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Crescere. Teoria e pratica della psicosintesi (2020) di Pietro Ferrucci – Recensione del libro

La psicosintesi si basa su una visione comprensiva dell’uomo. Affronta gli aspetti essenziali dell’esistenza umana. Evoca l’interezza.

ID Articolo: 178518 - Pubblicato il: 26 ottobre 2020
Crescere. Teoria e pratica della psicosintesi (2020) di Pietro Ferrucci – Recensione del libro
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In noi coesistono diverse subpersonalità, possiamo essere genitori, lavoratori, sportivi, amici, guardare agli altri, al mondo e a noi stessi in modo diverso. La psicosintesi favorisce livelli di coscienza superiori, per far sì che non ci imprigioni, ma utilizzarla in modo flessibile nei suoi aspetti funzionali, affrontando un processo di disidentificazione.

 

Messaggio pubblicitario Crescere è un volume in cui sono illustrati i principi della psicosintesi sviluppata da Roberto Assagioli. L’autore Pietro Ferrucci, suo allievo, ne traccia gli aspetti fondamentali utilizzando una strutturazione che si articola in tre parti: definizione teorica del modello e dei concetti principali, illustrazione degli esercizi che sono utilizzati nel lavoro terapeutico ed esemplificazioni cliniche.

La psicosintesi si basa su una visione comprensiva dell’uomo. Affronta gli aspetti essenziali dell’esistenza umana. Evoca l’interezza per salire ad un livello superiore d’integrazione secondo una concezione pragmatica della psicologia che favorisce una pratica costante. Tuttavia, prende atto della complessità della condizione umana e non fornisce alcuna ricetta universale.

La psiche può essere rappresentata da una mappa dove sono presenti diversi spazi: l’inconscio inferiore, l’inconscio medio, il superconscio, inoltre è presente il campo della coscienza, l’io o sé personale, l’io o sé transpersonale e l’inconscio collettivo. Dall’inconscio inferiore, la parte più antica, all’inconscio superiore si esplica lo sviluppo evolutivo della persona. Tra i vari livelli vi è un’interazione continua e chi conosce tutti i livelli è il Sé. In una personalità integrata, il sé, mediante l’azione della volontà, è in grado di coordinare le varie funzioni dell’organismo psicofisico.

Siamo un miscuglio di elementi mutevoli e contrastanti, non siamo un’entità monolitica e immutabile. In noi coesistono diverse subpersonalità, possiamo essere genitori, lavoratori, sportivi, amici, guardare agli altri, al mondo e a noi stessi in modo diverso a seconda delle diverse subpersonalità. Proprio per conoscere ed esplorare queste subpersonalità sono presentati alcuni esercizi d’immaginazione. Favorire livelli di coscienza superiori significa per la psicosintesi avviare un processo di disidentificazione che consiste nel liberarsi dall’illusione della subpersonalità, non fargli assumere il pieno controllo, far sì che non ci imprigioni, ma utilizzarla in modo flessibile nei suoi aspetti funzionali, per ritornare al vero sé.

Il sé è la nostra essenza, il centro unificatore, l’unica parte di noi che rimane sempre uguale a sé stessa. Il sé è coscienza allo stato puro. La coscienza ha una sua funzione autonoma e volontaria, spesso prende la forma di ciò con cui viene in contatto (identificazione: sono contento e ho coscienza di esserlo), ma può staccarsi dai contenuti (disedintificazione: io non sono la mia emozione, il mio pensiero, ecc.) concependosi come priva di contenuti (autoidentificazione: io sono. Sono cosciente di essere pura possibilità).

Per disidentificarsi la psicosintesi propone di osservare sensazioni, emozioni, pensieri, senza giudicarli o cambiarli, senza interferire. Ritroviamo in questa impostazione delle similitudini marcate con approcci di terza onda del cognitivismo (defusione, mindfulness, detached mindfulness, training attentivo, accettazione, commitment e lavoro terapeutico).

Per Assagioli la nostra identità vera è il Sé spirituale o transpersonale che si manifesta attraverso il supercosciente che è la sorgente degli stati di illuminazione, creatività, intuizione, ecc. Queste esperienze transpersonali sono state chiamate in diverso modo anche da altri autori: religiose in una accezione ampia (James), oceaniche (Freud), numinose (Otto), peak experience (Jung) e di recente studiate con metodiche di neuroimmagine che rendono conto di fenomeni di espansione della coscienza.

