Intelligenza artificiale, IoT e 5G

La sigla 5G indica la nuova tecnologia e gli standard di connessione dati di quinta generazione, cha andrà a sostituire quella attuale con diversi vantaggi

ID Articolo: 177197 - Pubblicato il: 07 settembre 2020
Intelligenza artificiale, IoT e 5G
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Le nuove tecnologie sono connotate da tre attori: l’intelligenza artificiale (IA), l’Internet of Things (IoT) e il 5G. Essi sono elementi fondanti che animano la platea sistemica del digitale.

 

Messaggio pubblicitario Sui collegamenti fra questi – IoT, 5G e IA – si concentra il presente contributo. Nel loro operare e nel loro apporto, essi possono essere visti senza soluzione di continuità, come si farà nell’analisi che segue.

L’Internet of Things (IoT) è il neologismo coniato per indicare oggetti reali connessi a internet. Oggetti che, collegati alla rete, consentono di unire il mondo reale a quello virtuale. ‘Cosa’/’oggetto’ stanno a significare molteplici categorie di apparecchiature – da semplici dispositivi a impianti e sistemi tecnologicamente sofisticati; dai materiali a macchinari e attrezzature per la produzione nei settori primario, del manifatturiero e terziario.

Il fatto che tutti questi oggetti siano/possano essere collegati in rete consente di realizzare una mappa intelligente del loro funzionamento, dalla gestione di un grande volume di informazioni (big data) alla produzione e trasmissione del risultato finale. E tali esercizi – sia sul piano degli input sia su quello del feedback – generano spillovers in termini di nuove forme di conoscenza (Bellini, 2020).

L’internet delle cose è l’esempio più immediato e più citato per illustrare le innovazioni che il 5G introdurrà nel quotidiano andando a mutare significativamente molti settori. Si sa, ogni ‘G’ ha condotto a rivoluzioni tecnologiche sempre più pervasive. Con la sigla 5G si indica la nuova tecnologia e gli standard di connessione dati di quinta generazione, cha andrà a sostituire quella attuale (lo standard di comunicazione attualmente usato negli smartphone, tablet, ecc.). Il 5G permetterà di raggiungere una connessione dati molto più rapida del 4G: quest’ultimo può raggiungere una velocità teorica di 150MBPS (velocità di connessione di rete), mentre il 5G potrà arrivare a una velocità di 1000 MBPS.

Inoltre, i tempi di latenza – quelli che trascorrono tra l’emissione e la ricezione di un comando – saranno pressoché azzerrati. IoT e 5G, ça va sans dire, possono essere interpretati come due beni complementari fra loro dalla portata fortemente innovativa e dotati di elevate sinergie (nel controllare droni, videocamere, robot, veicoli, ecc.), in quanto il primo ben si presta alla maggiore velocità, alla bassissima latenza e all’abbinamento quantità-qualità delle reti di nuova generazione.

Le più recenti stime valutano oltre 50 miliardi di prodotti che con l’introduzione del 5G potranno creare un network connesso in tempo reale. Da qui il cambiamento anche della terminologia in Internet of ‘many’ things (Barbera, 2019): smart city, smart agrifood, smart home, smart medical home, veicoli a guida autonoma, ecc. Così l’IoT non si limiterà al 5G per gli oggetti legati alla domotica (permetterà di controllare a distanza gli elettrodomestici, ad esempio), ma allargherà la sua prospettiva ai più vari contesti – fino ai sensori posti su di noi riguardanti il nostro stato di salute. La medicina digitale è un campo fortemente aperto ai sensori: la crescita di questi dispositivi è alimentata da vari fattori, come i costi sempre più ridotti e i miglioramenti della tecnologia, che hanno permesso di miniaturizzare le componenti elettroniche, rendendo i dispositivi leggeri e di dimensioni contenute così da poter essere indossati o integrati nell’abbigliamento. Ad esempio, per molti diabetici, misurare la glicemia più volte al giorno non sarà più necessario grazie a un cerotto digitale; chi lo usa può visualizzare il suo andamento glicemico in ogni momento della giornata direttamente dall’app istallata sul suo smartphone. Il diabetico può anche impostare degli avvisi in funzione delle proprie esigenze che lo aiuteranno a controllare i valori quando superano i limiti di sicurezza. Le statistiche e i grafici riportati sull’app possono essere condivisi in tempo reale e consentire al medico curante di monitorare la persona a distanza, personalizzando la terapia e adattandola alle specifiche esigenze. La condivisione immediata contribuirà significativamente al raggiungimento degli obiettivi clinici, consentendo un risparmio di energie e di tempo, riducendo gli spostamenti e favorendo una maggiore consapevolezza del paziente sempre più incline a gestire attivamente la propria salute.

La ‘sensorizzazione’ fa ormai parte della vita quotidiana di molte persone, soprattutto di utenti sani che confidano in una gestione della vita come fenomeno misurabile mediante strumenti specifici. Esemplare è lo sviluppo di un ampio movimento culturale, chiamato quantified self, il cui slogan è: ‘la conoscenza di sé attraverso i numeri’ (Collechia, 2018). Inoltre, l’invecchiamento della popolazione, che interessa molti paesi, porterà all’uso massiccio di apparecchiature mediche e di assistenza da remoto. Una popolazione connessa porterà tipicamente al problema della protezione dei dati personali e alla sua regolamentazione.

