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La pica: un disturbo dalle voglie alimentari insolite

La pica è un disturbo della nutrizione e dell'alimentazione, caratterizzato dall'ingestione di sostanze non nutritive, tra cui l'amido, l'argilla, la cenere

Di Monica Mascolo, Valeria Mancini

Pubblicato il 09 Mar. 2017

Aggiornato il 28 Giu. 2019 11:59

La pica, anche denominato allotriofagia, è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall’ingestione continuata nel tempo di sostanze non nutritive (terra sabbia, carta, gesso, legno, cotone, etc.). L’ingestione di sostanze non alimentari si deve protrarre per un periodo di almeno un mese ed è inappropriata rispetto al livello di sviluppo (generalmente in bambini più grandi di 18- 24 mesi).

Monica Mascolo e Valeria Mancini, OPEN SCHOOL STUDI COGNITIVI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

 

Pica: in cosa consiste

Il termine pica deriva dal latino (gazza), un uccello che si caratterizza per la sua tendenza a rubare oggetti non commestibili e a mangiarli (Iorio, Prisco & Iorio, 2014).

La pica viene inserita nel DSM-5 all’interno della categoria diagnostica dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Secondo la definizione del DSM-5 i disturbi alimentari sono caratterizzati da comportamenti inerenti l’alimentazione che portano ad un alterato consumo o assorbimento di cibo tali da compromettere significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale (American Psychiatric Association, 2014).

Spesso sono in comorbilità con altri disturbi psichiatrici come la depressione, l’abuso di sostanze e i disturbi d’ansia. Nei disturbi alimentari sono frequenti le complicanze fisiche che comportano un rischio di morte 12 volte maggiore di quello riscontrabile in soggetti sani confrontabili per età.

La diagnostica della pica non è applicabile a individui appartenenti a culture che accettano tale pratica, a bambini o adulti affetti da disabilità intellettiva, disturbo dello spettro autistico, schizofrenia o altra condizione medica, ad eccezione dei casi in cui il comportamento d’ingestione è sufficientemente grave da giustificare ulteriore attenzione clinica. La sindrome interessa talvolta anche le donne incinte, le quali desiderano cibi inappropriati, come per esempio carne cruda e ghiaccio.

Alla base della pica vi è quasi sempre un’anemia da carenza di ferro, e il disturbo regredisce con la correzione della carenza o, nel caso delle donne incinte, col termine della gravidanza.
Le persone che soffrono di pica potrebbero incorrere nel rischio dell’ingestione accidentale di veleni.
L’ingestione di sostanze bizzarre o inusuali inoltre provocherebbe problemi intestinali, ulcera, infezioni polmonari ricorrenti, anemia, ecc.. (Gupta & Gupta, n.d.).

Tale comportamento è stato osservato con minore frequenza negli uomini rispetto alle donne e sembra diminuire con l’età (Iorio, Prisco & Iorio, 2014), mentre è difficile stabilirne l’incidenza, perché si tratta di un disturbo raro nella popolazione generale.
C’è poca coerenza nella definizione della pica, nella classificazione delle sostanze ingerite, nell’individuazione delle caratteristiche principali dei praticanti, nel consigliare il trattamento, o nei risultati messi in luce (Lacey, 1990).
Quindi, la sistemazione nosografica della pica è incerta e suscettibile di opinioni differenti e poco esplorato appare il profilo psicopatologico.

 

Pica: definizione e criteri diagnostici

Non esiste una definizione univoca di pica, la più utilizzata è quella di Taber (Lacey, 1990), che definisce la pica come un comportamento alimentare che si manifesta con un desiderio di ingerire materiale normalmente non considerato come cibo, ad esempio, l’amido, l’argilla, la cenere, i pastelli, il cotone, l’erba, i mozziconi di sigaretta, il sapone, il legno, la carta, o il gesso. Questa condizione viene riscontrata in gravidanza, nella clorosi, nell’isteria, nell’elmintiasi, e in certe psicosi. L’importanza di questa condizione, la cui causa è sconosciuta, deriva dalla tossicità del materiale ingerito, ad esempio, la vernice che contiene il piombo, o dall’ingestione di materiali al posto di nutrienti essenziali (Clayton, 1985).

