Prefigurare un “Sé futuro” migliore ci rende più felici nel tempo?

Felicità: uno studio ha indagato se sono più felici coloro che pensano di cambiare molto in futuro o quelli che si immaginano poco cambiati

ID Articolo: 165119 - Pubblicato il: 23 maggio 2019
Prefigurare un “Sé futuro” migliore ci rende più felici nel tempo?
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Secondo un recente studio sembrerebbe che la felicità con l’avanzare del tempo sia fortemente correlata alle previsioni del proprio Sé futuro rispetto al presente.

 

Solitamente quando ci si mette nell’ottica di pensare a chi saremmo in futuro, c’è chi ha una visione di cambiamento sia in positivo che in negativo e c’è chi invece crede che tutto sommato rimarrà comunque se stesso.

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Felicità: aumenta se ci immaginiamo migliori in futuro?

Alcuni ricercatori dell’Università della California Los Angeles (UCLA), si sono chiesti come queste previsioni riguardo il proprio Sé nel futuro possano avere o meno un impatto sulla felicità quando si è raggiunta una certa età – quindi il Sé futuro prefigurato si è in qualche modo consolidato.

Lo studio portato avanti dai ricercatori ha coinvolto 4.936 statunitensi, con età tra i 20 e i 75 anni, che hanno risposto ad una serie di domande circa alcuni tratti sul Sé attuale e sul Sé futuro. In più è stato indagato il benessere soggettivo, attraverso un questionario, in due fasi principali: una baseline ed un’altra dopo 10 anni.

In generale si potrebbe pensare che chi ha un’immagine di Sé positiva o negativa, prefigurerebbe un Sé futuro migliore rispetto all’attuale per poi sentirsi meglio rispetto a quello che è nel presente, e quindi più felice col passare del tempo; ma questo studio ha riscontrato l’effetto contrario. Infatti dai risultati si evince che coloro che avevano previsto un cambiamento minimo di alcune caratteristiche sia in positivo che negativo, dopo dieci anni in generale erano più soddisfatti di chi inizialmente prevedeva un Sé futuro decisamente migliore o decisamente peggiore di quello presente.

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Felicità: essere se stessi oggi e domani

Per concludere, questa ricerca si inserisce in un nuovo filone di letteratura psicologica che sembrerebbe suggerire che la somiglianza tra il Sé futuro e quello attuale apporti dei benefici nei processi decisionali dando vita a risultati migliori a lungo termine. I ricercatori di questo studio hanno deciso di non fermarsi qui ed hanno intenzione di andare oltre, cercando di scoprire il perché alcun persone pensano di cambiare nel tempo ed altro invece no, indagando anche quali eventi di vita possono incidere o meno in questi processi cognitivi che portano a pensare ai diversi possibili “futuri Sé ».

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