Disturbo borderline di personalità e adolescenza: uno studio sulla valutazione del rischio suicidario

Uno studio mostra come adolescenti con Disturbo borderline di personalità presentino un aumento del rischio dei comportamenti suicidari rispetto ai coetanei

ID Articolo: 169919 - Pubblicato il: 08 novembre 2019
Disturbo borderline di personalità e adolescenza: uno studio sulla valutazione del rischio suicidario
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Il suicidio di per sé non è una malattia, ma il disturbo mentale è il fattore più frequente associato al suicidio. Qual è il rischio di suicidio in adolescenti con Disturbi di personalità, in particolare il Disturbo Borderline?

 

Messaggio pubblicitario Valutare la predittività del rischio è particolarmente difficile a causa delle molteplici variabili che fanno parte della storia soggettiva di ciascun individuo. Inoltre, un riscontro comune rilevato tra i casi di suicidio è la comorbilità di più disturbi. Il suicidio di per sé non è una malattia, ma il disturbo mentale è il fattore più frequente associato al suicidio. In questo articolo viene trattato il rischio di suicidio di persone con Disturbi di personalità, in particolare il Disturbo Borderline.

Disturbi di personalità

Tra i vari disordini di personalità noti nella pratica clinica, il più frequente è certamente il Disturbo Borderline di Personalità (BPD) che comporta suicidalità e comportamento aggressivo come criteri essenziali di malattia. Le persone affette da uno o più disturbi di personalità tentano o portano a compimento il suicidio, così come gli individui con diagnosi di una malattia depressiva (Gerson, J. Et al., 2002). Una rassegna degli studi psicologici ha rivelato che circa il 57% degli individui che aveva completato il suicidio ha avuto una diagnosi di disturbo di personalità (Isometsa, E.T. 2001). La presenza di uno o più disturbi di personalità rappresenta una significativa sfida per i professionisti ed i servizi di salute mentale, sia perché i comportamenti distruttivi spesso manifestano la natura permanente del disturbo, sia perché è probabile che siano stati visti da un professionista nel mese precedente al loro suicidio. Una serie di fattori rende il rilevamento e la gestione del rischio del suicidio estremamente difficile (Erlangsen, A., et al., 2011).

Nonostante la gravità del disturbo, pochi studi hanno esaminato il BPD negli adolescenti e l’applicazione di questa diagnosi per questa fascia di età rimane controversa. I pochi studi che hanno esaminato i suicidi di adolescenti affetti da disturbo borderline di personalità ne hanno evidenziato una più elevata probabilità di precedenti tentativi suicidari portati a termine (Brent et al., 1993), presentano inoltre caratteristiche quali: maggiore impulsività ed aggressività, vita sessuale più attiva ed eventi di vita stressanti (Horesh, Nachshoni, Wolmer, e Toren, 2009; Horesh, Orbach, Gothelf, Efrati, e Apter, 2003) rispetto ad adolescenti affetti da disturbo depressivo maggiore. Alcuni studi su pazienti adolescenti suggeriscono che le persone affette da disturbo borderline hanno una maggiore probabilità di presentare altre comorbidità diagnostiche, come disturbo da abuso di sostanze, disturbo della condotta (Grilo,Becker, Fehon, Edell, e McGlashan, 1996), disturbo bipolare (Kutcher, Marton, e Korenblum, 1990), e deficit di attenzione iperattività (Miller et al., 2008). I fattori di rischio più significativi per il comportamento suicidario identificati nella popolazione anziana sono: la malattia fisica, l’isolamento sociale, i problemi di relazione ed il lutto o una perdita (Hawton,K. Et al., 2006). Come si può intuire, sarebbe estremamente difficile identificare il rischio individualmente sulla base dei problemi quasi universali presenti in questa popolazione, come quelli sopra elencati (De Leo,D. et al., 2000 ).

