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EI e ToM: intelligenza emotiva e teoria della mente

Una recente ricerca ha indagato la relazione tra Eyes Test, utilizzato per l'analisi della Teoria della Mente, e intelligenza emozionale (EI)

ID Articolo: 184498 - Pubblicato il: 03 maggio 2021
EI e ToM: intelligenza emotiva e teoria della mente
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La teoria della mente (ToM) è la capacità di un soggetto di riconoscere il pensiero o le emozioni altrui per prevedere un possibile comportamento (Chakrabart & Baron-Cohen, 2013).

 

Messaggio pubblicitario Deficit di questa capacità sono stati osservati in diversi disturbi, come l’ansia sociale, l’autismo, il bipolarismo o la depressione (Baron-Cohen & Bowen, 2015; Mitchell & Young, 2016; Washburn et al., 2016). La teoria della mente viene analizzata con diverse misurazioni: Strange Stories Task (Happé, 1994) e Faux Pas Task (Stone, Baron-Cohen & Knight, 1998) sono strumenti utilizzati per misurare le ragioni esplicitate dai soggetti in modo verbale, mentre il test di “lettura della mente negli occhi” (Eyes Test: Férnandez-Abascal et al., 2013; Baron-Cohen et al., 2001) è utilizzato per svolgere un’analisi sociale implicita. Nello specifico, l’Eyes Test è stato utilizzato per misurare la teoria della mente (ToM) o l’abilità di riconoscere i pensieri e le emozioni degli altri grazie a 36 domande che permettono di indicare quale emozione corrisponde meglio allo stato mentale visualizzato da diverse immagini oculari. Gli studi precedenti hanno analizzato la relazione tra l’abilità di percepire le emozioni e la ToM, senza comprendere la complessa connessione tra queste ultime (Megias-Robles et al., 2020).

L’intelligenza emotiva (EI) è un’abilità composta da quattro fasi: 1) percezione, 2) facilitazione, 3) comprensione e 4) gestione delle emozioni. Nello specifico, l’intelligenza emotiva è definita come “la capacità di percepire con precisione, valutare ed esprimere emozioni; la capacità di accedere e/o generare sentimenti quando essi facilitano il pensiero; l’abilità di comprendere le emozioni e la conoscenza emotiva, la capacità di regolazione per promuovere una propria crescita emotiva e intellettuale” (Mayer & Salovey, 1997, p. 10). L’intelligenza emotiva Mayer-Salovey-Caruso Test (MSCEIT; Mayer & Salovey, 1997) è lo strumento principale utilizzato per valutare questo modello gerarchico. Questo strumento misura l’IE in modo oggettivo attraverso la risoluzione di problemi emotivi con risposte errate. Sebbene MSCEIT abbia mostrato buone proprietà psicometriche e sia lo strumento più utilizzato per valutare la capacità dell’IE attraverso misure di performance, è importante notare che è non esente da alcune limitazioni (Olderbak et al., 2019; Fiori et al., 2014; Maul, 2012). Ad esempio, Fiori e colleghi (2014) hanno suggerito come questo test potrebbe essere più adatto ai partecipanti con carenze nell’IE, in quanto non è in grado di distinguere correttamente tra individui con punteggi EI elevati (Olderbak et al., 2019). A seguito di precedenti suggerimenti sulla base di ricerche che utilizzano il Test Eyes (Fernández-Berrocal et al., 2017; Warrier, 2018; Olderbak et al., 2015), alcuni autori suggeriscono come questo test possa essere associato a capacità emotive più complesse (Megias-Robles et al., 2020).

Messaggio pubblicitario Megias-Robles e colleghi (2020) hanno svolto una ricerca per analizzare la relazione tra Eyes Test e intelligenza emozionale (EI). I due test sono stati somministrati ad un campione composto da 874 partecipanti spagnoli. Nello specifico, sono stati reclutati 182 uomini e 692 donne. Il campione è stato reclutato tramite pubblicità all’interno di varie università, social network e piattaforme online (Megias-Robles et al., 2020). I risultati dello studio indicano come, nell’analisi delle differenze di genere, le donne hanno ottenuto in media punteggi significativamente più alti rispetto agli uomini sul totale MSCEIT. La correlazione di Pearson ha rilevato come il MSCEIT è correlato positivamente con le prestazioni sull’attività dell’Eyes Test. In conclusione, sembra che l’Eyes Test possa essere utilizzato per misurare la ToM per valutare la comprensione degli stati mentali (Megias-Robles et al., 2020). Sebbene questo studio contribuisca a far luce sul dibattito tra Eyes Test e il suo rapporto con le capacità dell’IE, in futuro dovrebbero essere condotti degli studi per rafforzare tali conclusioni, utilizzando delle metodologie causali e degli strumenti di misurazione aggiuntivi dell’IE (Megias-Robles et al., 2020).

 

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