Differenze di genere nella percezione della propria salute fisica e nella capacità di seguire uno stile di vita salutare

Le differenze di genere impattano sullo stato di salute dell’individuo, in quanto possono pregiudicare una corretta adesione ad un regime salutare.

ID Articolo: 170199 - Pubblicato il: 22 novembre 2019
Differenze di genere nella percezione della propria salute fisica e nella capacità di seguire uno stile di vita salutare
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Oltre ai classici indici di rischio in grado di influenzare concretamente l’aspettativa di vita, sembrano esserci altri due fattori impliciti che modulano l’aderenza ad uno stile di vita sano: la percezione della salute personale e l’attitudine verso il mantenimento dei comportamenti salutari.

 

Messaggio pubblicitario Secondo lo United Nation World Population prospect del 2015, l’aspettativa di vita media a livello globale sarebbe di 68 anni e 4 mesi per i maschi e 72 anni e 8 mesi per le femmine, numeri che sono cresciuti esponenzialmente nel corso dello sviluppo delle società moderne sia grazie all’avanzamento tecnologico che ha migliorato le condizioni generali di vita, così come al progresso in campo medico.

Oltre al genere, i fattori che influiscono sull’aspettativa di vita sono molteplici ed esulano dalla semplice assenza di malattia; tra questi, lo stile di vita di ogni individuo si può sicuramente considerare come uno dei fattori che incidono maggiormente, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato nel proprio rapporto del 2002, quali siano i principali indici di rischio in grado di influenzare concretamente l’aspettativa di vita, come ad esempio il tabagismo, l’ipertensione, l’alcolismo, una vita sedentaria o essere in sovrappeso. Tuttavia, sono anche stati individuati due fattori impliciti che modulano l’aderenza ad uno stile di vita sano: la percezione della salute personale, ovvero la percezione individuale legata al proprio stato di salute, e l’attitudine verso il mantenimento dei comportamenti salutari, ossia la percepita capacità di aderire ad abitudini alimentari e comportamentali adeguate riducendo al minimo i comportamenti dannosi per la salute (Clark et al., 1991).

Così come nel caso dell’aspettativa di vita, sembra che il sesso di appartenenza influenzi anche la capacità di aderire ad un piano salutare: è stato infatti riscontrato da alcuni studi come le donne tendano ad avere una percezione di autoefficacia inferiore, specialmente per quanto riguarda il sostenere sul lungo termine delle modifiche comportamentali, mentre gli uomini risultano avere una percezione di autoefficacia maggiore (Chen & Gao, 2019; Solimeo et al., 2019; Bruce et Al., 2017); gli studi menzionati tuttavia, avevano la limitazione di basarsi su di un campione della popolazione generale, ovvero in assenza di patologie conclamate o invalidanti.

Con l’intento di approfondire il rapporto tra percezione della salute personale, percezione di autoefficacia e genere di appartenenza, Sood, Jenkins, Sood e Clark hanno condotto uno studio trasversale coinvolgendo 2724 soggetti, iscritti ad un programma di promozione della salute offerto dall’azienda presso la quale lavoravano. Sono stati raccolti dei dati anamnestici per ricostruire l’effettivo stato di salute di ogni individuo, in seguito i partecipanti hanno poi risposto ad un questionario per attestare la percezione circa il proprio stato fisico generale e valutare la propria capacità di aderire ad uno stile di vita sano: in particolare il questionario ha permesso di valutare una generale percezione della propria salute, il livello di attività fisica mantenuto e la capacità percepita di poter mantenere un buon livello di attività fisica (identificato come almeno mezz’ora di attività sportiva in quasi ogni giorno della settimana), il livello di confidenza circa la capacità di seguire una dieta, il livello di stress generale, un indice circa la soddisfazione generale della qualità di vita, il supporto percepito nel mantenere uno stile di vita sano da parte delle persone care ed infine una stima circa le proprie interazioni sociali.

Messaggio pubblicitario Un numero statisticamente maggiore di uomini ha riportato problematiche come ipertensione, tabagismo e diabete mellito, inoltre gli uomini hanno dimostrato di essere più soggetti ad ipercolesterolemia. A dispetto di ciò, la percezione circa il proprio stato di salute è risultata essere equiparabile tra i soggetti femmine e maschi, dimostrando come a fronte di una condizione di salute generalmente peggiore gli uomini tendano a mantenere una percezione più positiva, se non a minimizzare la gravità della propria condizione di salute.

Gli uomini hanno dichiarato di avere un livello di attività fisica superiore alle donne e queste risultano inoltre meno sicure circa la propria capacità di riservare allo sport lo spazio dovuto; tuttavia sembra che il rispetto di un nuovo regime dietetico risulti essere meno problematico per le donne piuttosto che per gli uomini.

Per quanto riguarda i fattori psicosociali indagati, entrambi i sessi hanno riportato un livello simile di stress generale e del supporto ricevuto, sebbene le donne riferissero una maggiore propensione ad intrattenere rapporti sociali.

L’analisi fattoriale svolta sui dati raccolti ha poi individuato due modulatori: da un lato è stato identificato un generale dominio di autoefficacia, che come è già noto è fondamentale nel promuovere e mantenere uno stile di vita sano, sia incoraggiando una più ampia attitudine alla cura personale, che rinforzando o al contrario ostacolando il successo nei processi riabilitativi o terapeutici; dall’altro è stata isolata una componente più psicologica, rappresentata dallo stress e dal supporto sociale esperito. Anche una volta considerati età, BMI e condizioni di salute attuali, la differenza media riscontrata tra i due sessi risultava essere statisticamente rilevante.

I risultati di questo studio offrono l’opportunità di riflettere su come le differenze di genere riscontrate possano da ultimo avere un impatto rilevante sull’effettivo stato di salute dell’individuo, nel momento in cui queste pregiudichino una corretta adesione ad un regime salutare. Ad esempio, come suggerito dagli autori, sarebbe auspicabile implementare dei programmi mirati per migliorare la percezione di autoefficacia e con essa la motivazione alla modifica o al mantenimento di un sano stile di vita, per migliorare le possibilità di successo degli individui.

 

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