Messaggio pubblicitario Di fondamentale importanza per la crescita a cui aspira ogni essere umano è la comprensione del significato della propria vita e dell’universo. La consapevolezza, però non è sufficiente, l’esercizio è necessario per conseguire una certa padronanza sui processi psichici e potenziare le funzioni mentali. Il metodo proposto è l’utilizzo dell’immaginazione con evocazioni tattili, olfattive, uditive, cinestetiche, del gusto.

Molti esercizi di visualizzazione immaginativa sono presentati nel volume.

Alcuni esempi illustrano concretamente il lavoro che va svolto per liberare livelli di coscienza superiore:

Immaginare un numero sulla lavagna e tenerlo fermo per un paio di minuti senza pensare ad altro, una penna che scrive lentamente il proprio nome; varie forme colorate (triangolo blu; cerchio giallo).

Altri esercizi prevedono di concentrarsi su un simbolo tra quelli presentati (la crisalide, la nave, il cielo, la quercia, il fiume, il fuoco, il  sole, il suono, la freccia , la fonte, il diamante, il ciclo del grano, la villa) e visualizzarlo il più vividamente possibile. Praticamente l’essenza del lavoro terapeutico si basa sul principio che immaginare una possibilità la rende più facile da realizzare.

Queste tecniche favoriscono, in sostanza, l’irrompere di un flusso straordinario di intuizioni, immagini, sensazioni e sentimenti di grande intensità e bellezza. Si entra in contatto con il superconscio. Come sia possibile e come si determini uno stato del genere, un Sé transpersonale, un Sé come puro essere, è tutto ancora da scoprire e l’autore si limita a evidenziare che le esperienze transpersonali sono un fatto documentato (un’appendice del libro La psicosintesi vista alla luce delle neuroscienze riporta i risultati di alcuni studi e ricerche che sembrerebbero validare i principi del modello) e potrebbero essere la manifestazione primordiale della prossima tappa della nostra evoluzione che ci spingerà verso una coscienza di ordine superiore.

Alcuni concetti che sono al centro della riflessione dell’autore mi sono particolarmente familiari perché ho avuto modo di trattarli in un volume curato con Roberto Lorenzini per Franco Angeli dal titolo Dal malessere al benessere dove si metteva in evidenza l’importanza, per migliorare il benessere personale e percepire una sensazione di pienezza esistenziale, della soddisfazione del bisogno di significato e di relazionalità correlati a una dimensione di trascendenza, consapevolezza e accettazione. Una visione eudemonica del well-being soggettivo che ha molte analogie con il percorso tracciato da Ferrucci.

Le quasi trecento pagine del volume Crescere illustrano in maniera chiara e con molte esemplificazioni i fondamenti della psicosintesi.

L’approccio non nasconde tra le righe un obiettivo che molti psicoterapeuti di diverse scuole hanno ben presente, quello di mettere a punto un modello integrato di psicoterapia, condiviso e validato scientificamente che non si avvalga di aggettivazioni.

Molte assonanze con concetti proposti da altri modelli sono presenti nel volume e lo stesso autore indica le influenze che hanno esercitato da una parte la psicoanalisi, dall’altra l’approccio umanistico e secondo noi anche un certo cognitivismo di ultima generazione sulla psicosintesi, ma la strada da percorrere per una eventuale integrazione è molto lunga, forse prima o poi arriveremo alla meta, anche se purtroppo noi non ci saremo.

 

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Bibliografia

  • Ferrucci, P. (2020). Crescere. Teoria e pratica della psicosintesi, Astrolabio, Roma.
  • Lorenzini, R., Scarinci, A. (2013). Dal malessere al benessere. Attraverso e oltre la psicoterapia, Franco Angeli, Roma.
  • Scarinci, A., Lorenzini, R. (2014). Il cognitivismo clinico e la questione dell’integrazione, Quaderni di psicoterapia cognitiva, 35, Vol. 21, n. 2, pp.85-100.
  • Scarinci, A., Lorenzini, R., Valenti, V., Formiconi, C. (2020). La questione dell’integrazione. In Scarinci, A. Lorenzini, R., Mezzaluna, C., Orientamenti in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Dalla formulazione del caso alla ricerca sull’efficacia, Franco Angeli, Roma.
  • Ruggiero, G.M., Caselli, G., Sassaroli, S. (2020). Lo sviluppo dell’integrazione in psicoterapia, Psicoterapia cognitiva e comportamentale, Vol. 26, n.2, pp.195-246.
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