Perché ci si innamora di persone già impegnate? Una spiegazione secondo Sigmund Freud

Perché si è attratti da persone impegnate o dalla dubbia reputazione? Perché essere il terzo non ci disturba? Tematiche analizzate da S. Freud già nel 1910

ID Articolo: 168594 - Pubblicato il: 26 settembre 2019
Perché ci si innamora di persone già impegnate? Una spiegazione secondo Sigmund Freud
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Perché ci si innamora sempre di persone già impegnate? E perché il terzo nella relazione spesso non disturba? La spiegazione secondo Sigmund Freud.

 

Messaggio pubblicitario Perché si è attratti sempre da persone impegnate o da coloro che hanno dubbia reputazione? E perché, in altri casi, la presenza di un terzo nella relazione amorosa non ci disturba?

Queste tematiche, per quanto moderne e sempre più attuali, sono state discusse e analizzate già dal padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, in un breve trattato sulla vita amorosa del 1910. Il medico austriaco parla di una scelta oggettuale, in cui l’altro è percepito, in alcuni casi, più come oggetto che come soggetto, più come bene materiale da possedere che come persona di cui prendersi cura.

In particolare, partendo dall’osservazione dei suoi pazienti nevrotici, giunge ad osservare comportamenti analoghi in soggetti in “salute” e oserei dire, oggi comportamenti molto frequenti, quasi quotidiani. L’attrazione o infatuazione per donne già impegnate è per Freud, una precondizione per amare, in cui è saliente la figura del terzo, un terzo offeso su cui rivendicare un diritto di possesso. In questo caso, più che essere spinti dall’amore, si è mossi dal desiderio di mostrare la propria superiorità nei confronti dell’altro, di essere riconosciuto da lui come “re indiscusso della foresta”. È un bisogno primordiale che conduce alla rivalità e all’ostilità proveniente dall’ ES e dalla fissazione in età infantile del trio madre-padre–bambino. Nella fase edipica, infatti, il bambino prova sentimenti ostili nei confronti del padre, un misto di affetto e odio, in quanto possessore della madre, e fa in modo di conquistarla ad ogni costo senza poi riuscirci. E per questo che egli, poi, divenendo adulto, si interesserà a donne già impegnate, e cercherà così di riscattarsi da quel primo grande fallimento, divenendo il primo ed unico nel cuore dell’amata.

Freud nel suo scritto, si rivolge ad un parterre prevalentemente maschile, ma la sua teoria è applicabile sicuramente anche a quello femminile, letto nell’ ottica di possesso del padre e di rivalità con la madre.

Per quanto riguarda l’attrazione nei confronti di partners dalla dubbia reputazione, Freud fornisce una spiegazione alquanto complessa e articolata: reputa anch’essa una precondizione necessaria per amare, ma questa volta mossa dalla differenza tra la figura materna, caratterizzata da grande moralità e purezza, ed una donna di dubbia reputazione o dalla moralità opinabile. È necessario però sottolineare come per Freud ciò che è separato nel conscio è, invece, unito nell’ inconscio. Appare, quindi, possibile un accostamento tra la madre e la donna più libertina, tra la purezza e la trasgressione. A questa idea, il giovane vi giunge dopo aver compreso e scoperto che anche la propria madre, come tutte le persone del mondo, è dotata di impulsi e desideri sessuali, facendo venir meno gli ideali di angelica purezza che, da sempre, lui le aveva conferito.

Messaggio pubblicitario E pertanto la propria madre non è poi così lontana da donne dai facili costumi o da prostitute, ed è per questo che si riattiva il complesso edipico, se non ben concluso, e che lo spingerà poi, a ricercare donne aventi come caratteristica fondamentale la facile sessualità o semplicemente atteggiamenti trasgressivi. Freud sottolinea, inoltre, la tendenza di questi uomini a reputare la propria amata come unica, straordinaria e di altissimo valore, quasi dimenticando il loro passato o la loro continua capacità all’inganno, alla menzogna e al tradimento. Diventano, ai loro occhi, pure e degne della più assoluta fiducia, proprio come le loro madri, prima che venisse scoperta la loro sessualità. Spesso, nonostante il tradimento evidente, la grande sofferenza derivante e la grande quantità di energia psichica investita in un rapporto quasi unilaterale, tali uomini tenderanno a perdonare l’amata, e se si allontaneranno da questa, inconsciamente ne cercheranno un’altra avente simili caratteristiche e ne saranno nuovamente succubi.

Infine, cosa ci dice Freud riguardo alla presenza del terzo nella relazione e al fatto che questi non crei disturbo?

Egli afferma che alcuni uomini non nutrono nessun desiderio di esclusività con la propria donna e nessun fastidio per la presenza di un terzo elemento, anzi, in casi estremi, quasi vogliono che la partner trovi un marito o un altro partner. Ciò potrebbe essere letto come un’accettazione del triangolo familiare edipico ed, anzi, una fissazione a tale condizione. Il valore della donna viene spesso sminuito, quasi fosse solo un mezzo per ricreare quella prima condizione di triangolo o che il suo valore dipendesse da quel terzo elemento, senza la quale lei non sarebbe né attraente e né interessante.

Concludendo, il breve scritto freudiano può essere fonte di numerose riflessioni sull’argomento in questione e sul rapporto con i propri genitori, spesso specchio della nostra esistenza.

 

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Bibliografia

  • Freud, S. (1910). Un particolare tipo di scelta oggettuale nell’uomo. Psicologia della vita amorosa, traduzione di Jean Sanders e Leonardo Breccia, Roma, Newton Compton Editori, 2014.
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