Nel DSM-5 la pica è inserita nel capitolo “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”, mentre in precedenza nel DSM-IV-TR veniva classificata all’interno dei “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione dell’infanzia o della prima fanciullezza”. I criteri del DSM-IV per la pica sono stati rivisti per chiarezza e per indicare che la diagnosi può essere fatta per le persone di ogni età.

Prendendo in considerazione la definizione del DSM-5, la caratteristica fondamentale della pica è la persistente ingestione di una o più sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili per un periodo di almeno un mese (Criterio A), che risulti sufficientemente grave da giustificare attenzione clinica. Di solito le sostanze ingerite tendono a variare con l’età dell’individuo e con la disponibilità delle sostanze stesse, e possono comprendere carta, sapone, stoffa, capelli, lana, terra, gesso, talco in polvere, vernice, gomma, metallo, ciottoli, carbone, cenere, creta, amido o ghiaccio.

E’ stato incluso il termine non commestibile perché la diagnosi di pica non viene applicata all’ingestione di prodotti dietetici che hanno un apporto calorico minimo. Solitamente non vi è avversione per il cibo in generale. L’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili deve essere inappropriata rispetto allo stadio di sviluppo (Criterio B) e non deve far parte di una pratica culturalmente sancita o socialmente normata (Criterio C). E’ stato suggerito nei bambini un minimo di 2 anni di età per una diagnosi di pica al fine di escludere quel gesto, evolutivamente fisiologico, di portare alla bocca oggetti che possono essere ingeriti. L’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili può essere una manifestazione associata ad altri disturbi mentali (per es., disabilità intellettiva [disturbo dello sviluppo intellettivo], disturbo dello spettro dell’autismo, schizofrenia). Se il comportamento d’ingestione si manifesta esclusivamente nel contesto di un altro disturbo mentale, si dovrebbe porre una diagnosi separata di pica solo se il comportamento d’ ingestione è sufficientemente grave da giustificare ulteriore attenzione clinica (Criterio D). Si parla di pica in remissione, se successivamente alla precedente piena soddisfazione dei criteri per la pica, i criteri non sono stati soddisfatti per un consistente periodo di tempo (American Psychiatric Association, 2014).

A seconda della sostanza ingerita la pica cambia il suo nome: la geofagia (ingestione di vari tipi di terra), la xilofagia (ingestione di legno), la tricofagia (ingestione di capelli o lana), la litofagia (ingestione di pietre), la acufagia (ingestione di oggetti acuti), la coniofagia (ingestione di polvere), la stactofagia (ingestione di cenere da sigaretta), l’amilofagia (ingestione di amido), etc.

 

Eziologia della pica

Per i bambini, che imparano a conoscere il mondo, mettendo le cose in bocca, la pica è davvero abbastanza comune.
Dal punto di vista evolutivo, i neonati hanno un periodo di crescita in cui mettono in bocca tutto ciò che trovano. Quando un bambino ha superato questo stadio dello sviluppo e comincia improvvisamente a mangiare prodotti non alimentari, ci può essere un problema, in questo caso bisogna individuare la causa ed eliminarla.

Sebbene l’eziologia esatta della pica non è nota, ci sono alcune ipotesi riguardo ad essa: fattori organici, psicodinamici, socioeconomici e culturali. La maggior parte delle ipotesi ha ampiamente accettato argomenti della teoria orientati verso la carenza nutrizionale come causa della pica (Bhatia & Kaur, 2014).

