Attrazione sessuale: siamo in grado di riconoscerla?

Uno studio ha cercato di determinare con quanta accuratezza le persone fossero in grado di valutare l’attrazione sessuale suscitata in un potenziale partner

ID Articolo: 172528 - Pubblicato il: 04 marzo 2020
Attrazione sessuale: siamo in grado di riconoscerla?
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La letteratura mostra come esista una discrepanza oggettiva tra i due sessi nel determinare il grado di attrazione dimostrata da un potenziale partner: le donne sembrano sottostimare l’interesse sessuale di potenziali partner, mentre nell’uomo vi sarebbe la tendenza a sovrastimare quello delle femmine.

 

Messaggio pubblicitario Nella specie umana la scelta di un partner (sessuale o non) si basa su di una mutua selezione tra due individui, al contrario di tante altre specie animali per le quali questa scelta viene generalmente operata dalla femmina basandosi sulla fitness genetica degli esemplari maschi e testimoniata da caratteristiche fisiche o da skills utili alla sopravvivenza del singolo che, per estensione, garantirebbero quella della coppia e della loro progenie.

Da un punto di vista evolutivo, considerando semplicemente l’obbiettivo della riproduzione, imprescindibile per la preservazione della specie, risulterebbe quindi più rischioso per un maschio perdere l’occasione di accoppiarsi con una femmina interessata, piuttosto che l’inverso (Trivers, 1972): l’esito di una gravidanza alla quale non segua la formazione di una coppia, comporterebbe che tutto il peso delle cure parentali, particolarmente gravose nella specie umana, ricada sulla femmina, aumentando i rischi per la sopravvivenza della madre e della prole.

Per questo motivo è stato postulato che vi sia una pressione differente nei due sessi sulla selezione del partner, che ha fatto sì che nel corso dell’evoluzione si sia sviluppata un’inclinazione differente nel percepire l’interesse sessuale dimostrato dalla controparte: l’Error-management theory (Haselton&Buss, 2000) suggerisce che si sia evoluto un bias, ovvero una distorsione cognitiva divergente nei due sessi, per favorire l’errore che risulti meno “costoso” per l’individuo, tale da portare le donne a sottostimare l’interesse sessuale di potenziali partner, mentre nell’uomo vi sarebbe la tendenza opposta a sovrastimare quello delle femmine.

L’esistenza oggettiva di una discrepanza tra i due sessi nel determinare il grado di attrazione dimostrata da un potenziale partner è stata ampiamente documentata in letteratura (Abbey, 1982; Farris et al.,2008; Fletcher et al., 2014; Perilloux et al., 2012); tuttavia, per quanto la cornice teorica dell’Error Management sembri spiegare adeguatamente i risultati ottenuti negli studi condotti, i ricercatori mettono in guardia circa la possibilità che vi siano altri fattori che possano fungere da mediatori nello spiegare le differenze individuali rilevate. Lemay e Wolf (2016) hanno ad esempio riscontrato come gli individui che si percepiscono come più attraenti abbiano anche una tendenza a sovrastimare l’interesse sessuale di un potenziale partner e si è trovato che gli uomini tendano in media ad avere una percezione di sé stessi come maggiormente attraenti rispetto alle donne (Feingold& Mazzella, 1998; Hayes et al., 1999). È stato inoltre dimostrato come vi sia una correlazione tra l’interesse sessuale che un individuo prova per un’altra persona e la percezione che egli avrà dell’interesse sessuale dimostrato nei suoi confronti, fenomeno che è stato interpretato come una sorta di “proiezione” del proprio interesse sugli altri: l’ipotesi inversa, ovvero che l’essere apprezzati da qualcuno ingeneri un maggior interesse sessuale verso questa persona, è stata esclusa per assenza di causalità inversa (Lemay&Wolf, 2016).

Da ultimo, l’orientamento sociosessuale, ovvero la propensione verso una strategia di accoppiamento orientata sul breve termine piuttosto che l’aspirazione ad un legame di coppia stabile nel tempo, sembra modificare l’apertura alla possibilità di incontri sessuali occasionali: gli uomini dimostrerebbero una propensione maggiore delle donne verso una strategia di accoppiamento sul breve termine (Gangestad& Simpson, 2000) ed un’apertura maggiore verso incontri sessuali occasionali (Penke&Asendorpf, 2008); inoltre, Howell e colleghi (2012) hanno riscontrato come un obbiettivo a breve termine fosse associato in entrambi i sessi ad una sovrastima dell’interesse sessuale da parte di potenziali pretendenti, sebbene altri abbiano riscontrato questo effetto solo negli uomini (Perilloux et al., 2012).

Messaggio pubblicitario Un team di ricercatori australiani (Lee et al., 2020) ha condotto una ricerca per determinare con quanta accuratezza le persone fossero in grado di valutare l’interesse sessuale da parte di un potenziale partner, indagando anche il ruolo di potenziali moderatori come la percezione della propria avvenenza, il proprio interesse sessuale e l’orientamento sociosessuale nello spiegare le differenze di genere riscontrare in letteratura.

