiche senza problemi d’organo, dovute a un conflitto emozionale.

Personalità istrionica e fattori culturali

Nel DSM-5 (American Psychiatric Association, 2013), il disturbo istrionico di personalità viene descritto come caratterizzato da una eccessiva emotività e dalla richiesta di sentirsi al centro dell’attenzione: il linguaggio usato, dai caratteri teatrali, è finalizzato a far sì che tutti siano concentrati su di sé. ‘Questi individui possono anche allontanare gli amici con richieste di attenzione costante’ e sentirsi ‘depressi e turbati quando non sono al centro dell’attenzione’ (ibidem, pg 774). Tali soggetti, inoltre, presentano dei comportamenti sessualizzati in frequenti occasioni, e non solo quando c’è un interessamento sessuale/sentimentale verso una specifica persona. Le loro idee od opinioni sono per altro fortemente suggestionabili da altri, in particolare da coloro ai quali attribuiscono una forte autorità (ibidem).

Tendono ad ‘utilizzare la seduttività per sentirsi potenti con le persone del genere sopravvalutato’ in modo da ‘proteggersi da sentimenti di debolezza, manchevolezza e paura, per sentirsi forte e trionfante’ (Lingiardi & McWilliams, 2017, pg 48). Questo accade poiché questo disturbo è presente in quelle culture in cui i ruoli di genere sono rigidi e gerarchizzati, tale che la sintomatologia è influenzata da fattori culturali: in occidente è più probabile che ci sia una manifestazione volta maggiormente alla teatralizzazione, mentre in culture più chiuse questa può essere più inibita (ibidem, 2017).

Il disturbo istrionico (isterico) di personalità, nel corso del tempo, è stato associato maggiormente al sesso femminile: essendo stati tradizionalmente gli uomini i detentori del potere nella società, la donna, solitamente associata a elementi di passività o sottomissione, cerca attraverso i suoi comportamenti sessualizzati di esercitare a sua volta un controllo sulla relazione. La donna dunque utilizzerebbe il potere della femminilità per avere accesso alla forza ‘maschile’. Tutto questo, in realtà, tende a ristabilire un’autostima che è inconsapevolmente carente e a ricercare sentimenti di sicurezza e accettazione (una situazione di tipo isterogena può essere quella in cui genitori avrebbero preferito un figlio maschio a una figlia femmina o quando si usano frasi del tipo ‘lanci come una ragazzina’ nei confronti dei maschi, a riprova del fatto che il sesso femminile sia considerato come più debole) (McWilliams, 1994). L’ansia relativa all’adeguatezza del proprio ruolo sessuale, può generare dunque un comportamento di tipo isterico-istrionico: si è visto come ci sono condizioni in cui le personalità isteriche presentino una risposta galvanica maggiore quando sentono il bisogno di ridurre l’ansia per un ruolo di genere sentito come inadeguato. Mostrano infatti un’alta sensibilità a giudizi sfavorevoli pronunciati da chi in date situazioni ritengono l’autorità, rispondendo con eccitazione emotiva e cambiamenti nel comportamento volti ad aumentare un bisogno inconscio di rassicurazione (Jordan & Kempler, 1970).

I tratti apparentemente narcisistici della personalità istrionica, caratterizzati da una competizione con gli altri usata per avere accettazione, è limitata all’ambito della sessualità e del genere: non sono infatti in grado di instaurare legami stabili al di fuori di queste aree. Ovviamente queste questioni circa il genere possono creare problemi nel corso della terapia: psicoterapeuti del genere sopravvalutato si sentiranno gratificati, mentre quelli del genere sottovalutato si sentiranno sminuiti (Lingiardi & McWilliams, 2017).