Le teorie presumibilmente dietro la pica quindi sono due: una teoria nutrizionale e una teoria fisiologica. La teoria nutrizionale suggerisce che gli enzimi del cervello che regolano l’appetito, alterati da una carenza di ferro o zinco, innescano voglie specifiche. Tuttavia, gli elementi non alimentari di solito non soddisfano la carenza di minerali nel corpo della persona. La teoria fisiologica dichiara che mangiare l’argilla o la sporcizia contribuisce ad alleviare la nausea, a controllare la diarrea, all’aumento della salivazione, ad eliminare le tossine e ad alterare l’odore o la percezione del sapore durante la gravidanza (Advani, Kochhar, Chachra & Dhawan, 2014).

Le altre cause possono essere la carenza di ferro, zinco, calcio e altre sostanze nutritive (tiamina, niacina, vitamine del gruppo B e C). La pica si presenta in modo variabile nei pazienti affetti da carenza di ferro. Alcuni studi hanno dimostrato che alcuni bambini con carenza di ferro che in correlazione presentavano il disturbo pica, dopo il trattamento con il ferro presentavano remissione del disturbo: in un primo studio Lanzkowsky riferisce la remissione di pica nei bambini in seguito al trattamento con ferro per via intramuscolare (Lanzkowsky, 1959; citato in Ahmed, Gaboli & Attalla, 2015); la remissione da pica è stata dimostrata da MacDonald e Marshall nei bambini con anemia da carenza di ferro quando veniva somministrata la terapia di ferro (MacDonald e Marshall, 1964; citato in Ahmed et al., 2015). In Sudan l’anemia sideropenica è stata osservata nel 50% dei bambini che avevano pica; la pica si è risolta nel 90% di quelli trattati con la terapia di ferro (Altohami AE, Università della Scienza e della tecnologia, il Sudan, comunicazione personale; citato in Ahmed et al., 2015).

La fisiopatologia esatta della sindrome non è nota.
I pazienti consumano elementi insoliti, come l’amido da lavanderia, il ghiaccio e il terreno argilloso. Sia l’argilla che l’amido possono vincolare il ferro nel tratto gastrointestinale, aggravando la carenza. Un drammatico esempio dei problemi prodotti dal consumo di argilla si è verificato nel 1960 con le segnalazioni della carenza di ferro nei bambini lungo il confine tra l’Iran e la Turchia (Say, Ozsoylu & Berkel, 1969; citato in Advani et al., 2014). Questi bambini avevano altre anomalie, tra cui una peculiare massiccia epato-splenomegalia, una scarsa guarigione delle ferite e una diatesi emorragica. Presumibilmente, i bambini avevano inizialmente una semplice carenza di ferro associata a pica, tra cui la geofagia. Il terreno contiene composti che trattengono sia il ferro che lo zinco. La secondaria carenza di zinco è causata dall’epatomegalia e da altre anomalie insolite.

Un’altra causa che può essere associata con questa malattia è l’alto livello di piombo. L’esposizione al piombo è un problema per molti bambini che vivono o sono ospiti per lunghi periodi di tempo in case più vecchie che hanno la vernice a base di piombo. Queste sono state costruite soprattutto prima del 1970 e la vernice al piombo è stata bandita nel 1978. Tuttavia, altre fonti di piombo comprendono alcuni tipi di farmaci e alcuni tipi di ceramiche. L’ingestione di vernice è più frequente tra i bambini appartenenti ad un basso status socioeconomico ed è associata alla mancanza di supervisione da parte dei genitori.

Anche gli eventi traumatici sono associati con lo sviluppo della pica. Eventi comuni che potrebbero causare l’insorgere della pica includono la separazione dei genitori, la negligenza dei genitori, la mancanza d’interazione genitore-figlio e gli abusi sui minori.
Nonostante la grande varietà di teorie, nessuna di loro spiega tutte le forme di pica (Advani et al., 2014).