In particolare, sono dieci i settori che, secondo diversi studi, potrebbero avvalersi del 5G: oltre alla sanità, il manifatturiero (esempio, l’Industria 4.0), i servizi di pubblica utilità (public utilities), il trasporto pubblico, la sicurezza, i media e l’intrattenimento, il comparto automobilistico, i servizi finanziari, la rete commerciale, l’agricoltura. Riguardo a quest’ultima, grazie al ‘massive IoT’ abilitato dal 5G e all’eventuale utilizzo della blockchain, sarà possibile tenere sotto controllo le piantagioni monitorando capillarmente il grado di maturazione delle colture, ricorrere in maniera mirata e tempestiva agli antiparassitari, razionalizzare l’uso delle risorse, finanche migliorare la sicurezza alimentare tracciando in tempo reale i prodotti dalla loro coltivazione fino alla tavola.

Soffermandoci sul caso delle smartcities, il loro sviluppo beneficerà della connessione 5G in grado di sostenere sia i rilevatori per la raccolta e analisi in tempo reale delle informazioni, sia una grande quantità di dispositivi connessi con una minima latenza. Dispositivi intelligenti connessi si agganceranno a reti flessibili, con esternalità socio-economiche positive, quali l’alleggerimento del traffico, la progettazione di edifici intelligenti, la gestione energetica (West, 2016), la gestione dei parcheggi, dei porti e degli aeroporti, la sicurezza nelle strade, nonché la gestione di grandi eventi che tipicamente richiedono un forte dispiegamento di forze dell’ordine.

Messaggio pubblicitario Un altro esempio in cui il 5G può risultare dirimente è quello delle emergenze ambientali: la rete connessa di sensori può rendere più veloce e granulare il feedback delle informazioni così da ottimizzare la risposta (Barbera, 2019). La stessa emergenza Covid-19 ha dimostrato come l’internet veloce non sia più solamente un’opzione. Il futuro dei sistemi sanitari, soprattutto in Occidente, dovrà ineludibilmente passare dalla digitalizzazione dei propri servizi e da una sempre maggiore condivisione dei propri dati. Tutto questo può realizzarsi attraverso un’infrastruttura telematica 5G. Che in futuro un’emergenza sanitaria, come il Covid-19, potrà essere affrontata meglio grazie al 5G viene argomentato in un Rapporto del Centro Studi Internazionali-CeSI (cfr. Crippa, 2020; Romano, 2020). Dal tracciamento dei contagiati all’analisi dei big data mediante IA fino alle ‘ambulanze smart’. Infatti – si sostiene nel Rapporto – connettendo l’ambulanza (e i dispositivi dell’IoT a bordo) con l’ospedale, sarebbe possibile informare la struttura ricevente circa le condizioni del paziente già durante il tragitto, accorciando così i tempi utili a predisporre le attività di ricezione e di trattamento sanitario (Crippa, 2020; Romano, 2020).

Alla luce dei nuovi scenari, le stesse reti di generazione più sofisticate avranno un tale grado di complessità e di rapidità da poter essere controllate soprattutto dall’intelligenza artificiale. Sottostante, quindi, il rapporto tra IoT, reti e intelligenza artificiale.

Le aspettative intorno al 5G sono la transizione da un universo costituito dalle comunicazioni uomo-macchina a uno in cui la comunicazione avviene soprattutto tra le macchine stesse.

L’interconnessione fra oggetti (come le automobili autonome che si muovono all’interno della stessa città, i robot autonomi utilizzati nella logistica per la movimentazione di merci che operano all’interno di un magazzino) e, dunque, il campo dei sistemi multi agente sono collegati all’ambito applicativo dell’IA (Fiocca, 2020).

Il binomio hi-tech ‘5G-IA’ si avvale di benefici reciproci in settori diversi.

Di più: la progressiva complessità e la porosità dei contesti in cui viviamo portano in direzione di una continua evoluzione delle reti. Già si parla del 6G: la tecnologia mobile di sesta generazione che dovrebbe rappresentare un naturale avanzamento e consolidamento delle prestazioni assicurate dal 5G. Il futuro standard di rete –la cui ricerca è ancora nelle prime fasi sperimentali– si spingerà oltre sia spianando il percorso a nuove applicazioni, sia intensificando e raffinando quelle già trattate dalla quinta generazione. E, naturalmente, la IA assolverà una funzione dirimente ai fini della performance del 6G. Ma siamo ancora nel futuro remoto; intanto si combatte ancora per il 5G.

Il punto che si vuole enfatizzare nel presente lavoro è che la realtà ‘effettiva’ – quindi né quella virtuale, né quella aumentata – e, con essa, l’umanità – nella sua essenza più creativa ed empatica- ci abbandonerà all’interno di una bolla tecnologicamente sofisticata che sempre più ci isolerà gli uni dagli altri. Ad esempio, il contatto con il medico, se può essere più efficiente ed efficace da ‘remoto’, quando è ‘prossimo’ esso è più umano, è punto di riferimento, è psicologicamente rassicurante.

L’isolamento, che danno psichico…!

L’evoluzione è un mondo di bolle e di monadi? Ma è questo che vogliamo? Quanto di noi, delle nostre esperienze, del nostro vissuto, nei nostri beni relazionali siamo disposti a cedere a favore di progressivi guadagni di efficienza? L’innovazione e la tecnologia di generazioni sempre più elevate conduce a una vita più ‘comoda’ e tesa al problem-solving, perché sollevata da tanti compiti, mansioni, ripetitività, problemi, incertezze, complessità. Certo, uno stile di vita friendly da una parte. Ma si tratterà di una vita dove ci sarà meno da parlare, riflettere, toccare, organizzare, comunicare. Sono, questi, avanzamenti utopistici o distopici?

Gli aspetti vivificanti del nostro esistere non possono essere depauperati, persino quando essi presumono sforzo, fatica, sacrificio, dolore.

Una regolamentazione cautelativa e declinata per la dimensione etica chiama forte, e con toni sempre più elevati con l’avanzamento tecnologico IA – IoT – 5G.

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