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Effetto dream-lag: gli eventi di vita riemergono nei sogni?

L’effetto dream-lag emerge specificatamente nei sogni che si verificano durante la fase di sonno REM, fondamentale per l’elaborazione dei ricordi emotivi.

ID Articolo: 186117 - Pubblicato il: 15 giugno 2021
Effetto dream-lag: gli eventi di vita riemergono nei sogni?
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È stato riscontrato che l’incorporazione dei dettagli degli eventi vissuti durante la veglia, nei sogni, è più alto nelle 2 notti successive all’evento e dopo 5-7 notti. Le incorporazioni più tardive, costituiscono il cosiddetto effetto dream-lag

 

Messaggio pubblicitario È stato riscontrato che l’incorporazione dei dettagli degli eventi vissuti durante la veglia, nei sogni, è più alto nelle 2 notti successive all’evento e dopo 5-7 notti (Blagrove, Henley-Einion, et al., 2011; T. A. Nielsen & Powell, 1989; Tore A. Nielsen et al., 2004).

Le incorporazioni più tardive, costituiscono il cosiddetto effetto dream-lag, ovvero l’insinuarsi delle esperienze di vita quotidiana nei sogni tra le 5 e le 7 notti dopo l’episodio, al fine di una migliore integrazione dei propri vissuti.

Effetto dream-lag e ricordi emotivi

Tale effetto è stato rilevato sia in studi basati su eventi quotidiani dei partecipanti, in contesti naturalistici (Blagrove, Fouquet, et al., 2011; Tore A. Nielsen et al., 2004), che in situazioni ricreate ad hoc con stimoli standardizzati, come la visione di una videocassetta emotivamente attivante (Powell et al., 1995).

L’effetto dream-lag emerge specificatamente nei sogni che si verificano durante la fase di sonno REM, fondamentale per l’elaborazione dei ricordi emotivi.

In queste circostanze, avviene un processo di circa 7 giorni di consolidamento della memoria (Blagrove, Fouquet, et al., 2011), che riflette un trasferimento graduale di nuove rappresentazioni dall’ippocampo e la loro integrazione nella neocorteccia (Nielsen & Stenstrom, 2005).

Inoltre, questo processo dipendente dal sonno (Stickgold & Walker, 2013), avviene in modo differente in base all’importanza dei ricordi, del coinvolgimento emotivo individuale e della rilevanza per il futuro.

Secondo la letteratura, le esperienze di vita che contribuiscono all’effetto dream-lag durante il sonno REM sono principalmente gli eventi personalmente significativi e non le attività quotidiane o le preoccupazioni individuali (van Rijn et al., 2015).

Effetto dream-lag ed eventi significativi: lo studio

Per verificare il grado di incorporazione degli eventi di vita nei sogni, diversi studi hanno utilizzato un diario giornaliero, nel quale i partecipanti segnalavano la corrispondenza tra episodi quotidiani e contenuti emergenti nei sogni. Tra gli studi più recenti, Eichenlaub e colleghi (2019) hanno testato se l’effetto dream-lag si verificasse per eventi percepiti come personalmente significativi, ed in particolare solo nei partecipanti che riportavano un numero basso di incorporazioni (o inferiore alla mediana del gruppo di appartenenza).

I 38 partecipanti selezionati, dovevano riferire di ricordare abitualmente i sogni, dormire almeno 7 ore a notte e non assumere droghe o eccessivo alcol. I soggetti hanno compilato per 14 giorni consecutivi un diario, registrando dettagliatamente sia i sogni che gli eventi quotidiani e l’emozione associata ad entrambi, valutandone l’intensità. Inoltre, è stata fornita loro una psicoeducazione accurata, per identificare al meglio la corrispondenza tra sogni ed eventi di vita quotidiana.

Questi ultimi, sono stati riportati in tre categorie rilevanti. Mentre le principali attività quotidiane occupavano la maggior parte del tempo, (come andare al lavoro o all’università, mangiare e fare la spesa), gli eventi personalmente significativi rimandavano a situazioni emotivamente salienti o importanti. Le principali preoccupazioni, includevano pensieri che, pur non occupando gran parte della giornata, avevano comunque una rilevanza tale da essere influenti per i soggetti (come problemi di denaro o stress da esame).