La pica può avere una base psicologica e può anche cadere nello spettro dei disturbi ossessivo-compulsivi, dove essa assume la forma di un comportamento compulsivo. Le persone con questo disturbo talvolta sviluppano il disturbo come meccanismo di coping (vale a dire la capacità di fronteggiare situazioni difficili). La pica ha una maggiore incidenza nella popolazione umana con una diagnosi di fondo che coinvolge il funzionamento mentale, queste diagnosi sono: condizioni psichiatriche come la schizofrenia, lo sviluppo di disturbi mentali tra cui l’autismo e le condizioni con ritardo mentale. Queste condizioni non sono caratterizzate dalla carenza di ferro, che supporta la componente psicologica nella causa della pica (Firyal, 2007). Le persone con disabilità dello sviluppo hanno questo disturbo a causa della loro incapacità di discriminare i prodotti alimentari e non alimentari.

Le tradizioni culturali e religiose possono anche svolgere un ruolo nel comportamento della pica. In molte zone rurali dell’India, le femmine gravide consumano fango, argilla, cenere, calce, carbone e mattoni in risposta alle voglie. Le sostanze non alimentari si ritiene che abbiano effetti positivi sulla salute e spirituali. Nel Nord dell’India le voglie delle sostanze della pica sono utilizzate come mezzo per predire il sesso del nascituro, se una donna desidera fortemente la cenere, le persone credono che lei avrà una femmina, mentre se desidera fortemente la polvere indica che lei avrà un maschio (Jeffrey, Jeffery & Lion, 1982; citato in Bhatia, Kaur, 2014). Tra alcuni afroamericani del sud, l’ingestione di un particolare tipo di argilla bianca si crede promuova la salute e riduca la nausea mattutina durante la gravidanza (Firyal, 2007).

 

Manifestazioni cliniche

Sebbene in alcuni casi siano stati riferiti deficit di vitamine o di sali minerali (per es. zinco, ferro), spesso non si riscontrano anomalie biologiche specifiche. In alcuni casi, la pica giunge all’attenzione clinica solo in seguito a complicazioni mediche generali: problemi meccanici all’intestino; ostruzione intestinale come conseguenza di bezoario; perforazione intestinale; infezioni come toxoplasmosi o toxocariosi conseguenti all’ingestione di feci o sporcizia; avvelenamento conseguente all’ingestione di vernice a base di piombo (American Psychiatric Association, 2014).

Maravilla e Berk presentano quattro effetti correlati alla pica: (a) la tossicità intrinseca delle sostanze, come avviene nell’intossicazione da piombo; (b) l’impatto fisiologico ostruttivo, come è stato dimostrato con la geofagia, la tricofagia, e la litofagia; (c) le calorie in eccesso, come potrebbe verificarsi con l’amilofagia o qualsiasi sostanza ad alto contenuto calorico; e (d) la privazione calorica, come potrebbe verificarsi con la pagofagia o qualsiasi altra sostanza che è scarsa o vuota di calorie, ma piena di proprietà (Lacey, 1990).

I pazienti con pica che hanno carenza di ferro, mostrano pallore e l’assottigliamento delle unghia che diventano concave e hanno le estremità sollevate, fenomeno noto come il curvamento (a forma di cucchiaio) delle unghie. Le piccole elevazioni sulla lingua possono essere appiattite e si possono avere erosioni superficiali e fessurazioni agli angoli della bocca, che segnalano spesso carenza di riboflavina.

In alcuni casi sono evidenti anomalie dentali come l’abrasione del dente e la perdita dei denti. Masticare pietre e mattoni può portare al logoramento dei denti (Advani et al., 2014). Gli alimenti della pica in genere non possiedono alcun valore calorico. I bambini nati da madri che praticano la pica durante la gravidanza possono avere un basso peso alla nascita, essere prematuri, nascere con anomalie fisiche e persino la morte è segnalata tra questi neonati (Bhatia et al., 2014).

