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Le origini della creatività (2018) di Edward O. Wilson – Recensione del libro

Il saggio illustra l’importanza che la creatività ha avuto nell’evoluzione umana e l’interrelazione esistente tra il sapere umanistico e quello scientifico. 

ID Articolo: 185820 - Pubblicato il: 09 giugno 2021
Le origini della creatività (2018) di Edward O. Wilson – Recensione del libro
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The Origin of Creativity  pubblicato in Italia da Raffallo Cortina per la prima volta nel 2017, nella traduzione curata da Allegra Panini, è un saggio  di Edward O. Wilson, professore di biologia presso la Harvard University, fondatore della sociobiologia e vincitore di due premi Pulizer.

 

Messaggio pubblicitario  Quest’opera di Wilson, che giunge dopo la pubblicazione di La conquista sociale della Terra (2013) e Lettere a un giovane scienziato (2013), si sviluppa intorno al concetto che

La creatività è il carattere distintivo della nostra specie ed ha come fine ultimo la comprensione di noi stessi.

Le definizioni di creatività si sono succedute nel tempo, nel 1929 il matematico francese Hanri Poincarè affermava che:

creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili

Un concetto assai simile a quello espresso da Steve Jobs che ha detto:

la creatività è mettere in connessione le cose.

Secondo Wilson:

la creatività è la ricerca innata dell’originalità. La sua forza trainante è l’amore istintivo che il genere umano prova per la novità.

Il saggio illustra l’importanza che la creatività ha avuto nell’evoluzione umana e l’interrelazione esistente tra il sapere umanistico e quello scientifico.

L’esposizione di Wilson non è, data la natura dell’opera, di tipo narrativo ma risulta chiara e di facile comprensione. L’autore, grande naturalista, partendo dalle origini dell’uomo ripercorre la sua evoluzione sia in senso biologico che culturale. Mostra come il sapere umanistico e il sapere scientifico trovano fondamento nell’istinto creativo dell’uomo. Wilson ritiene che l’uomo abbia potuto sviluppare il linguaggio grazie alla creatività e che quest’invenzione abbia determinato lo sviluppo delle discipline umanistiche. La creatività è, del resto, fondamentale anche per la nascita e la progressione della scienza. Non può esistere alcuna intuizione scientifica in assenza di creatività. Secondo Wilson le discipline scientifiche e quelle umanistiche condividono

l’origine e i processi cerebrali creativi. Possono dunque essere affiancate l’un l’altra e fuse in ampia misura.

Per l’autore:

i due grandi rami della conoscenza l’ambito scientifico e quello umanistico, sono complementari nel nostro esercizio della creatività. 

Messaggio pubblicitario  Il saggista inglese illustra, portando in esempio come è possibile descrivere e studiare l’isola Sala y Gomez, una piccola isola del Pacifico, ciò che permette di fare l’unione della creatività scientifica con quella umanistica. Nello stesso capitolo Wilson sottolinea come ogni fatto creativo può essere tale solo grazie alla presenza dell’uomo: che cosa si potrebbe dire dell’isola di Sala y Gomez se nessun essere umano l’avesse mai trovata? Per chiarire meglio questo concetto, Wilson, riporta un passo di Così parlò Zaratustra di Nietzsche in cui Zaratustra si rivolge al Sole:

Oh grande astro, che cosa sarebbe la tua felicità se tu non avessi coloro a cui risplendi? 

Wilson esplora le numerose esperienze creative dell’uomo che si sono succedute durante la sua evoluzione ed hanno trovato massima espressione nei periodi “illuministici” conducendo l’umanità dalle origini fino all’era dell’intelligenza artificiale. Oggi l’uomo si trova a fare i conti con diversi problemi dalla cui soluzione dipende la sua stessa sopravvivenza: il cambiamento climatico, il depauperamento degli ecosistemi, le diseguaglianze e le migrazioni. Il saggio di Edward O. Wilson indica la strada per la risoluzione dei problemi che oggi l’umanità deve fronteggiare: è necessario che si realizzi un nuovo illuminismo che permetta di fondere le discipline umanistiche con quelle scientifiche attraverso la creatività:

I due grandi rami della conoscenza condividono le stesse radici dell’impresa innovativa. Le discipline scientifiche si occupano di tutto ciò che può accadere nell’universo; le discipline umanistiche di tutto ciò che è concepibile nella mente umana.

Attingendo alle conoscenze combinate della nostra specie, ognuno di noi può andare ovunque nell’universo, catturare qualsiasi forza, raggiungere qualsiasi meta, cercare l’infinito nello spazio e nel tempo.

 

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