Il Disturbo Borderline di Personalità (BPD) è fortemente associato con il suicidio e con i comportamenti autolesivi e inoltre prevede una significativa compromissione funzionale in un certo numero di domini (Bender et al.,2001; Skodol et al., 2005; Yen et al., 2003). L’applicazione della diagnosi di BPD per questa fascia di età rimane controversa. Diversi fattori contribuiscono alla riluttanza verso tale diagnosi, come: lo sviluppo della personalità, la cui formazione continua per tutta l’adolescenza (Meijer, et al., 1998);  lo stigma del disturbo della personalità e lo sforzo di non applicare questa etichetta all’adolescente (Chanen. et al, 2004). Altri studi hanno riportato che le caratteristiche BPD degli adolescenti sono comparabili sintomatologicamente a quelle degli adulti (Becker, et al.,2002; Miller et al.,2008; Westen et al., 2003). La diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità negli adolescenti sembra meno stabile di quella degli adulti (Bondurant et al., 2004), anche se va comunque notato che la stabilità di diagnosi BPD negli adulti è stata recentemente messa in discussione (Grilo et al, 2004;. Shea et al., 2002; Zanarini et al.,2005).

BPD nella suicidalità degli adolescenti (Yen, Kerry Gagnon and Spirito)

Il presente studio ha preso in esame un campione di adolescenti ad alto rischio di suicidio, cioè ricoverati nell’unità psichiatrica infantile di un ospedale psichiatrico ed esaminato la prevalenza di Disturbo Borderline di Personalità nei soggetti che presentavano ricoveri consecutivi correlati a comportamenti suicidari. Sono stati confrontati soggetti con e senza BPD sulla base di caratteristiche, della storia di comportamenti suicidari, della comorbidità, della regolazione degli affetti e dell’aggressività per stabilire se i soggetti affetti da disturbo borderline abbiano un unico profilo clinico, distinto da quello di altre comorbidità psichiatriche ad alto rischio.

Campione

I partecipanti erano 119 adolescenti (32% maschi), di età compresa tra i 12 e i 18 anni (media = 15.3, SD = 1,4), reclutati dal febbraio 2006 al Marzo 2010 e che erano stati ricoverati in un ospedale psichiatrico per avere un elevato rischio di suicidio. Dei 119 partecipanti, 104 hanno partecipato anche all’intervista di follow-up dopo sei mesi.

Misure

A tutti i partecipanti sono state somministrate questionari per la raccolta delle informazioni demografiche, diagnosi, storia dei comportamenti suicidari e delle ideazioni autolesive. Quando è stato possibile, le interviste sono state somministrate anche ai genitori. In dettaglio:

