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L’alcol, dall’uso non patologico alla dipendenza: considerazioni e trattamenti

L’ alcol è una sostanza psicoattiva, frequentemente e facilmente accessibile. L'uso di alcol si può distinguere in uso non patologico, abuso e dipendenza.

Di Giovanni Belmonte

Pubblicato il 09 Giu. 2017

Aggiornato il 21 Nov. 2018 12:17

L’ alcol è una sostanza psicoattiva che, al pari del tabacco e del caffè, è frequentemente utilizzata. E’ fondamentale però distinguere tra: uso non patologico, abuso e dipendenza.

 

L’ alcol è una sostanza psicoattiva che, al pari del tabacco e del caffè, è frequentemente utilizzata. Spesso, per i bambini, il primo contatto con l’ alcol può avvenire all’interno delle mura domestiche; infatti, non è inusuale che l’alcol si trovi sulle nostre tavole. In adolescenza, invece, dove il gruppo dei pari assume un ruolo fondamentale, è frequente che durante le uscite o alle feste si venga esposti all’ alcol. In particolare, relativamente al consumo di sostanze, è fondamentale distinguere tra:

  • Uso non patologico: uso ricreativo e sociale senza conseguenze a livello sia fisico che cognitivo.
  • Abuso: modalità di uso patologico delle sostanze psicoattive. L’individuo continua ad assumere alcol nonostante sia consapevole di avere un problema (sociale, lavorativo) causato dall’uso della sostanza .
  • Dipendenza: è caratterizzata da una scarsa capacità di controllo su consumo della sostanza psicoattiva che viene assunta nonostante il manifestarsi di conseguenze avverse.

Alcol e sostanze: i criteri del DSM per la diagnosi di un disturbo

I criteri riportati nel DSM per il Disturbo da uso di sostanze fanno riferimento a una modalità patologica d’uso della sostanza che conduce a disagio o compromissione clinicamente significativi, come manifestato da almeno due delle condizioni seguenti, che si verificano entro un periodo di 12 mesi:

  • La sostanza è spesso assunta in quantità maggiori o per periodi più prolungati rispetto a quanto previsto dal soggetto;
  • Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso della sostanza;
  • Una grande quantità di tempo viene spesa in attività necessarie a procurarsi la sostanza (per es., recandosi in visita da più medici o guidando per lunghe distanze), ad assumerla, o a riprendersi dai suoi effetti;
  • Craving o forte desiderio o spinta all’uso della sostanza;
  • Uso ricorrente della sostanza che causa un fallimento nell’adempimento dei principali obblighi di ruolo sul lavoro, a scuola, a casa;
  • Uso continuativo della sostanza nonostante la presenza di persistenti o ricorrenti problemi sociali o interpersonali causati o esacerbati dagli effetti della sostanza;
  • Importanti attività sociali, lavorative o ricreative vengono abbandonate o ridotte a causa dell’uso della sostanza.
  • Uso ricorrente di alcol in situazioni nelle quali è fisicamente pericoloso (ad esempio alla guida).
  • Uso continuato di alcol nonostante la consapevolezza di un problema persistente o ricorrente, fisico o psicologico (es: perdita di memoria), che è stato probabilmente causato o esacerbato dalla sostanza.
  • Tolleranza, come definita da ciascuno dei seguenti:
    • Il bisogno di dosi notevolmente più elevate della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto desiderato;
    • Un effetto notevolmente diminuito con l’uso continuativo della stessa quantità della sostanza.
  • Astinenza, come manifestata da ciascuno dei seguenti:
    • La caratteristica sindrome di astinenza per la sostanza (riferirsi ai Criteri A e B dei set di criteri per Astinenza dalle sostanze specifiche);
    • La stessa sostanza (o una strettamente correlata) è assunta per attenuare o evitare i sintomi di astinenza.

Nella diagnosi bisogna specificare se:

  • La persona beve in Ambiente Controllato
  • Codificare il decorso della Dipendenza: Remissione Precoce (3<x<12 mesi); Remissione Protratta (>12 mesi)
  • Ed infine, stabilire la gravità attuale: Lieve: 2‐3 sintomi; Moderata: 4‐5 sintomi; Grave: 6 o più sintomi

Circa il 13% della popolazione negli Stati Uniti, durante il corso della sua vita soddisfa i criteri per l’abuso di alcol e circa il 5% per dipendenza da sostanza da alcol.

CAGE: il questionario per scoprire se si soffre di un disturbo da uso di alcol

Un breve questionario, che permette di comprendere se una persona abbia un disturbo legato all’ alcol, è il CAGE. In particolare, questo test prevede quattro domande:

  1. Ha mai pensato che dovrebbe smettere di bere?
  2. Si è mai irritato perché alcune persone la criticano a causa del bere?
  3. Si è mai sentito in colpa perché beve troppo?
  4. Si è mai svegliato al mattino pensando di bere come prima cosa?

Due o più risposte positive indicano un uso problematico di alcol.

I trattamenti per i disturbi correlati all’uso di alcol

Sono stati avviati diverse tipologie di trattamenti per i disturbi correlati all’ alcol. Nel trattamento farmacologico vengono spesso utilizzate due categorie di farmaci:

  • Farmaci che agiscono su desiderio di bere: Disulfiram (Antabuse) e Naltrexone.
  • Farmaci che riducono di effetti dell’astinenza: Valium.

Riguardo ai trattamenti psicologici troviamo:

  • Terapia di gruppo: vi è spesso un professionista che dirige il gruppo. Il confronto tra le persone che abusano di alcol è molto importante, in quanto le persone sono spinte a non mentire e a non negare di fronte a persone che conoscono bene questi meccanismi.
  • Interventi ambientali: all’interno delle residenze protette, la persona è impossibilitata a procurarsi le sostanze, in quanto la persona è osservata 24h su 24h. L’intervento viene spesso abbinato alla somministrazione di farmaci e mostra buoni risultati.
  • Terapia cognitivo-comportamentale: si basa su alcune tecniche come il condizionamento avversivo, che condiziona l’assunzione della sostanza in modi negativi, e il training di abilità. Per un paziente alcolista è fondamentale imparare determinate abilità di base al fine di riconoscere i segnali di rischio per una ricaduta, ad esempio andare a una festa, fare un brindisi.

Il 99% degli approcci mirano all’astinenza completa dall’ alcol; altri invece parlano di uso controllato, cioè un uso non problematico.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Jill M.Hooley, James N. Butcher, Matthew K. Nock, Susan Mineka (2017) Psicopatologia e psicologia clinica, in Giulia Buodo et al. (a cura di), Pearson Italia, Milano - Torino
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