L’isteria da conversione

Inizialmente l’istrionismo era associato all’isteria da conversione: quest’ultima è definibile come un disturbo in cui, nonostante l’assenza di lesioni strutturali, si manifestano problematiche fisiche che coinvolgono sistemi d’organo. Tali reazioni di conversione sono viste come vere e proprie disfunzioni sensoriali e motorie, che vengono risolte una volta emerso il conflitto emozionale inconscio che questo cela: reazioni tipiche possono essere mal di testa, paresi, tremori, anestesie, cecità e, mentre le reazioni di conversione possono verificarsi anche in uomini, la personalità isterica non era attribuita al sesso maschile (Blinder, 1966).

Istrionismo maschile

Nel tempo, la femminilizzazione dei sintomi isterico-istrionici ha portato a una genderizzazione dell’isteria, in modo che questa fosse riscontrabile in misura minore negli uomini (Lubbe, 2003).

Separando la personalità isterico-istrionica dall’isteria da conversione, si osservò come i tratti istrionici fossero riscontrabili anche nel sesso maschile: si ritenne infatti che una personalità isterica maschile potesse essere riscontrata anche negli uomini che avevano comportamenti sovrapponibili ai tratti istrionici femminili, quelli che mostravano atteggiamenti femminei di sottomessa seduttività. Alcuni autori però affermarono come non fossero tanto i caratteri femminili a dover essere riscontrati in un maschio isterico-istrionico, quanto un comportamento da Don Giovanni che, difendendosi da un senso di inadeguatezza maschile, sente il bisogno conquistare e ingannare attraverso un comportamento provocatorio (Luisada, Peele, Pittard, 1974).

Messaggio pubblicitario Questo potrebbe essere confermato da uno studio che ha notato come gli uomini dai tratti istrionici siano preoccupati di apparire attraenti e seducenti tanto da considerarsi dei grandi amanti. La loro preoccupazione maggiore sarebbe infatti quella di creare orgasmi nel partner, guardando alla soddisfazione femminile come un riflesso della propria capacità sessuale e aumentare così la sua autostima. Allo stesso tempo, minimizzerebbero le disfunzioni sessuali e presenterebbero un volume testicolare più elevato e una maggiore presenza di desiderio sessuale (Bandini et al., 2009).

Mentre la seduttività, la capricciosità, la promiscuità o la sessualizzazione erano considerati come tratti dell’isteria femminile, nel maschio venivano visti all’interno della cornice normativa di una cripto-perversione. Tale genderizzazione dell’istrionismo, ha fatto sì che l’enfatizzazione della mascolinità non fosse dunque messa al pari di quella femminile (Lubbe, 2003), supportata dal fatto che fosse maggiormente riscontrabile in donne poiché queste erano considerate più emotive degli uomini: in realtà si osservò poi come l’emotività fosse equilibrata tra i sessi, a variare sarebbe piuttosto l’espressione emozionale (Rabins & Slavney, 1979).

L’isterico-istrionico potrebbe rappresentare un’espressione della condizione umana che può essere compresa solo prendendo in esame il contesto nella quale è emersa. L’istrionismo nel maschio, quando riconosciuto, era letto attraverso le caratteristiche femminili che questi uomini mostravano, poiché le caratteristiche maschili della personalità istrionica erano tipicamente femminili, tanto da riscontrarne la presenza in uomini solo nel caso in cui fossero omosessuali dagli atteggiamenti femminei. Lindberg e Lindegard (1963) videro come l’incidenza di istrionismo negli uomini adulti fosse molto bassa, probabilmente perché gli atteggiamenti di eccitabilità, egocentrismo e manipolabilità del disturbo andrebbero a far sentire minacciato il terapeuta, sottoponendolo a un bias diagnostico dovuto al senso di disagio che l’inappropriatezza di queste caratteristiche causerebbe nel suo ruolo di genere (Silvers, 2017).

