EFT-NOVEMBRE-2022

Il disturbo da stress post traumatico correlato al parto (CB-PTSD) è un problema di salute globale. Ancora poco conosciuto, quanto ne sanno i paesi europei?

Le donne che vivono l’esperienza del parto come traumatica possono sviluppare la sindrome da stress post traumatico correlato al parto, il CB-PTSD

ID Articolo: 190565 - Pubblicato il: 03 febbraio 2022
Il disturbo da stress post traumatico correlato al parto (CB-PTSD) è un problema di salute globale. Ancora poco conosciuto, quanto ne sanno i paesi europei?
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Lo studio indaga politiche, servizi e offerta formativa per le donne che hanno vissuto un’esperienza di parto traumatico. Da una recente review, infatti, è emerso che il 4% delle donne nella popolazione generale sviluppa un disordine da stress post traumatico legato al parto

 

Introduzione

Messaggio pubblicitario MASTER DSA La salute mentale perinatale fa riferimento al periodo di tempo che va dalla gravidanza a un anno dopo il parto. I cambiamenti fisiologici ed emotivi della gravidanza, del parto e della cura di un neonato rendono il periodo perinatale un momento di grande vulnerabilità per madri e padri.

Un elemento chiave alla base del disagio psicologico della donna in questo delicato periodo è rappresentato da un’esperienza di parto traumatico.

Le donne che vivono l’esperienza del parto come traumatica possono sviluppare la sindrome da stress post traumatico correlato al parto (childbirth- related post-traumatic stress disorders, CB-PTSD).

Da una recente review e meta-analisi è emerso che il 4% delle donne nella popolazione generale sviluppa un disordine da stress post traumatico legato al parto (CB-PTSD) e fino al 19% delle donne con fattori di rischio per disagio psicologico (storia precedente di malattia mentale, disturbo da stress post-traumatico, parto prematuro, aborto neonatale).

Tra i fattori di rischio per lo sviluppo del CB-PTSD c’è la mancanza o la scarsa relazione con gli operatori sanitari. Le donne sperimentano abbandono, paura, insicurezza, impotenza.

Tuttavia c’è molta difficoltà nel riconoscere questa sindrome, o meglio, ancora poca consuetudine a rilevarla da parte degli operatori della nascita.

Emerge la necessità di formare gli operatori sanitari su questa problematica per individuarla e contenerla, formulare politiche di prevenzione, cura e trattamento del CB-PTSD.

Parto traumatico – Lo studio

L’obiettivo dello studio di Gill Thomson, Magali Quillet, Suzannah Stuijfzand e Antje Horsch, dal titolo COST After birth Consortium. Policy, service, and training provision for women following a traumatic birth: an international knowledge mapping exercise e pubblicato su BMC Health Services Research (Thomson, Quillet, Stuijfzand, Antje Horsch, 2021) è quello di indagare le politiche, i servizi e l’offerta formativa per le donne a seguito di un parto traumatico nei diversi paesi europei.

Lo studio è stato inserito nell’ambito della COST Action ‘Salute mentale perinatale e trauma correlato alla nascita: massimizzare le migliori pratiche e i risultati ottimali’. La Cost Action CA18211 è un network finanziato dall’UE, di oltre 160 ricercatori e medici specializzati in salute perinatale, provenienti da 33 paesi europei. Il progetto è stato lanciato nell’ottobre 2019, con lo scopo di produrre, consolidare e diffondere evidenze per prevenire, ridurre e risolvere i traumi psicologici legati alla nascita.

Messaggio pubblicitario Sono stati coinvolti 20 rappresentanti della COST Action ed è stato disegnato il progetto di studio. Si è deciso di iniziare con l’analisi delle politiche e dei servizi a disposizione dell’utenza attualmente esistenti (dati epidemiologici, studio di politiche nazionali, linee guida in uso, buone pratiche) e con l’indagine riguardo alla formazione degli operatori sanitari del percorso nascita.

I dati sono stati raccolti nel periodo di tempo che va da marzo 2020 a febbraio 2021.

Parto traumatico – Risultati

Dei 23 paesi europei che originariamente avevano accettato di partecipare, 18 hanno completato lo studio e questi sono: Belgio, Cipro, Inghilterra, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Islanda, Paesi Bassi, Irlanda del Nord, Polonia, Portogallo, Irlanda, Scozia, Serbia, Spagna, Svizzera e Turchia.

Solo un paese, i Paesi Bassi, ha politiche nazionali e linee guida riguardanti lo screening, il trattamento e la prevenzione di un’esperienza traumatica di nascita CB-PTSD.

Quasi tutti i paesi, ad eccezione di Cipro e della Turchia, offrono una sorta di assistenza al CB-PTSD; 6 paesi (33%) sono in grado di fornire formalmente il servizio; il 78% lo fa in modo informale. L’89% riferisce di poter indirizzare l’utenza a servizi specialistici per la salute mentale perinatale.

I servizi, quando istituzionalizzati, sono pubblici ed erogati negli ospedali; tendono ad essere offerti dalle ostetriche, anche se ci sono percorsi indubbiamente multidisciplinari. In sette paesi (39%) la conoscenza di queste tematiche fa parte della formazione di base degli operatori della nascita, tuttavia si tratta di una formazione superficiale. Non sono previsti corsi di aggiornamento obbligatori.

Conclusioni

Dallo studio dei 18 paesi in esame è emerso che sostanzialmente mancano linee guida nazionali sulla prevenzione, cura e trattamento dell’esperienza di parto traumatico; non sono garantiti servizi uniformi, in grado di prendere in cura la puerpera e, allo stesso tempo, non è presente una formazione adeguata dei professionisti.

Tuttavia, la salute mentale perinatale rappresenta un problema di salute pubblica a causa dell’impatto che ha, a breve e lungo termine, su donne, neonati e famiglie.

Infatti il riconoscimento e la presa in carico di un disagio o di un disturbo psicopatologico nella madre o nel padre sono importanti sia per il singolo, sia per gli effetti che ha sullo sviluppo del bambino e sul nucleo familiare.

Ulteriori studi sono necessari per identificare percorsi standardizzati e basati sulla medicina dell’evidenza, questo studio rappresenta un tentativo di identificare le lacune e gli ambiti di miglioramento a livello europeo.

 

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