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La perdita peri e post natale – Report dal convegno di Palermo del 30 novembre

Perdita peri e post natale: a Palermo, il 30 novembre, si è parlato della necessità di gestire in équipe questi eventi dolorosi per la coppia genitoriale

Di Angela Ganci

Pubblicato il 14 Dic. 2018

La perdita di un figlio rappresenta sicuramente per la coppia un momento di profondo dolore emotivo che necessita di sostegno psicologico e raccordo tra gli operatori del settore medico, psicologico, infermieristico, anche in previsione di gravidanze future e per la salvaguardia del benessere sessuale e relazionale della coppia.

 

Questo il messaggio forte trasmesso a Palermo in occasione dell’evento formativo dal titolo La perdita peri e post natale: dialogo tra i sistemi coinvolti svoltosi lo scorso 30 Novembre presso la sontuosa sede dell’Hotel Best Western ai Cavalieri.

Perdita peri e post natale: la coppia genitoriale di fronte al lutto

Perdere un figlio rappresenta per la coppia perdere la sopravvivenza stessa, una minaccia effettiva – commenta Enrico Cazzaniga, psicologo psicoterapeuta – Si tratta di sperimentare una solitudine irriducibile, per affrontare la quale la coppia necessita di supporto, prendendosi cura del lutto stesso e resistendo alla seduzione del dolore, che prende il posto di chi non c’è più. Ecco perché il fine del supporto psicologico è l’integrazione della perdita e l’instaurarsi della nostalgia, quale sentimento doloroso tollerabile, relativo al ricordo di chi non c’è più.

Perdita peri e post natale - Report dal convegno di Palermo foto 1Imm. 1 – L’INTERVENTO DI ENRICO CAZZANIGA

La perdita che può ora derivare da un aborto ora dalla scelta dibattuta della riduzione selettiva, con tutti i sensi di inadeguatezza, colpa e disagio che questa comporta.

Ridurre volontariamente la vita di uno di due gemelli, per complicanze gravi in caso di mancato intervento, è senz’altro una scelta complessa, se di scelta si può parlare nel caso di morte di un figlio, percepita come un atto di distruzione causato dallo stesso genitore, con vissuti di colpa, devastanti e invalidanti – apre la sua toccante relazione la Dottoressa Messina, psicologa psicoterapeuta – In tal caso il sostegno psicologico consisterà nell’informare i genitori sul percorso medico da seguire, sostenendoli durante e dopo l’intervento di riduzione, utilizzando un linguaggio semplice e comprensibile.

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Perdita peri e post natale: un evento da gestire in equipe

La perdita, quindi, come evento di difficile gestione, che richiede un lavoro di rete che interessa tutta l’equipe medica, lo psicologo e i sanitari che ruotano intorno alla coppia.

Il momento successivo alla perdita è estremamente delicato e richiede l’intervento tempestivo dello psicologo e dell’anatomo patologo, in un rapporto di strettissima collaborazione – continuano Gabriella Ottoveggio, anatomo-patologa specialista nel campo delle patologie feto-placentari e Messina – Il primo step successivo alla perdita è capire cosa può essere successo; attraverso il supporto del medico e dello psicologo la coppia si sentirà aiutata e riuscirà ad elaborare l’evento perdita anche in vista di gravidanze future. L’anatomopatologo, dal canto suo, sosterrà la coppia verso l’approfondimento delle cause della perdita fetale e degli esami medici necessari, proponendo un piano operativo, in stretto raccordo con infermieri e psicologi.

Umanizzazione dei percorsi assistenziali, collaborazione tra diverse specializzazioni, dialogo intersistemico, coinvolgimento attivo della coppia e gestione della crisi: un’ottica collaborativa attraverso cui guardare alla perdita come un evento, seppur critico, da accettare nel suo accadere e a partire dal quale attivare quella resilienza necessaria per proseguire il più serenamente nella direzione di genitori e coppia, sostenuti da una reta di professionisti, insieme empaticamente coinvolti dagli effetti di quel dolore muto che costituisce ogni trauma.

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Angela Ganci
Angela Ganci

Psicologia & Psicoterapeuta, Ricercatrice, Giornalista Pubblicista.

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