Le complicazioni variano, a seconda del tipo di pica. La geofagia ha potenziali effetti collaterali che colpiscono più frequentemente l’intestino e le budella. Le complicazioni possono includere: costipazione, crampi, dolore, ostruzione causata dalla formazione di una massa indigesta, perforazione da oggetti appuntiti come rocce o ghiaia, e la contaminazione e l’infezione da parassiti terricoli.

L’amilofagia di solito comporta il consumo di amido di mais e, meno frequentemente l’amido di riso. L’alto contenuto calorico dell’amido può causare eccessivo aumento di peso, mentre allo stesso tempo conseguente malnutrizione, dal momento che l’amido fornisce calorie “vuote” mancanti di vitamine e minerali. L’amilofagia durante la gravidanza può simulare il diabete gestazionale nella sua presentazione e anche nei suoi potenziali effetti dannosi sul feto. La pica che coinvolge l’ingestione di sostanze come vernici a base di piombo o carta contenente mercurio può causare sintomi di avvelenamento tossico. Il consumo compulsivo di una sostanza anche apparentemente innocua come il ghiaccio (pagofagia) può avere effetti collaterali negativi, tra cui il diminuito assorbimento dei nutrienti nell’intestino (Dugan, 2006; citato in Firyal, 2007).

Rispetto al funzionamento sociale, la pica raramente è la sola causa di compromissione dello stesso. La pica si verifica spesso insieme ad altri disturbi associati alla compromissione del funzionamento sociale (American Psychiatric Association, 2014).

La pica non può essere diagnosticata mediante un esame, ma dopo una valutazione da parte del medico, sulla base di una serie di fattori.
Potrebbero essere consigliate analisi del sangue e altri esami di laboratorio per accertare un’eventuale carenza di zinco o ferro, poiché queste carenze possono indurre talvolta la pica, ma anche per evidenziare un’anemia sottostante e per accertare le eventuali complicazioni risultanti dalla pica, come infezioni, parassiti, ostruzioni gastrointestinali e avvelenamento.

 

Sviluppo e decorso della pica

L’esordio della pica può verificarsi in età infantile, in adolescenza oppure in età adulta, nonostante sia riportato più comunemente l’esordio in età infantile. La pica può verificarsi in bambini con sviluppo altrimenti normale, mentre negli adulti sembra verificarsi con maggiore probabilità in un contesto di disabilità intellettiva o di altri disturbi mentali. L’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili può manifestarsi anche durante la gravidanza, quando possono insorgere desideri incontrollati specifici (per es., gesso o ghiaccio).

La diagnosi di pica, durante la gravidanza, risulta appropriata solo se tali desideri incontrollati portano all’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili nella misura in cui l’ingestione di tali sostanze costituisce un potenziale rischio medico. Il decorso del disturbo può essere protratto e provocare emergenze mediche (per es., ostruzione intestinale, forte perdita di peso, avvelenamento). In base alle sostanze ingerite, il disturbo può essere potenzialmente fatale (American Psychiatric Association, 2014).

 

Prevalenza

I tassi di prevalenza della pica non sono chiari (American Psychiatric Association, 2014).

La prevalenza esatta della Pica è spesso sotto riportata dal momento che molte persone possono essere in imbarazzo ad ammettere queste insolite abitudini alimentari e possono nasconderle ai loro medici. Anche se la pica è osservata a tutte le età e in entrambi i sessi, essa è molto prevalente tra i bambini e le femmine. La pica è considerata non patologica fino a 2 anni di età perché i bambini hanno l’abitudine di esplorare le cose mettendole in bocca.

La pica è anche comunemente osservata nei bambini con disabilità dello sviluppo (ritardo mentale, autismo, etc) (Bhatia & Kaur, 2014). Tra gli individui con disabilità intellettiva, la prevalenza del disturbo sembra aumentare con la gravità della condizione (American Psychiatric Association, 2014). Si riscontra nelle donne durante la gravidanza; tuttavia non ci sono molti studi a riguardo del decorso della pica nel periodo del post partum (American Psychiatric Association, 2014). La geofagia è la forma più comune di pica in persone che vivono in condizioni di povertà (Gupta & Gupta, n.d.).