I 1226 partecipanti hanno compilato inizialmente il Sociosexual Orientation Inventory (SOI revised; Penke & Asendorpf, 2008) per indagare la propensione verso il sesso occasionale, in seguito è stato loro chiesto di giudicare la propria attrattività, valutando l’avvenenza del proprio viso, del proprio corpo, la piacevolezza della propria personalità e dando da ultimo un punteggio globale complessivo di attrattività.

La procedura prevedeva poi che ogni soggetto partecipasse ad una sessione di speeddating della durata di tre minuti, al termine del quale era loro richiesto di esprimere il proprio grado di interesse verso la persona appena conosciuta, così come il grado di interesse percepito da parte del potenziale partner.

Le analisi statistiche hanno rivelato come in generale i soggetti si dimostrassero abbastanza accurati nel determinare l’attrazione provata da un potenziale pretendente (trackingaccuracy) e che nessuno dei tratti personologici analizzati (sesso, età, orientamento sociosessuale e giudizio sulla propria avvenenza) risultasse associato ad una migliore performance in questo senso. I dati sembravano inoltre confermare la tendenza generale (mean-level bias) negli uomini a sovrastimare l’interesse sessuale dei propri partner; tuttavia, quando nel modello si sono considerati anche l’interesse sessuale espresso dal soggetto stesso e i vari moderatori, si è riscontrato come le differenze di genere si annullassero, venendo spiegate dalle differenze individuali nell’orientamento sociosessuale e dalla percezione della propria avvenenza: soggetti più orientati verso il sesso occasionale e quelli che si consideravano più attraenti, a prescindere dal sesso di appartenenza, avevano una tendenza maggiore a percepire attrazione sessuale a loro rivolta. Da ultimo, è emerso un effetto significativo dell’interesse provato dal soggetto stesso nei confronti del potenziale partner, supportando l’idea che gli individui “proiettino” il proprio interesse sulla controparte, finendo per sovrastimarne l’interesse reale.

Gli autori interpretano i risultati ottenuti non tanto come frutto di un bias evolutosi per favorire una strategia d’accoppiamento distinta nei due sessi, come suggerito dall’Error Management Theory, bensì come il risultato di una tendenza generale dell’essere umano ad estendere i propri stati mentali agli altri, come già riscontrato nel caso del false-consensus bias o nell’assumed-similarity bias (per una rassegna vedi Marks & Miller, 1987).

 

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Bibliografia

  • Abbey, A. (1982) Sex differences in attributions for friendly behavior: Do males misperceive females’ friendliness? Journal of Personality and Social Psychology, 42, 830–838.
  • Farris, C., Treat, T.A., Viken, R.J., &McFall, R.M. (2008). Sexual coercion and the misperception of sexual intent. Clinical Psychology Review, 28(1), 48–66.
  • Feingold, A., &Mazzella, R. (1998). Gender differences in body image are increasing. Psychological Science, 9, 190–195.
  • Fletcher, G.J.O., Kerr, P.S.G., Li, N.P., Valentine, K.A. (2014) Predicting romantic interest and decisions in the very early stages of mate selection: Standards, accuracy, and sex differences. Personality and Social Psychology Bulletin, 40, 540–550.
  • Gangestad, S.W., & Simpson, J.A. (2000). The evolution of human mating: Trade-offs and strategic pluralism. Behavioral and Brain Sciences, 23, 573–644.
  • Haselton, M.G., & Buss, D.M. (2000). Error management theory: A new perspective on biases in cross-sex mind reading. Journal of Personality and Social Psychology, 78, 81–91.
  • Hayes, S.D., Crocker, P.R.E., & Kowalski, K.C. (1999). Gender differences in physical self-perceptions, global self-esteem and physical activity: Evaluation of the physical self-perception profile model. Journal of Sport Behavior, 22(1), 1–14.
  • Lee A.J., Sidari M.J., Murphy S.C., Sherlock J.M., Zietsch B.P. (2020) Sex Differences in Misperceptions of Sexual Interest Can Be Explained by Sociosexual Orientation and Men Projecting Their Own Interest Onto Women. Psychological Science 31(2) 184–192.
  • Lemay, E.P., & Wolf, N.R. (2016). Projection of romantic and sexual desire in opposite-sex friendships: How wishful thinking creates a self-fulfilling prophecy. Personality and Social Psychology Bulletin, 42, 864–878.
  • Marks, G., & Miller, N. (1987). Ten years of research on the false-consensus effect: An empirical and theoretical review. Psychological Bulletin, 102, 72–90.
  • Perilloux, C., Easton, J.A., & Buss, D.M. (2012). The misperception of sexual interest. Psychological Science, 23, 146–151.
  • Penke, L., &Asendorpf, J.B. (2008). Beyond global sociosexual orientations: A more differentiated look at sociosexuality and its effects on courtship and romantic relationships. Journal of Personality and Social Psychology, 95, 1113–1135
  • Trivers, R.L. (1972). Parental investment and sexual selection. In B. Campbell (Ed.), Sexual selection and the descent of man (pp. 136–179). Chicago, IL: Aldine.
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