Le scelte intertemporali: i meccanismi psicologici che le determinano

Le decisioni intertemporali sono quelle che il soggetto prende nel presente ma che daranno benefici in futuro e vi sono alcuni meccanismi che le influenzano

ID Articolo: 150493 - Pubblicato il: 19 dicembre 2017
Le scelte intertemporali: i meccanismi psicologici che le determinano
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L’uomo di oggi ha frequentemente necessità di prendere delle decisioni intertemporali. Con tale costrutto si intendono quelle scelte che il soggetto fa e che daranno i loro frutti in tempi differenti dal presente. Affinché possa compiere una scelta intertemporale, la persona ricerca con accuratezza le informazioni relative alla decisione da prendere, considerando più fattori. Il reperimento di tali notizie avviene attraverso l’utilizzo di due strategie, ovvero la strategia comparativa e la strategia integrativa. Inoltre, la capacità di compiere delle scelte intertemporali è legata ad alcuni tratti caratteriali, come l’abilità di essere pazienti, che è presente in alcuni individui ed assente in altri.

 

Keywords: scelte intertemporali, strategia comparativa, strategia integrativa, tratti caratteriali

Decisioni intertemporali: che cosa sono?

Messaggio pubblicitario L’uomo di oggi ha frequentemente necessità di prendere delle decisioni intertemporali. Con tale costrutto si intendono quelle scelte che il soggetto fa e che daranno i loro frutti in tempi differenti dal presente (Delfino, 2011). Queste opzioni investono diversi settori della vita dell’individuo. Nello specifico, possono riguardare la salute, come, per esempio, mettersi a dieta per preservare il proprio benessere futuro, la propria formazione orientata al successivo esercizio di una professione, piani di risparmio finalizzati all’accumulo di un certo capitale da utilizzare come pensione integrativa, il rispetto delle norme ecologiche per preservare l’ambiente da lasciare in eredità alle nuove generazioni.

I meccanismi che determinano le decisioni intertemporali

Quali meccanismi psicologici spingono gli individui ad investire le loro forze e risorse in progettualità che si realizzeranno in un tempo futuro lontano?

Affinché possa compiere una scelta intertemporale, la persona ricerca con accuratezza le informazioni relative alla decisione da prendere, considerando più fattori. Diverse ricerche, soprattutto in ambito economico (Ainslie, 1975; Laibson, 1997), nel corso del tempo si sono occupate di capire la motivazione che spinge gli individui a compiere delle scelte di lungo periodo, che richiedono dei sacrifici, piuttosto che godere nel breve termine delle loro risorse.

Da questi studi quello che si evince è che la capacità di compiere delle decisioni intertemporali è legata ad alcuni tratti caratteriali, come l’abilità di essere pazienti, che è presente in alcuni individui ed assente in altri (Golsteyn e al., 2014; Reimers e al., 2009).

Si definiscono anomalie della scelta intertemporale (Loewenstein e Prelec, 1992) quelle condizioni nelle quali la finalità della progettualità a lungo termine viene meno, in quanto cambiano gli scenari emotivi, economici e di vita, che hanno dato origine alla decisione intertemporale.

Relativamente al tempo, solitamente gli individui tendono a fare delle scelte che riguardano il tempo presente o al massimo il futuro prossimo, essendo spesso spaventati dall’imprevedibilità di una prospettiva futura molto lontana, come messo in evidenza dalle sperimentazioni di Ainslie (2005). La difficoltà a fare delle scelte temporali di lungo periodo è definita miopia temporale (Strotz, 1956). A determinare la miopia temporale concorrono diversi fattori, fra cui spicca l’impulsività e la mancanza di autocontrollo (Wittmann e Paulus, 2008).

Nel convincere gli individui a prendere decisioni intertemporali un posto di rilievo lo occupa la comunicazione di chi propone le opzioni fra cui orientarsi. In pratica, laddove il frutto delle scelte intertemporali viene presentato come un qualcosa di estremamente desiderabile e positivo, questo inficerà la scelta intertemporale stessa, in quanto la desiderabilità e positività della meta, che si potrebbe raggiungere nel lungo periodo, stimola l’impazienza del soggetto, che non è disposto ad aspettare così a lungo per raggiungerla (Mischel e al., 1989).

Sulle decisioni intertemporali intervengono negativamente quelli che Loewenstein (1996) definisce gli imperativi biologici, per cui la non soddisfazione dei bisogni primari (fame, sete ecc.) e alcune emozioni come la paura fanno venir meno la capacità del soggetto di fare delle scelte intertemporali.

Altra variabile che incide sulla capacità degli individui di prendere decisioni ad ampio respiro è rappresentata dalla percezione soggettiva del tempo. In pratica, ci sono individui che attribuiscono un alto valore emotivo alle cose che possono essere ottenute nell’immediato e scarsa considerazione per tutto quello che può essere conquistato in un tempo futuro indefinito. In ragione di ciò, cambia la percezione soggettiva del tempo, per cui all’immediato viene attribuita un’alta pregnanza emotiva, cosa che non accade per la dimensione futura (Ebert e Prelec, 2007).

Una recente ricerca (Reek e al., 2017) ha convalidato la tesi che gli individui per compiere una scelta intertemporale cerchino di reperire più informazioni possibili. Il reperimento di tali notizie avviene attraverso l’utilizzo di due strategie, ovvero la strategia comparativa e la strategia integrativa.

Messaggio pubblicitario Con la prima il soggetto compara le diverse informazioni, cercando di immaginare le conseguenze future di un’eventuale scelta, attraverso le varie opzioni legate alla scelta stessa. In altre parole, l’individuo immagina che cosa accadrebbe se invece di accantonare 100 € al mese per i successivi 10 anni, ne mettesse da parte 200 o 300 € al mese.

Nella strategia integrativa la persona raccoglie più informazioni relative ai probabili scenari futuri a cui potrebbe andare incontro la sua scelta attuale. In questa prospettiva, in pratica, l’individuo immagina come la sua scelta di accantonare 100 € al mese per i prossimi 10 anni possa risentire dei probabili scenari economici differenti (periodi di crisi economica, instabilità della fonte di reddito ecc.).

Secondo questa ricerca i soggetti che utilizzano la strategia comparativa sono caratterialmente più pazienti e risentono maggiormente delle influenze contestuali nell’ambito della decisione da prendere, mentre quelli che scelgono la strategia integrativa sono meno pazienti e risentono meno delle suggestioni ambientali.

In conclusione, la capacità decisionale intertemporale di un individuo dipende da diversi fattori sia ambientali che personali. L’abilità di essere pazienti e il possedere una prospettiva temporale ad ampio respiro sembrano incentivare la competenza decisionale intertemporale.

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Bibliografia

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  • Strotz, R. (1956). Myopia and inconsistency in dynamic utility maximization. Review of Economic Studies, 23, 3, 165-180.
  • Wittmann, M., Paulus, M., P. (2008). Decision making, impulsivity and time perception. Trends in Cognitive Sciences, 12, 1, 7-12.
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