Messaggio pubblicitario Come ipotizzato, l’effetto dream-lag, è stato riscontrato esclusivamente per le esperienze personalmente significative e solo nel gruppo che esperiva poche incorporazioni giornaliere. In particolare, le incorporazioni ritardate degli eventi di vita nei sogni erano emerse 5-7 giorni dopo l’avvenimento (Blagrove, Henley-Einion, et al., 2011; van Rijn et al., 2015), mentre dopo i 12 giorni, gli eventi riaffioravano in maniera significativamente ridotta.

Probabilmente, le principali attività quotidiane e le principali preoccupazioni, non sono emerse ad effetto ritardato nei sogni poiché, a differenza delle esperienze personalmente significative, queste non sono esattamente localizzabili temporalmente o abbastanza salienti.

Inoltre, sembrerebbe che il riemergere degli eventi durante la fase REM per consentire il consolidamento della memoria, riguardi solamente le esperienze personalmente significative.

Nonostante i resoconti dei sogni siano stati raccolti in ambiente domestico, quindi in assenza di controllo della fase del sonno al risveglio, è possibile ipotizzare che i soggetti si trovassero proprio nella fase di sonno REM mentre esperivano l’effetto dream-lag, poiché questa tende ad emergere nelle ultime ore della notte.

Sebbene i risultati attuali evidenziano l’effetto dream-lag, la ricerca futura dovrà esplorare la variabilità intersoggettiva nella tendenza ad identificare connessioni tra la vita quotidiana e i resoconti dei sogni. Inoltre, è necessario esaminare se il ritardo delle incorporazioni nei sogni rappresenti la riattivazione e il consolidamento effettivo della memoria (Wang & Morris, 2010).

 

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Bibliografia

  • Blagrove, M., Fouquet, N. C., Henley-Einion, J. A., Pace-Schott, E. F., Davies, A. C., Neuschaffer, J. L., & Turnbull, O. H. (2011). Assessing the dream-lag effect for REM and NREM stage 2 dreams. PLoS ONE, 6(10). https://doi.org/10.1371/journal.pone.0026708
  • Blagrove, M., Henley-Einion, J., Barnett, A., Edwards, D., & Heidi Seage, C. (2011). A replication of the 5-7day dream-lag effect with comparison of dreams to future events as control for baseline matching. Consciousness and Cognition, 20(2). https://doi.org/10.1016/j.concog.2010.07.006
  • Eichenlaub, J. B., van Rijn, E., Phelan, M., Ryder, L., Gaskell, M. G., Lewis, P. A., P. Walker, M., & Blagrove, M. (2019). The nature of delayed dream incorporation (‘dream-lag effect’): Personally significant events persist, but not major daily activities or concerns. Journal of Sleep Research, 28(1). https://doi.org/10.1111/jsr.12697
  • Nielsen, T. A., & Powell, R. A. (1989). The “dream-lag” effect: a 6-day temporal delay in dream content incorporation. Psychiatric Journal of the University of Ottawa : Revue de Psychiatrie de l”Universite d”Ottawa, 14(4).
  • Nielsen, Tore A., Kuiken, D., Alain, G., Stenstrom, P., & Powell, R. A. (2004). Immediate and delayed incorporations of events into dreams: Further replication and implications for dream function. Journal of Sleep Research, 13(4). https://doi.org/10.1111/j.1365-2869.2004.00421.x
  • Nielsen, Tore A., & Stenstrom, P. (2005). What are the memory sources of dreaming? In Nature (Vol. 437, Issue 7063). https://doi.org/10.1038/nature04288
  • Powell, R. A., Cheung, J. S., Nielsen, T. A., & Cervenka, T. M. (1995). Temporal delays in incorporation of events into dreams. Perceptual and Motor Skills, 81(1). https://doi.org/10.2466/pms.1995.81.1.95
  • Stickgold, R., & Walker, M. P. (2013). Sleep-dependent memory triage: Evolving generalization through selective processing. In Nature Neuroscience (Vol. 16, Issue 2). https://doi.org/10.1038/nn.3303
  • van Rijn, E., Eichenlaub, J. B., Lewis, P. A., Walker, M. P., Gaskell, M. G., Malinowski, J. E., & Blagrove, M. (2015). The dream-lag effect: Selective processing of personally significant events during Rapid Eye Movement sleep, but not during Slow Wave Sleep. Neurobiology of Learning and Memory, 122. https://doi.org/10.1016/j.nlm.2015.01.009
  • Wang, S. H., & Morris, R. G. M. (2010). Hippocampal-neocortical interactions in memory formation, consolidation, and reconsolidation. Annual Review of Psychology, 61. https://doi.org/10.1146/annurev.psych.093008.100523
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