Differenze cerebrali nei bambini con sintomi ossessivo compulsivi subclinici

Uno studio ha dimostrato che i bambini con sintomi ossessivo compulsivi presenterebbero differenze anatomiche a livello cerebrale.

ID Articolo: 151051 - Pubblicato il: 15 gennaio 2018
Differenze cerebrali nei bambini con sintomi ossessivo compulsivi subclinici
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Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori del Bellvitge Biomedical Research Institute (IDIBELL) e dell’Institute of Global Health of Barcelona (ISGlobal) i bambini con sintomi ossessivo compulsivi presenterebbero differenze anatomiche a livello cerebrale.

 

Messaggio pubblicitario I sintomi subclinici del disturbo ossessivo compulsivo (DOC) sono molto più comuni rispetto ai casi più gravi che necessitano di attenzione medica e psicologica. Il DOC vero e proprio interessa all’incirca tra l’1 e il 2% dei soggetti, i sintomi lievi invece possono essere presenti in quasi un terzo della popolazione.

Bambini con sintomi ossessivo compulsivi lievi: come si rilevano?

Questi sintomi possono includere ad esempio, pensieri ricorrenti circa il timore di contaminazione dopo essere stati a contatto con oggetti in luoghi pubblici oppure la paura di aver compiuto inavvertitamente un comportamento potenzialmente dannoso (come aver lasciato la porta di casa aperta dopo essere usciti) o ancora il bisogno di sistemare gli oggetti in perfetto ordine e simmetria. Queste paure sono spesso accompagnate da comportamenti compulsivi quali la pulizia ripetitiva o comportamenti organizzativi non necessari che per quanto il soggetto consideri eccessivi risultano incontrollabili. Sebbene la maggior parte di questi sintomi non interferisca con la vita quotidiana, in alcuni casi si può assistere alla comparsa di una condizione più grave che può sfociare nel disturbo vero e proprio.

Carles Soriano-Mas, autore principale dello studio, ha detto “L’infanzia è un periodo particolarmente sensibile per lo sviluppo di sintomi ossessivo compulsivi. È relativamente normale che i bambini allineino le scarpe in un certo modo o ripetano ad alta voce il numero di targa delle automobili, in una piccola percentuale di casi però questi sintomi possono essere indicatori di un potenziale rischio d’insorgenza del disturbo”.

Bambini con sintomi ossessivo compulsivi e le caratteristiche cerebrali

255 bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni senza alcuna diagnosi di disturbo mentale hanno partecipato allo studio. Ai ragazzini è stato chiesto di rispondere a un questionario circa la presenza di lievi sintomi ossessivo compulsivi e di sottoporsi ad una risonanza magnetica strutturale. Questa particolare tecnica permette di esplorare in modo dettagliato l’anatomia cerebrale, in particolar modo i ricercatori hanno osservato con attenzione il lobo frontale (sede di processi quali la percezione, l’immaginazione, il pensiero, il giudizio e la decisione) e le aree ad esso connesse.

Messaggio pubblicitario Confrontando i risultati del questionario con i dati della risonanza, si è visto che i diversi sintomi osservati per quanto lievi potrebbero essere associati a specifiche caratteristiche cerebrali” ha detto Soriano-Mas che ha continuato “è interessante notare che queste stesse caratteristiche anatomiche sono state osservate anche in pazienti con una diagnosi di DOC. Ovviamente è necessario considerare altri fattori di varia natura come ad esempio quelli sociali, educativi e il benessere generale per comprendere il perché in alcuni casi questi sintomi evolvano verso forme più gravi che richiedono interventi specifici”.

I risultati, pubblicati sul Journal of American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, suggeriscono che alcuni disturbi, incluso il DOC, potrebbero essere considerati una manifestazione estrema di alcune caratteristiche che spesso compaiono nella popolazione generale.
La scoperta potrebbe avere un impatto positivo sullo sviluppo di strategie di prevenzione a lungo termine per i diversi disturbi. L’anatomia del cervello potrebbe essere monitorata con maggiore attenzione in bambini ad alto rischio (come i figli di genitori con disturbi psichiatrici) in modo da stimare la probabilità di sviluppare una condizione patologica che potrebbe interferire con il normale sviluppo.

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