Autismi in pratica. 4 punti chiave per far funzionare la Token Economy

Nella pratica clinica è possibile utilizzare la Token Economy con individui di ogni età e con differenti livelli di funzionamento ottenendo ottimi risultati

ID Articolo: 170887 - Pubblicato il: 23 dicembre 2019
Autismi in pratica. 4 punti chiave per far funzionare la Token Economy
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La Token Economy consiste nell’erogare rinforzatori simbolici (i gettoni/token) ogni volta che il comportamento bersaglio viene emesso, fino a quando non si arriva a un numero stabilito che permetterà l’accesso al rinforzatore vero e proprio. Quando si decide di presentare uno strumento del genere a un bambino con autismo bisogna rispettare una serie di accorgimenti.

 

Messaggio pubblicitario La Token Economy, o economia a gettoni, viene proposta spessissimo dagli operatori per incrementare l’emissione di comportamenti desiderabili/adeguati da parte di bambini e/o ragazzi. Viene proposta perché, nonostante tutti i dubbi che suscita in chi si approccia ad essa per la prima volta, funziona! Inoltre, è adattabile ad età e funzionamenti diversi (“adattamento” è una parola chiave quando si ha a che fare con la disabilità!). Ma, concretamente, di che cosa si tratta?

Poniamo il caso che desideriamo alla follia quel robot da cucina che proprio non possiamo permetterci e che scopriamo che al supermercato X c’è una nuova raccolta di bollini. Se ne raccoglieremo a sufficienza, il robot potrà finalmente essere nostro. Che cosa faremo quindi? Andremo più spesso a fare la spesa nel supermercato X (comportamento bersaglio desiderato) e ci faremo dare i bollini (o gettoni, o token) così, quando ne avremo un numero sufficiente, precedentemente stabilito (o contrattato), potremo finalmente ritirare il nostro robot da cucina nuovo di zecca.

Ecco, in buona sostanza la Token Economy è questo. Si basa sul rinforzo positivo e consiste nell’erogare rinforzatori simbolici (i gettoni/token) ogni volta che il comportamento bersaglio viene emesso, fino a quando non si arriva a un numero precedentemente stabilito di token, che darà accesso al rinforzatore vero e proprio.

Quando si decide di presentare uno strumento del genere a un bambino con autismo bisogna rispettare una serie di accorgimenti.

Individuare in maniera operativa il comportamento che vogliamo incrementare (comportamento bersaglio). Questo significa che esso è già presente nel repertorio comportamentale del bambino, ma non con la frequenza attesa. La Token Economy non è adatta per insegnare nuovi comportamenti e, se la usassimo a questo scopo, non faremmo che generare frustrazione disincentivandone l’utilizzo.

Per evitare la perdita di motivazione, è consigliabile fare in modo che, le prime volte, sia più semplice accedere alla ricompensa, prevedendo ad esempio un numero ridotto di token da conquistare. Specie all’inizio, è bene non ricorrere allo stesso strumento per più comportamenti perché potrebbe confondere. Una volta che il suo funzionamento sarà acquisito si può (si deve?) fare.

Messaggio pubblicitario Bisogna quindi stipulare un contratto: la persona deve essere a conoscenza di quello che ci aspettiamo da lui e di che cosa gli permetterà di guadagnare gettoni. Se si tratta di bambini piccoli o di individui con un funzionamento basso, sarà indispensabile, prima di proporre la nostra tabellina con la ricompensa finale, associare i token scelti (stelline? smile? monete? stickers di Harry Potter? Dipende da chi abbiamo davanti, ovviamente!) a un rinforzo tangibile. Ovvero, se sappiamo che per quella persona è molto gradita la cioccolata (perché abbiamo già fatto il nostro assessment delle preferenze) ogni volta che emetterà il comportamento target, noi elargiremo un pezzo di cioccolata e un gettone. Così quest’ultimo assumerà un valore che manterrà anche quando lo proporremo senza cioccolata. Con funzionamenti più alti è possibile associare la Token Economy a una storia sociale che chiarisca quali comportamenti verranno premiati e quali no, senza lasciare troppo spazio ad ambiguità.

I gettoni non si sottraggono a meno che ciò non sia specificato nel contratto (in questo caso però, se siamo di fronte a un individuo ansioso, il timore di perdere gettoni potrebbe offuscare la voglia di vincere la ricompensa finale). E dopo tutta questa teoria…la pratica?

Nella pratica clinica è possibile utilizzare la Token Economy con individui di ogni età e con differenti livelli di funzionamento. Si può usare per allungare i tempi di attesa e di permanenza a tavolino, per aumentare l’autonomia personale, per limitare i comportamenti di controllo verso gli altri, per promuovere la richiesta di aiuto come strategia per prevenire crisi comportamentali. Se ne possono costruire di semplici e complesse. Si tratta di uno strumento estremamente versatile ed efficace, se si tengono a mente questi consigli.

 

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Bibliografia

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