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Ritiro sociale. Psicologia e clinica (2019) a cura di M. Procacci e A. Semerari – Recensione del libro

Il libro espande il modello disregolativo di Semerari dallo spettro drammatico e impulsivo a quello dei disturbi dell’inibizione e del ritiro sociale.

Di Giovanni Maria Ruggiero

Pubblicato il 06 Dic. 2019

Il libro Ritiro Sociale a cura di Michele Procacci e Antonio Semerari disegna un modello della sofferenza psicologica incentrato sul deficit delle funzioni regolative delle emozioni, un deficit che ha alla sua base situazioni familiari e sociali di deprivazione relazionale.

 

Nei pazienti è stata la stessa insufficienza di situazioni relazionali soddisfacenti che ha portato al mancato sviluppo della corrispondente competenza sociale; mancato sviluppo che a sua volta aggrava la carenza di relazioni, in un circolo vizioso che si nutre di se stesso.

L’opera espande il modello disregolativo di Semerari dallo spettro drammatico e impulsivo a quello dei disturbi dell’inibizione e del ritiro sociale. Il principio è che anche inibizione e ritiro siano disregolazioni emotive, sia pur meno clamorose dell’impulsività. I vantaggi clinici di questa espansione sono molteplici mentre il rischio è uno solo: che questa espansione non finisca per trasformare ogni disturbo in una condizione deficitaria.

Tuttavia il rischio sembra evitato grazie alla cura degli autori di sottolineare la natura specificamente deficitaria del tipo di inibizione sofferto da questo tipo di pazienti. Soprattutto il primo capitolo è puntuale nel distinguere l’inibizione al comportamento sociale e l’attitudine al comportamento sociale, due dimensioni non sovrapposte che possono andare in direzioni contrarie, con individui che possono mostrare contro-intuitivamente elevata inibizione e altrettanto elevata attitudine o viceversa.

Secondo gli autori chi ha elevata attitudine oppure bassa inibizione non rientrerebbe del tutto nello spettro deficitario e può essere trattato secondo modalità più standard. L’aspetto deficitario è invece trattato nelle sue sottigliezze neurobiologiche nel secondo capitolo; nei suoi aspetti evoluzionistici e motivazionali nel terzo capitolo, capitolo che è l’architrave teorica del modello, permettendo a Semerari e ai suoi di affondare le loro radici nel terreno del paradigma evoluzionista di Liotti; nelle sue manifestazioni sociali nel quarto capitolo nel quale Livia dipinge una affresco dettagliato delle dimensioni della condivisione sociale; nel suo aspetto applicato alla socialità digitale e tecnologica dei tablet e degli smartphone nel quinto; e infine nel suo aspetto clinico vero e proprio nei restanti capitoli che trattano il ritiro sociale nell’autismo, nei disturbi dell’umore, nei disturbi di personalità e nelle psicosi. Il decimo capitolo infine fa la sua proposta di trattamento che si affida ai principi aggiornati del modello metacognitivo interpersonale di Semerari. Chiude il volume un’appendice sugli strumenti di valutazione.

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Giovanni Maria Ruggiero
Giovanni Maria Ruggiero

Direttore responsabile di State of Mind, Professore di Psicologia Culturale e Psicoterapia presso la Sigmund Freud University di Milano e Vienna, Direttore Ricerca Gruppo Studi Cognitivi

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Procacci A. & Semerari A. (a cura di) (2019). Ritiro sociale. Psicologia e clinica. Erickson.
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