  1. Schedule for affective disorders and schizophrenia for schoolaged children present and lifetime versions (K-SADS-PL) (Kaufman et al., 1997): è un’intervista diagnostica semi-strutturata che fornisce una valutazione affidabile e valida della psicopatologia del DSM-IV nei bambini e negli adolescenti. È stata utilizzata per determinare la diagnosi psichiatrica, l’attuale funzionamento psicosociale e il trattamento, la storia di abuso, e la storia familiare di malattia alla baseline. Comprende anche una valutazione semi-strutturata della gravità dell’ideazione suicidaria, dei pensieri ricorrenti di morte, della gravità degli atti suicidari, della letalità dei tentativi di suicidio e tendenze ad atti autolesivi non-suicidali.
  2. Childhoo interview for borderline personality disorders (CI-BPD): è un questionario diagnostico per la valutazione dei disturbi della personalità del DSM-IV (DIPD-IV) adattata ad un intervistato in età adolescenziale (Zanarini, Frankenburg, Sickel, & Young, 1996). Ogni criterio dei disturbi di personalità del DSM è stato valutato con più domande e codificato come assente, sottosoglia o presente. Il questionario diagnostico per la valutazione dei disturbi della personalità del DSM-IV, confrontato con altre interviste strutturate per la valutazione dei disturbi della personalità, presenta un’eccellente affidabilità inter-rater e test-retest (coefficiente kappa per il BPD = 0.94 e 0.85 rispettivamente), una buona consistenza interna (alfa di Cronbach = 0.80), affidabilità inter rater (k = 0.89) e validità convergente e concorrente (Sharp, Ha, Michonski, Venta,& Carbone, 2012).
  3. Beck Scale for Suicide Ideation (BSS) (Beck &Steer, 1991): è un questionario costituito da 21 item ideato per rilevare e misurare la gravità dell’ideazione suicidaria sperimentata nella settimana precedente negli adulti e negli adolescenti. I partecipanti rispondono agli item utilizzando una scala Likert a tre punti. Tale scala presenta un’eccellente coerenza interna (alfa di Cronbach= 0.92) e validità di contenuto/costrutto/concorrente in campioni di degenti adolescenti (Kumar &Steer, 1995; Steer R.A. , 1995 )e la storia familiare di malattia alla baseline. Comprende anche una valutazione semi-strutturata della gravità dell’ideazione suicidaria, dei pensieri ricorrenti di morte, della gravità degli atti suicidari, della letalità dei tentativi di suicidio e tendenze ad atti autolesivi non-suicidali.
  4. Suicide Ideation Questionnaire (SIQ) (Reynolds,1988): è uno strumento di 30 item auto-riportati progettato per valutare i pensieri suicidari vissuti dagli adolescenti durante il mese precedente. I partecipanti rispondono agli item utilizzando una scala Likert a 7 punti che va da 0 (non ho mai avuto questo pensiero) a 6 (quasi ogni giorno). La scala è stata sviluppata sulla base di prove su campo con oltre 2400 Campione. Presenta un’eccellente consistenza interna (alfa di Cronbach = 0.97).
  5. Functional assessment of self-mutilation (FASM) (Lloyd-Richardson et al., 2007): è uno strumento che valuta se un individuo ha avuto comportamenti di autolesionismo intenzionale (taglio o bruciature di pelle) nell’anno precedente. Il questionario consiste di due parti. La prima consiste in un elenco di comportamenti autolesivi in cui gli intervistati segnalano se hanno ricevuto cure mediche e con quale frequenza. La seconda parte può essere completata solo se è presente auto-mutilazione e si compone di 22 item che valutano i motivi di autolesionismo su una scala Likert a quattro punti (0 = mai, 3 = spesso). Il FASM è stato somministrato con successo a campioni adolescenti (Guertin, Lloyd-Richardson, Spirito, Donaldson, e Boergers, 2001; Lloyd-Richardson et al., 2007).
  6. Affect Intensity measure (AIM) (Larsen &Diener, 1987): è un questionario di 40 item auto-riportati con risposte su una scala Likert per la valutazione dell’intensità di una risposta affettiva dell’individuo. È costituita da tre sottoscale: intensità negativa, influenza positiva e reattività negativa (punteggi più alti indicano maggiore intensità/ reattività). L’Affect intensity measure ha alta affidabilità test-retest (0,81 per un intervallo di 3 mesi) e adeguata validità convergente e discriminante, ottima coerenza interna (alfa di Cronbach = 0.86).
  7. Aggression Questionnaire (AQ) (Buss& Perry, 1992): è un questionario di 34 item ampiamente utilizzato per valutare l’ostilità ed aggressività. È costituita da cinque sottoscale: aggressione fisica, aggressione verbale, rabbia, ostilità ed aggressione indiretta. Inoltre è previsto anche un punteggio totale. L’Aggression Questionnaire era somministrato sia nell’adolescente che nel genitore: in questo studio, ci riporterà dati sull’aggressività e sulla disregolazione comportamentale. Presenta una ottima coerenza interna (alfa di Cronbach per il rapporto del genitore = 0.95; per il bambino = 0.93).
  8. Emotion Regulation Checklist-Adapted (ERC) (Shields& Cicchetti, 1997): è un questionario di 24-item che può essere completato dai familiari adulti dell’adolescente. Questi soggetti sono invitati a valutare su scala Likert a 4 punti (1=quasi sempre, 4=quasi mai) l’intensità della responsabilità, la negatività, la reattività e l’intensità emotiva. Presenta buona coerenza interna (alfa di Cronbach di = 0.76).