 

Diagnosi differenziale

L’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili può manifestarsi durante il decorso di altri disturbi mentali (per es., disturbo dello spettro dell’autismo, schizofrenia) e nella sindrome di Kleine-Levin. In questi casi si dovrebbe porre una diagnosi aggiuntiva di pica solo se il comportamento d’ingestione è sufficientemente persistente e grave da giustificare ulteriore attenzione clinica.

  • Anoressia nervosa. La pica può essere distinta dagli altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in base al consumo di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili. E’ importante notare, tuttavia, che alcune manifestazioni dell’anoressia nervosa comprendono l’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili, come fazzoletti di carta, quale mezzo per tentare di controllare l’appetito. In questi casi, se l’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili è utilizzata primariamente come mezzo per controllare il peso, allora la diagnosi primaria dovrebbe essere quella di anoressia nervosa.
  • Disturbo fittizio. Alcuni individui con disturbo fittizio possono ingerire intenzionalmente oggetti estranei come parte del pattern di falsificazione di sintomi fisici. In questi casi, vi è un elemento d’inganno coerente con l’induzione intenzionale di lesioni o malattie.
  • Autolesività senza intenti suicidari e comportamenti autolesivi senza intenti suicidari nei disturbi di personalità. Alcuni individui possono deglutire oggetti potenzialmente dannosi (per es. spilli, aghi, coltelli) all’interno di un contesto di pattern comportamentali disadattivi associati a disturbi di personalità oppure ad autolesività senza intenti suicidari (American Psychiatric Association, 2014).

 

Comorbilità con la pica

I disturbi più comunemente in comorbilità con la pica sono il disturbo dello spettro autistico e la disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo); in misura minore, schizofrenia e disturbo ossessivo-compulsivo. La pica può essere associata alla tricotillomania (disturbo da strappamento di peli) e disturbo da escoriazione (stuzzicamento della pelle). Nelle manifestazioni in comorbilità, i capelli o la pelle vengono solitamente ingeriti. La pica può anche essere associata a disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, soprattutto in individui con una forte componente sensoriale inerente allo loro sintomatologia. Qualora sia noto che un individuo è affetto da pica, la valutazione dovrebbe comprendere la considerazione della possibilità di complicazioni gastrointestinali, avvelenamento, infezioni e deficit nutrizionale (American Psychiatric Association, 2014).

 

Trattamento della pica

La pica regredisce spontaneamente nella maggior parte dei casi. Non esiste un trattamento specifico per questo disturbo.
Il piano di trattamento deve concentrarsi sui fattori che concorrono alla pica e affrontare i problemi psicologici sottostanti (Bhatia & Kaur, 2014). Quindi il medico potrebbe chiedere un consulto psicologico per determinare se il paziente è affetto da disturbo ossessivo-compulsivo o da altri problemi psicologici, che potranno essere risolti con una psicoterapia e opportuni farmaci (Holm, 2012).

Dal momento che la pica può essere acquisita nel contesto culturale, alle persone colpite può essere suggerita la psicoterapia cognitiva-comportamentale (Bhatia & Kaur, 2014).

Una recente ricerca suggerisce che i farmaci migliorando l’attività dopaminergica possono rivelarsi utili. E’ stato dimostrato che gli SSRI sono efficaci.
Eventuali carenze nutrizionali hanno bisogno di essere affrontate e corrette. L’emergenza medica come l’avvelenamento da piombo o l’emergenza chirurgica come l’ostruzione intestinale devono essere trattate di conseguenza (Bhatia & Kaur, 2014).
Esistono alcune conferme scientifiche dell’utilità di un semplice integratore multivitaminico per trattare alcuni di questi casi (Pace & Toyer, 2000; citato in Holm, 2012).

