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Razionalità. Una bussola per orientarsi nel mondo (2021) di Steven Pinker – Recensione

'Razionalità' confronta scelte razionali e intuitive in base ai più grandi studi di psicologia della decisione indagando le cause dell'irragionevolezza

Di Mariapia Ghedina

Pubblicato il 20 Gen. 2022

L’autore Steven Pinker, in Razionalità. Una bussola per orientarsi nel mondo, scrivendo di ragione e irrazionalità, spiega con chiarezza e rigore quanto sia importante nella quotidianità compiere scelte razionali.

 

Che cosa è la razionalità? In realtà nessuna definizione può stabilirne esattamente il significato, come avviene per la maggior parte dei vocaboli d’uso comune. I dizionari definiscono razionale colui che è “dotato di ragione”; si tratterebbe fondamentalmente della «capacità di usare la conoscenza per raggiungere obiettivi». A sua volta, la definizione di «conoscenza» consiste in una «credenza vera giustificata».

Non si definisce razionale infatti chi agisce sulla base di credenze ingiustificate, come ad esempio cercare il portafogli dove si sa che non può essere, e neppure sulla base di convinzioni irrealistiche che derivano, ad esempio, dall’utilizzo di sostanze psicoattive anziché da una visione oggettiva.

Nel testo le scelte razionali vengono confrontate con quelle intuitive sulla base dei più grandi studi di psicologia della decisione, indagando le cause della ragione e dell’irragionevolezza.

Le credenze dovrebbero quindi innanzitutto essere coerenti con la realtà, dovrebbero poi servire per perseguire un obiettivo implementando le azioni necessarie. Tutto ciò può essere fatto basandosi su ogni conoscenza relativa alle circostanze.

Le capacità di ragionamento, ossia la razionalità, vengono però incrinate dai pregiudizi perché la mente tende a prendere delle scorciatoie giudicando a priori. In generale, ciò che si crede, ossia tutto ciò che riguarda le proprie convinzioni, determina le scelte che verranno intraprese, comprese quelle più rischiose. Qualsiasi tipo di prova che alteri la propria fiducia connessa a un risultato modificherà quindi la sua probabilità nonché le azioni adottate.

Ecco il motivo per cui di fronte a svariati dilemmi le persone falliscono restando ancorate ai propri pregiudizi: è evidente come i limiti del cervello ci facciano intraprendere percorsi che ci allontanano dalla razionalità. È possibile tuttavia sforzarsi di scegliere i percorsi della mente, ossia di ragionare in modo da ottenere così conseguenze migliori. Tramite alcuni studi è stato infatti dimostrato che le persone che s’impegnano maggiormente in un ragionamento approfondito, non solo commetteno meno errori, ma hanno di conseguenza anche meno guai nella vita rispetto al resto della popolazione.

L’autore spiega infatti che se le persone di fronte a una scelta ragionano sulle probabilità connesse all’esito, riescono a commettere meno errori.

La razionalità correla solo in parte con l’intelligenza, e nello specifico con l’intelligenza grezza, ma intelligenza non è sinonimo di razionalità. Occorre in particolare anche avere la padronanza di altri strumenti cognitivi quali la probabilità matematica e la logica formale, nonché l’apertura mentale e la riflessività.

L’autore valorizza così le abilità decisionali degli esseri umani, rifiutando l’idea che siamo esseri irrazionali, bensì basandosi sul fatto che sarebbe proprio la razionalità a distinguerci dalle altre specie.

In conclusione, Pinker dimostra quanto sia importante essere razionali, sia perché questo atteggiamento ci induce a compiere scelte più vantaggiose per la nostra vita privata e pubblica, sia perché rappresenta il motore del progresso morale e della giustizia sociale.

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Pinker, S. (2021). Razionalità. Una bussola per orientarsi nel mondo. Mondadori.
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