Risultati

Messaggio pubblicitario  Il 40% dei soggetti soddisfa i criteri di Disturbo Borderline di Personalità (gruppo BPD). I criteri riportati più frequentemente sono stati: comportamenti autolesivi (91,7% in Gruppo BPD, 70,8% nel gruppo non affetto da BPD), impulsività (85,4% nel gruppo BPD, 40,3% nel gruppo non affetto da BPD) e instabilità affettiva (85,4% nel gruppo BPD, 36,1% nel gruppo non affetto da BPD). Notevoli differenze tra i due gruppi sono state osservate per due criteri: disturbo nei rapporti (66,7% nel gruppo BPD vs. 5,6% nel gruppo non affetto da BPD) e rabbia (89,6% in BPD gruppo vs. 23,6% nel gruppo non affetto da BPD). Il gruppo BPD aveva un tasso di tentativi suicidari e una probabilità di uno storico di tentativi di suicidio più elevati del gruppo non affetto da BPD. I pazienti affetti da Disturbo Borderline di Personalità tendono ad avere livelli più alti di ideazione suicidaria ed i suicidi di adolescenti con BPD sono i più frequenti e gravi. I nostri risultati indicano che i comportamenti autolesivi, sono altamente prevalenti tra i suicidi adolescenti indipendentemente dalla diagnosi e meno specifici di BPD. Non sono state riscontrate differenze nei livelli di letalità nei tentativi di suicidio riportati da BPD vs. gruppi non affetto da BPD. Inoltre, non vi erano differenze significative nella prevalenza di comportamenti autolesivi e grado di ideazione di suicidio tra i due gruppi.

Nel gruppo BPD sono state riscontrate anche comorbilità. I tassi di disturbo depressivo maggiore, disturbi dirompenti e qualsiasi disturbo da stress (disturbo da stress post-traumatico, stress acuto) erano significativamente differenti tra i due gruppi BPD e non affetto da BPD. Il costrutto che differiva sostanzialmente di più tra quelli con e senza BPD era l’aggressività. In particolare gli adolescenti con BPD sono stati valutati da i loro genitori come aventi più rabbia, ostilità e aggressione indiretta, tratti che sono coerenti con il costrutto BPD. Inoltre, escludendo il criterio di comportamento autolesivo, l’impulsività era il criterio di BPD più frequentemente riportato da coloro che hanno soddisfatto i criteri per BPD. Tale differenza nei punteggi di aggressione può spiegare il più alto rischio di tentativi di suicidio associato con BPD (come indicato da alti tassi di tentativi passati e maggiore probabilità di un tentativo di suicidio). Differenze non significative sono state osservate nella disregolazione affettiva rispetto ai suicidi degli adolescenti senza BPD .

Conclusione

I risultati del presente studio dimostrano che, rispetto ad altri adolescenti suicidari, il profilo clinico del Disturbo Borderline di Personalità è unico e suggerisce un aumento del rischio dei comportamenti suicidari. Pertanto il Disturbo Borderline di Personalità dovrebbe essere considerato nella valutazione del rischio di suicidio per gli adolescenti, in quanto il disturbo borderline di personalità è prevalente tra i suicidi adolescenti; i pazienti con disturbo borderline presentano più gravi condotte suicidarie, contrastando una percezione comune secondo cui i tentativi di suicidio di questi pazienti sono manipolativi o alla ricerca di attenzione e, quindi, meno gravi. I pazienti con disturbo borderline di personalità tendevano ad avere livelli più alti di ideazione suicidaria e i suicidi di adolescenti sono i più frequenti e gravi. I risultati indicano che i comportamenti autolesivi, sono altamente prevalenti tra i suicidi negli adolescenti indipendentemente dalla diagnosi: nel campione di adolescenti valutato, il più alto indice di diagnosi di comorbidità è stato osservato con disturbo depressivo maggiore e disturbo post-traumatico da stress, sindrome da deficit di attenzione e iperattività e disturbo oppositivo provocatorio. In particolare la dimensione di opposizione, è stata particolarmente predittiva di disturbo borderline in adolescenza (Burke &Strepp, 2012; Speranza et al., 2011). Gli adolescenti con Disturbo Borderline di Personalità sono stati valutati dai loro genitori con maggiore rabbia, ostilità e aggressività. Una limitazione importante del presente studio è la mancanza di una più approfondita valutazione dell’impulsività, per quanto l’impulsività sia un costrutto che sembra essere associato con vari gradi di rischio di comportamento suicidario (Yen et al., 2009).

 

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