Se la causa è la carenza di ferro o zinco dovrebbero essere dati opportuni integratori. Anche se il solfato ferroso è spesso raccomandato per il trattamento della carenza di ferro, frequenti problemi con il farmaco, tra cui disturbi gastrointestinali, gonfiore e altri disagi, rendono questo inaccettabile per molti pazienti. Il gluconato ferroso, che è approssimativamente equivalente a costo, produce meno problemi ed è preferibile come trattamento iniziale della carenza di ferro. Integratori di acido ascorbico aumentano l’assorbimento del ferro.

 

Conclusioni

La pica è un disturbo relativo alla condotta alimentare, caratterizzato dalla necessità persistente di ingerire sostanze non nutritive per un periodo di almeno 1 mese. Le sostanze ingerite tendono a variare con l’età dell’individuo, i bambini piccoli di solito ingeriscono vernice, intonaco, spago, capelli o tessuto, mentre i bambini più grandi possono ingerire sterco di animali, sabbia, insetti, foglie o ciottoli. Gli adolescenti e gli adulti possono mangiare argilla o terra (American Psychiatric Association, 2000).

La letteratura suggerisce che questo disturbo è un problema comune sia nei bambini che negli adulti.
La pica può essere associata a ritardo mentale, essere causata da un deficit vitaminico o di sali minerali (ferro, zinco, calcio), viene riscontrata nelle donne gravide e in certe società la pica è una pratica culturale e non è considerata patologica. Di solito un individuo giunge ad attenzione clinica solo in seguito a complicanze mediche generali (per es. problemi meccanici all’intestino; ostruzione intestinale come conseguenza di bezoario; perforazione intestinale; infezioni come toxoplasmosi o toxocariosi conseguenti all’ingestione di feci o sporcizia; avvelenamento conseguente all’ingestione di vernice a base di piombo) (American Psychiatric Association, 2014).

La prevalenza esatta della pica è sconosciuta perché il disturbo non viene riconosciuto da chi ne soffre e molte persone sono imbarazzate ad ammettere queste insolite abitudini alimentari ai loro medici. Essa si riscontra più frequentemente nei bambini piccoli e nelle donne. Sono necessari studi più completi circa la prevalenza e l’incidenza di tale disturbo.

Anche l’eziologia esatta di questo disturbo è ancora sconosciuta. Ci sono numerose ipotesi che spiegano il fenomeno, che vanno dalle cause psicosociali a quelle di origine puramente bio-chimica. La maggior parte di esse si orienta verso la carenza nutrizionale come causa.
Considerando che esistono varie spiegazioni della pica, fisiologiche, psicologiche e sociologiche, ed ognuna di esse si concentra su un aspetto particolare di questo disturbo, risulta necessario che i meccanismi di causalità della pica vengano studiati più accuratamente, per arrivare ad una spiegazione esaustiva.

Riguardo al trattamento, non ne esiste uno specifico. La pica regredisce spontaneamente nella maggior parte dei casi. Quando la pica è dovuta alla carenza di sali minerali, può essere superata reintegrando nell’organismo queste sostanze, mentre se è legata a un disturbo psichiatrico, va combattuta insieme alla patologia maggiore.

Le terapie per la pica dovrebbero essere esplorate in modo sistematico per determinare l’adeguatezza e l’efficacia delle risposte farmacologiche, così come delle terapie meno invasive (Lacey, 1990).

L’entità della letteratura sulla pica è così frammentata che è difficile trovare una sintesi precisa di questa condizione. C’è poca coerenza nella definizione della pica, nella classificazione delle sostanze ingerite, nell’individuazione delle caratteristiche principali dei praticanti, nel consigliare il trattamento, o nei risultati messi in luce (Lacey, 1990).

Risulta evidente il bisogno di effettuare ulteriori ricerche, per una completa panoramica di questo disturbo.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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Pica – Definizione Psicopedia

La pica si caratterizza per la continuativa ingestione di una o più sostanze di contenuto non alimentare e non commestibili per almeno 1 mese - Psicologia

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