“Voglio che tu mi voglia!”: come il desiderio sessuale cambia nel corso della relazione

Il desiderio sessuale nelle relazioni di lunga durata è sempre lo stesso? Il suo declino potrebbe predirre il declino della soddisfazione relazionale?

ID Articolo: 174117 - Pubblicato il: 29 aprile 2020
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Uno studio recentemente pubblicato su Archives of Sexual Behavior ha indagato la correlazione esistente tra desiderio sessuale e soddisfazione di coppia, in particolare sull’oscillazione del desiderio maschile e femminile nel corso del tempo (McNulty et al., 2019).

 

Messaggio pubblicitario È ormai risaputo quanto il desiderio sessuale e l’intesa in camera da letto siano importanti per la riuscita di una relazione stabile e duratura. A questo proposito, gli autori si sono prefissati l’obiettivo di indagare una particolare area di interesse per le relazioni di lunga durata: come il desiderio, nel corso del tempo, cambia negli uomini e nelle donne all’interno di un rapporto esclusivo (McNulty et al., 2019).

L’intesa e il comportamento sessuale sono caratteristiche distintive delle relazioni romantiche (Hazan & Zeifman, 1994) ed è proprio per la loro importanza che hanno numerose implicazioni critiche per il benessere della coppia (Maxwell & McNulty, 2019; McNulty, 2016). Uno studio condotto da McNulty e colleghi (2016) ha evidenziato come la soddisfazione sessuale sia in grado di predire significativamente i cambiamenti nella soddisfazione relazionale; individui soddisfatti a livello sessuale, infatti, sono più disposti a rimanere a lungo all’interno di una relazione monogama esclusiva (Day et al., 2015).

Nonostante l’importanza della soddisfazione sessuale all’interno della coppia, è abbastanza raro che entrambi i partner mantengano i medesimi livelli di desiderio nel corso degli anni ed è comune che uno dei partner abbia un maggior desiderio rispetto all’altro (es. Risch et al., 2003).

Nei rapporti di lunga durata, diversi studi hanno dimostrato che la frequenza dei rapporti sessuali cala drasticamente man mano che gli anni passano (Ard, 1977; McNulty et al., 2016); esistono alcune prove scientifiche che sembrano sostenere l’ipotesi che siano le donne a mostrare un calo più marcato del desiderio sessuale rispetto ai partner maschili (es. Arndt, 2009; Graham et al., 2017; Murray & Milhausen, 2012).

Messaggio pubblicitario In uno studio condotto da Byers e Lewis (1988), gli autori hanno evidenziato che il 50% dei soggetti appartenenti al loro campione, almeno una volta, si è mostrato in disaccordo col partner sull’avere un rapporto sessuale;disaccordi riguardavano in particolar modo le donne che rifiutavano un atto sessuale desiderato dal loro compagno. Inoltre, le donne sembrano riportare un minor livello generale di desiderio sessuale rispetto agli uomini (es. Murray & Milhausen, 2012).

Il presente studio si è posto l’obiettivo di indagare, all’interno di un campione composto da 314 soggetti (tutti implicati in una relazione stabile), se le coppie esperissero tassi differenti di desiderio sessuale rispetto ai propri partner. Sono state prese in considerazioni due ulteriori variabili, ovvero la gestazione e la maternità, in rapporto a quanto influissero sul desiderio femminile (McNulty et al., 2019).

I risultati hanno mostrato che nelle donne il desiderio sessuale tendeva a diminuire più rapidamente nel tempo rispetto al desiderio della controparte maschile; gli uomini infatti non riportavano una diminuzione significativa del desiderio. Inoltre, la gestazione e il parto diminuivano ulteriormente il desiderio femminile (ma non quello maschile), accentuando la già presente differenziazione tra i sessi. Infine, il declino del desiderio sessuale femminile era in grado di predire significativamente il declino della soddisfazione relazionale della coppia (McNulty et al., 2019).

 

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