Lacan (1982), facendo riferimento al caso freudiano di Dora, disse che quella paziente altro non faceva che chiedersi cosa volesse dire essere donna: ‘la posizione isterica’ indicherebbe, quindi, l’insicurezza circa l’essere donna o uomo oppure l’accettazione della posizione di donna che si scontra contro la sua voglia di reagire alla sua condizione di oppressa (Richardson, 2004). È la sensazione che la propria identità sessuale sia problematica a poter scatenare una personalità istrionica (McWilliams, 1994): questa sensazione potrebbe dunque minare all’immagine collettiva che ad esempio si crea della mascolinità, basata sull’essere atletici, forti, eterosessuali e sessualmente attivi (Munsch & Gruys, 2018).

È stato osservato come anche il bodybuilder possa conservare in sé dei lati che potrebbero farlo rientrare in un tipo di isteria maschile. Poiché la personalità istrionica è sostanzialmente un problema di identità di genere (dualismo potenza-maschile/debolezza-femminile), la maggior parte dei bodybuilder dicono di aver iniziato a costruire il proprio corpo perché si consideravano deboli o non sufficientemente virili. Crearsi, dunque, un corpo che abbia un’ottima performance visiva di mascolinità, permetterebbe di fare di sé stesso un soggetto potente, esercitando una forza illusoria. Inconsapevolmente il bodybuilder occupa la posizione femminile all’interno di una società fallocentrica e, come la donna, ha problemi ad accettare la sua posizione di genere in una cultura patriarcale, iniziando una lotta per rivedere la performance del suo genere (Richardson, 2004).

Possiamo riscontrare, dunque, un’operazione di sincerità finalizzata alla ricerca di approvazione e al riconoscimento del proprio genere – atto presente allo stesso modo nelle donne – (Silvers, 2017), tale che attività ultra-maschili possono avere una base nell’isteria (Lubbe, 2003).

 

Consigliato dalla redazione

Disturbo istrionico e schizoide: effetti delle emozioni sull'attività cerebrale

Istrionici e schizoidi: l’effetto delle emozioni su parametri neurofisiologici

E' stato indagato in che modo le diverse emozioni influenzano l’attività cerebrale nei pazienti con disturbo istrionico e disturbo schizoide di personalità

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2013). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. DSM-5. Trad. it. Milano: Raffaello Cortina, 2014.
  • Bandini, E., Corona, G., Ricca, V., Fisher, A. D., Lotti, F., Sforza, A., et al. (2009). Hysterical traits are not from the uterus but from the testis: a study in men with sexual dysfunction. The Journal of Sexual Medicine, 6, 2321–2331.
  • Blinder, M. G. (1966). The Hysterical Personality. Psychiatry, 29, 227-235.
  • Jordan, B. T., & Kempler, B. (1970). Hysterical personality: An experimental investigation of sex-role conflict. Journal of Abnormal Psychology, 75, 172–176.
  • Lingiardi, V., & McWilliams, N. (2017). Manuale Diagnostico Psicodinamico. PDM-2. Trad. it. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2020.
  • Lubbe T. (2003). Diagnosing a male hysteric: Don Juan-type. The International Journal of Psycho-Analysis, 84, 1043–1059.
  • Luisada, P. V., Peele, R., & Pittard, E. A. (1974). The hysterical personality in men. The American Journal of Psychiatry, 131, 518–522.
  • McWilliams, N. (1994). La diagnosi psicoanalitica. Trad. it. Roma: Casa Editrice Astrolabio, 1999.
  • Munsch, C. L., & Gruys, K. (2018). What Threatens, Defines: Tracing the Symbolic Boundaries of Contemporary Masculinity. Sex Roles, 79, 375–392.
  • Rabins, P. V., & Slavney, P. R. (1979). Hysterical traits and variability of mood in normal men. Psychological medicine, 9, 301–304.
  • Richardson, N. (2004). The queer activity of extreme male bodybuilding: gender dissidence, auto‐eroticism and hysteria. Social Semiotics, 14, 49-65.
  • Silvers, D. L., (2017). Male Hysteria: Imagining a Case Through the Lens of Contextual and Clinical Change. Psychoanalytic Inquiry, 37, 112-125.
State of Mind © 2011-2022 Riproduzione riservata.

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Messaggio pubblicitario