Psicologia e Opera: un training per i cantanti lirici

Uno studio ha investigato gli effetti di un programma di training focalizzato sia sulla performance sia sul benessere psicologico nei cantanti d’opera.

ID Articolo: 174817 - Pubblicato il: 20 maggio 2020
Psicologia e Opera: un training per i cantanti lirici
Messaggio pubblicitario SFU Magistrale
Condividi

Sembra che i cantanti d’opera debbano mantenere una forte motivazione e una capacità di auto-regolazione per fronteggiare lo stress e l’ansia legate alle condizioni di lavoro e alle pressioni psicologiche.

 

Messaggio pubblicitario  Non è insolito per i cantanti d’opera fronteggiare momenti di stress e ansie dovute alla propria condizione occupazionale e alla performance (Kenny, Davis, & Oates, 2004), convivendo spesso con una sensazione d’incertezza dovuta anche alla condizione itinerante dei programmi di lavoro e il conseguente isolamento personale (Kenny et al., 2004).

Sembra che in questa categoria di artisti più alto è il livello di ambizione, maggiori sono perfezionismo e ansia (Barbara, Crippab, & Osoriob, 2014; Kenny et al., 2004; Ryan & Andrews, 2009).

Date queste premesse – psicologiche e lavorative – appare fondamentale per i cantanti d’opera mantenere una forte motivazione e una capacità di auto-regolazione per fronteggiare le numerose situazioni stressanti (Gratz & Roemer, 2004).

Nonostante esistano programmi di trattamento (Kenny, 2005) e di training (Bartle, 1990; du Plessis et al., 2001; Ryan et al., 2006) specifici per i cantanti, sinora c’è pochissima letteratura in merito agli effetti di questi programmi sul benessere psicologico dei cantanti.

A questo scopo Thomson et al. (2017) hanno investigato gli effetti di un programma intensivo che si focalizzasse sia sulla performance sia sul benessere psicologico dei cantanti d’opera. Per questo studio 123 cantanti d’opera (19 maschi e 104 femmine) sono stati reclutati e sottoposti a un programma di training – indifferentemente di 2 o 4 settimane – che includeva lezioni di canto, di tecnica sulla performance, sulla visualizzazione, sulla recitazione, e anche sullo yoga, il movimento, l’improvvisazione, il marketing e i social media.

La filosofia dietro questo programma, e l’ipotesi dello studio, era che un ambiente supportivo in cui esercitarsi per l’affinamento di diverse skill – non solo musicali – senza la scure della critica avrebbe avuto benefici sul senso di autostima e di regolazione delle emozioni, oltre che sulle sensazioni legate alla vergogna, all’ansia e al perfezionismo.

Per la valutazione di questi costrutti sono stati consegnati ai partecipanti i seguenti questionari in tre tempi diversi – immediatamente prima del training, immediatamente dopo e sei mesi dopo: Difficulties in Emotion Regulation Scale (DERS, Gratz & Roemer, 2004) per la valutazione della regolazione delle emozioni; Dispositional Flow Scale-2 (DFS2, Jackson, & Eklund, 2004) per la valutazione del flow, connesso alla performance; Internalized Shame Scale (ISS, Cook, 2001) per la valutazione della sensazione di vergogna; Multidimensional Perfectionism Scale (MPS, Hewitt & Flett, 2004), una scala sui tratti perfezionistici; Trait Anxiety (STAI-Y2, Spielberger, 1983), per la valutazione dell’ansia.

Messaggio pubblicitario  Dai risultati è apparso che i cantanti (sia che avessero seguito il corso di due, sia di quattro settimane) hanno migliorato la propria performance, riportando di aver percepito intervalli più consistenti di flow, sia dopo il training sia nel follow-up di sei mesi. I partecipanti hanno inoltre riportato benefici nella regolazione delle emozioni e in termini di autostima, oltre che un abbassamento delle sensazioni legate alla vergogna, dei tratti perfezionistici e ansiosi. Questi benefici sono rimasti stabili anche a distanza di sei mesi.

Questi risultati – che incoraggiano anche un’attenzione verso l’evidenza empirica in questo ambito – hanno confermato l’ipotesi iniziale, e rappresentano un tassello importante per la definizione e la messa in pratica di programmi strutturati specifici per i cantanti d’opera: fornire gli strumenti pratici per l’aumento dell’autostima e della regolazione delle emozioni può essere senz’altro considerato di beneficio anche dal punto di vista artistico.

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 1, media: 5,00 su 5)

Consigliato dalla redazione

Il canto corale sincronizza..i cuori!. - Immagine: © ivook - Fotolia.com

Il canto corale sincronizza... i cuori! - Musica & Psicologia

Gli effetti positivi del canto corale sul cuore, grazie alla capacità di stimolare la comunicazione neurobiologica tra gli esseri umani.

Bibliografia

  • Barbara, A. E. M., Crippab, J. A. A. S., & Osoriob, F. L. (2014). Performance anxiety in Brazilian musicians: Prevalence and association with psychophathology indicators. Journal of Affective Disorders, 152–154, 381–386.
  • Bartle, G. A. R. (1990). How 1,250,000,000 people train their performing musicians: A microscopic view of the training of pianists, opera singers, orchestral musicians, conductors, organists and sound recording technicians in six countries. International Journal of Music Education, 15, 31–37.
  • Cook, D. R. (2001). Internalized shame scale: Technical manual. North Tonawanda, NY: Multi-health Systems.
  • Du Plessis, W., Burger, S., Munro, M., Wissing, D., & Nel, W. (2001). Multimodal enhancement of culturally diverse, young adult musicians: A pilot study involving the Tomatis Method. South African Journal of Psychology, 31(3), 35–42.
  • Gratz, K. L., & Roemer, L. (2004). Multidimensional assessment of emotion regulation and dysregulation: Development, factor structure, and initial validation of the difficulties in emotion regulation scale. Journal of Psychopathology and Behavioral Assessment, 26(1), 41–54.
  • Hewitt, P. L., & Flett, G. L. (2004). Multidimensional Perfectionism Scale Technical Manual. Toronto, Canada: Multi-Health Systems.
  • Jackson, S. A., & Eklund, R. C. (2004). The flow scales manual. Morgantown, WV: Fitness Information Technology.
  • Kenny, D. T., Davis, P., & Oates, J. (2004). Music performance anxiety and occupational stress amongst opera chorus artists and their relationship with state and trait anxiety and perfectionism. Anxiety Disorders, 18, 757–777.
  • Ryan, C., & Andrews, N. (2009). An investigation into the choral singer’s experience of music performance anxiety. Journal of Research in Music Education, 57(2), 108–126.
  • Ryan, C., Wapnick, J., Lacaille, N., & Darrow, A-A. (2006). The effects of various physical characteristics of high-level performers on adjudicators’ performance ratings. Psychology of Music, 34(4), 559–572.
  • Spielberger, C. D. (1983). State-Trait anxiety inventory for adults: Sampler set, manual, test, scoring key. Redwood City, CA: Mind Garden.
  • Thomson, P., Jaque, S. V., & Baltz, A. (2017). Intensive opera training program effects: A psychological investigation. International Journal of Music Education, 35(4), 479-489.
State of Mind © 2011-2020 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Si parla di

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Categorie

Messaggio pubblicitario